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Manifesto del FLNRPABMB- Il Fronte di Liberazione Nazionale dalla Rucola-Pachino-Aceto-Balsamico-Mozzarella-di-Bufala

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Fondare il FLNRPABMB nasce dall’esigenza di porre un freno al becero pressapochismo  culinario da quattro soldi che, per varie ragioni, si sta untuosamente spargendo sulle nostre tavole. Improvvisamente, bocche cresciute a pane e ciauscolo hanno cominciato a riempirsi di termini altezzosi per definire piatti allo stesso tempo sciatti e pretenziosi. Ho individuato da tempo alcuni simboli di questo fenomeno complesso. La rucola, la quale, evolutasi in una nuova dimensione, sfida persino le leggi dello stato della materia e si presenta sotto forma di gelatina o spuma. Il pachino, che ha paradossalmente cominciato a far parlare di se’ senza essere nemmeno lui il protagonista: quello che viene presentato come tale e’, infatti, il piu’ delle volte il suo parente rotondo, il pomodoro ciliegino.  L’aceto balsamico di Modena, o meglio il suo succedaneo post-industriale, un aceto economico e dozzinale, balsamicizzato per aggiunta di sostanze aromatizzanti e non per dodici anni di invecchiamento in botti di rovere, castagno o frassino.
E poi lei, la mozzarella di bufala, forse il piu’ subdolo degli esercizi di sciatta pretenziosita’ del masticatore italico. Biglietto da visita degli Italiani all’estero, la mozzarella di bufala si porta dietro una storia, e una letteratura, fatte di genuinita’, amore per le cose artigianali, buona Italia a tavola e senso di appartenenza territoriale difficilissime da sradicare.
Non e’ un caso che questi ingredienti compaiano frequentemente accoppiati,  anche tutti insieme o uniti da un fil rouge rosso pachino in preparazioni ruffiane.

Intendiamoci, a me, la mozzarella di bufala, piace (soprattutto quella affumicata). Cosi’ come la rucola, che altro non e’ se non un’erba infestante, ogni tanto la consumo. Quello che non posso tollerare e’ l’assunto secondo il quale il semplice utilizzo di questi ingredienti, possibilmente in una presentazione che preveda il ricorso a formule quali il  “letto di rucola” e la “glassa all’aceto balsamico”, sia sufficiente a conferire a chi ne fa uso il titolo di buongustaio, gourmet, intenditore, un Vatel esperto di cose buone, amante della vita, sofisticato cuciniere e tomber de femme.

Il FLNRPABMB dice no all’ipocrita rappresentazione della buona Italia a tavola, alla spuma di mare e all’uso strumentale di termini come dadolata, vellutatata e apericena.

C’e’ anche da dire che Rucola, pachino e aceto balsamico oramai non sono nemmeno piu’ simboli di pretenziosita’, ma solo di sciatteria preconcetta. Rucola e aceto balsamico sono peraltro da tempo diffusissimi sulle tavolate  di tutti quei ristoranti ad aspirazione italica tra Miami Beach, Varsavia  e Mosca che vengono gestiti da finti italiani dalle imprecisate origini bulgaro-balcaniche. Ciononostante, o forse proprio per questa ragione,  sono loro i simboli della sciagurata strada intrapresa;  archetipi dai quali e’ gia’ possible  individuare  le emanazioni. Per dire, la belga e’ la nuova rucola. E l’aceto al lampone e’ il nuovo aceto balsamico.

Il FLNRPABMB e’ un club a socio e amministratore unico. Si entra per invito.

E’ nostra (pluralia maiestatis) intenzione mettere fine ad abitudini malsane atte solamente a portare acqua al proprio mulino come massacrare di “buon appetito” chiunque si avvicini al proprio posto. E’ giunto il momento di farla finita con affermazioni come ”tutto buonissimo, complimenti allo chef”, minacce quali ”mangio l’aglio, tanto non devo baciare nessuno” e tutta la pantomima dell’aglio a tavola e le conseguenti tragiche ilarita’ del tipo “aglio come lubrificante dei rapporti sociali”. Altri argomenti totalmente tabu’ a tavola sono da considerarsi la stitichezza e il colesterolo. Non sono ammessi al FLNRPABMB quelli che non si alzano mai da tavola senza prima bere il caffe’, quelli che chiedono la grappa barricata e quelli che con la grappa (barricata o no, non ha alcuna importanza) ci sciacquano la tazzina del caffe’. Niente da fare nemmeno per l’affogato al caffe’ e il gelato al pistacchio. Sono controindicazioni per l’ammissione al FLNRPABMB la frequentazione di MacDonald’s, anche e soprattutto dietro la scusante che “ogni tanto e’ buono”, affermazioni come “la pizza vera e’ solo quella alta”, cosi’ come tutte le altre affermazioni atte a determinare la verita’ di una certa preparazione, ingrediente, origine o aroma. Sono fuori dal FLNRPABMB quelli che mangiano solo piatti regionali, quelli che sostengono che solo a casa loro si mangia bene, o solo in Italia, o solo in Toscana o a “I tre scalini”. Quelli che mangiano sushi pensando di fare qualcosa di esotico, o che mangiano sushi con le bacchette pensando di fare qualcosa di molto sofisticato. Viene depositata agli atti la totale inutilita’  dei seguenti piatti: tortellini panna e prosciutto, risotto mari e monti, ciambellone marmorizzato, pizza all’ortolana, zuppa di farro e pennette al salmone. Non saranno ammesse situazioni come offrire avanzi di cibo dal proprio piatto, sia che si sostenga di non averlo toccato sia che non si dica nulla. Non e’ accettabile chi ha piu’ di tre anni e cena con una tazza di latte, cosi’ come chi pranza con un tramezzino o chi pranza con un tramezzino tonno e carciofini, a prescindere dall’eta’. Altri parametri di esclusione sono il non saper ordinare al ristorante, o il voler sempre ordinare qualcosa da smezzare, pensare che la Certosa di Parma sia un formaggio, fumare tra un piatto e l’altro o, peggio,  uscire fuori a fumare tra un piatto e l’altro in gelide serate d’inverno e tornare impregnati di puzza di sigaretta. Non va bene per il FLNRPABMB ingozzarsi di pane appena seduti e poi lasciare meta’ degli spaghetti cosi’ come non mangiare il pane sostenendo di voler  sentire i sapori. Calcolare esattamente quello che si e’ preso al momento di pagare il conto, o ordinare caviale e tartufo quando si paga alla romana e gli altri mangiano pizza margherita, sono motivi sufficienti di espulsione. E’ considerato inammissibile il consumo di carne di manzo ben cotta,  cosi’ come la diffusione di materiale a favore del petto di pollo grigliato, della bresaola e del formaggio di soja.

I vegetariani, gli astemi e quelli che mangiano sciapo saranno considerati con lo stesso sospetto riservato agli assassini seriali.

Presidente fondatore, nonchè socio unico, del FLNRPABMB-Il Fronte di Liberazione Nazionale dalla Rucola-Pachino-Aceto Balsamico-Mozzarella di Bufala, amo invitare alla mia tavola bevitori di sangue, collezionisti di sogni infranti e consumatori di aria fritta. Guardo con egual sospetto vegetariani, amanti della carne ben cotta e assassini seriali. Da sempre mangio per piacere e mai per necessità.

18 Comments

  1. Direi che come CV, ci sono, ho un’antipatia personale anche per il parmigiano sopra la pasta al tonno, per la pasta al tonno, per la maionese e le patate nella pizza, per il pane toscano che oltre a essere sciapo ti spacca le otturazioni e la sera anche la mascella, per la birra a tavola, per la passata – io solo pelati, al massimo pomodori a pezzi -, odio orribile poi per il pollo mal cotto per cui infliggerei anni di galera, e per il prosciutto e melone, che puzza sempre di cassonetto.

  2. Mancano quelli che stanno ore su un menù e prendono sempre la stessa cosa, quelli che ti chiedono “tu cosa prendi?” e quelli che all’arrivo del cameriere non hanno ancora aperto il menù e guardano il partner in cerca di ispirazione. Più certi piemontesi che ordinano una porzione “piccola” e chiedono un piattino per riporne la metà, perché era troppa: esistono, esistono.

  3. Eri partito alla grande, divertentissimo ma ti sei perso strada facendo. Sei scivolato in una spocchia da guru, da masterchef quanto quelli che volevi stigmatizzare e l’effetto ironico (perchè penso volesse essere un pezzo ironico) è andato via via scomparendo. Peccato.

    • Caro Pieroamerigo, e’ abbastanza scontato che uno con il tuo nome prenda un po’ tutto con ironia. Ma in questo caso ti sei sbagliato: dove hai rilevato del sarcasmo, scusa? Nell’intolleranza verso i tortellini panna e prosciutto, oppure nell’inammissibilita’del tramezzino tonno e carciofini? No, no, il FLNRPABMB e’ una cosa serissima: la sede si trova a Via La Rucola dal mio piatto e all’ingresso c’e’ un body scanner. E’ una misura che si e’ resa necessaria da quando, qualche anno fa, due battipagliesi fecero irruzione nella Lobby e tennero per due ore in ostaggio la portiera, puntandole una mozzarella di bufala alla tempia.

  4. Embé? Questo articolo è talmente snob che non si capisce nemmeno chi voglia snobbare. E poi che c’entra la zuppa d’orzo con le pennette al salmone?

    • cosa c’entra la zuppa d’orzo con le pennette al salmone???! Ma proprio niente! E’ per questo che ufficialmente chiedo, supplico, pretendo, l’invito al LNRPABMB.

  5. Vogliamo parlare del parmigiano sopra le fettuccine (tagliatelle/pappardelle) ai funghi porcini? Ci va solo il prezzemolo, cazzo. Solo il prezzemolo

  6. “Uscire a fumare in gelide serate d’inverno e tornare impregnati di puzza di sigaretta”…esprimendo tale concetto hai impietosamente palesato le tue paranoie.

  7. suvvia ragazzi, un po’ di sense of humor. soprattutto perché con il suo primo testo andy si è già tradito: è un noto fachiro, e non mangia dal 1945.

  8. Quel “pane e ciauscolo” ti investe -ai miei occhi- di sacrale autorevolezza, poiché siamo pochi noi custodi del padre (e madre) di tutti i salumi che sono e che verranno, e solitamente noi custodi veniamo tutti da quella terra che si chiama al plurale. Ciò detto, è inverosimile che chiunque sia cresciuto a pane e ciauscolo, abbia tendenze culinarie demmerda.

  9. Bene: adesso spiegate cos’è il ciaspolo, ciascuncolo o come si chiama a tutto il volgo, altrimenti posto la ricetta dettagliata dei “tortiglioni tricolore aglio olio e surimi”.

    • Il ciauscolo è una sorta di salame assurdo, crudo, bombardato, lo spalmi e gli dai un morso, dici uau, ne dai un altro e dici be’, al terzo ti sembra di mangiare la cosa più assurda che ti sia capitata e la rimuovi per qualche mese, forse anni, poi però per qualche motivo a me sconosciuto ti torna in mente, ti viene voglia di ridare quel primo morso, uno però, se ripensi al secondo e al terzo ti passa la voglia.

  10. Pensavo finalmente di aver trovato IL Manifesto del Fronte. L’unico al quale avrei giurato fedeltà eterna e per il quale avrei fatto addirittura volantinaggio.
    E invece per una defaillance emotiva verso una tipologia di cibo non ammesso, sono fuori. 🙁
    Posso dire però, che in coscienza so che non è cibo, e so che non va bene una volta ogni tanto. Ma quando c’è bisogno di chimica, a volte è meglio un bigMc che una pasticca! 😛

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