Manganellate liberali

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C’è poco da dire sul post di Luca Mazzone, che sembra sostenere che il presunto mancato adempimento di formalità amministrative giustifichi le manganellate anche quando una manifestazione si svolge pacificamente.

Perché non le giustifica, sapete? Non è che se parcheggiate in divieto di sosta è giustificato che i vigili vi vengano a fracassare gli specchietti, tanto per dire.

Ma comunque, al di là del bizzaro concetto di mantenimento dell’ordine pubblico che i nostri liberali-solo-con-loro-stessi ci propinano, c’è un’altra cosa del tutto inaccettabile.

E cioè, il fatto che il nostro ottimo Mazzone linki il suo post su Facebook con un bello sfottò verso il termine “macelleria messicana”.

Ora, ovviamente, nessun rappresentante politico o sindacale ha utilizzato questa espressione per riferirsi agli scontri di ieri, perché sarebbe stata ovviamente esagerata.

A dire il vero, “macelleria messicana” è stato utilizzato in tempi abbastanza recenti da un poliziotto e ripresa da D’Alema per descrivere il comportamento delle forze dell’ordine durante il G8 di Genova e nei giorni che seguirono. Cioè di fronte a comportamenti che non hanno pari nella storia delle democrazie contemporanee.

Collegare un post sulle botte di ieri, dicendo sostanzialemente “se la sono cercata”, con avvenimenti gravissimi, sfottendo l’espressione più famosa utilizzata per descrivere questi ultimi non è un semplice scherzo di cattivo gusto.

È il tentativo di segnare un punto a favore dell’idea che manifestare è legittimo ma se manifesti dalla parte sbagliata sia giusto prenderti a botte, anche di fronte a violazioni minime e se non rappresenti un pericolo per nessuno. E che una volta che questo succede sia pure giusto zittirti se protesti, perché poteva pure andarti peggio, come nel caso della “macelleria messicana”. La quale, in fondo, va anche sminuita e usata come sfottò.

Non è semplice cattivo gusto. È pura manipolazione. Basta saperlo e non farsi abbindolare.

Santé

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

15 Comments

  1. Fino a quando non sarà Mazzone a prendersi le… mazzate.

    PS
    Già se le prende metaforiche visto che i suoi post hanno come fonte le vecchie comari di paese: – “Hai sentito che la Gisella ha messo le corna al marito con il Lando!”
    – “Uuuuh che brutta cosa!”
    – “Si si, me lo ha detto l’Ubalda alla quale lo ha detto la Giovanna che lo ha sentito dire da due vicine della Gisella mentre erano dal verduraio”.

  2. Non c’é niente da aggiungere. Stiamo parlando di una persona che viaggia ,che ha studiato, continua a farlo e, nonostante ció, considera la Tatcher la piú grande statista del ‘900 (o qualcosa di simile). Raramente mi ê capitato di vedere tanta cattiva fede e attaccamento alla propria idea di mondo da portare avanti, da tralasciare cosi insistentemente le evidenze che la contraddicono. Io dico che siamo al livello dei complottisti, di cui proprio oggi si é occupato questo blog. Tanto li odia e tanto gli somiglia.

  3. Il richiamo alla macelleria messicana era per dire che ora ogni volta che c’è una scaramuccia si va a ripescare un episodio in cui oggettivamente c’è stato un abuso, per dire “vedete? sono fascisti”. Invece magari c’è un gruppo di scalmanati che vuole entrare a Termini con la forza.

    Ma ovviamente manipolatori e fascisti sono sempre gli altri.

    • Manganellare i lavoratori in sciopero una scaramuccia? Genova 2001 un episodio in cui c’è stato un abuso? Ora capisco tutto. Suppongo che per lei, Mazzone, i massacri sulla linea Gustav nel ’44, fossero degli sfoghi episodici di soldataglia annoiata. In ogni suo post colgo nuove sfumature di significato delle parole “revisione” e “eufemismo”.

      • @Dmitri
        A questo punto diranno di averla vista fare un ragionamento di una tacca superiore a quello di un protozoo.
        Se ne vanti!

  4. a me invece sembra che mazzone, con il quale in genere non vado molto d’accordo, abbia sollevato un punto importante in modo sbagliato. Mi spiego:
    – Non credo che preoccuparsi di informare le forze dell’ordine quando si organizza una manifestazione pubblica sia un adempimento burocratico: mi sembra al contrario che sia un dovere sostanziale, necessario a consentire che le forze dell’ordine facciano correttamente il loro mestiere: se per esempio il corteo di Landini fosse stato attaccato da manifestanti di avverso colore (è successo spesso) e magari nei tafferugli ci fosse scappata qualche vittima, il Landini medesimo sarebbe stato prontissimo a lamentarsi del mancato o insufficiente intervento della polizia (è successo spesso anche quello)
    – Detto questo, non mi sembra che tra la mancanza (grave) di Landini e le manganellate che si è preso ci sia un nesso, né che la mancanza giustifichi in alcun modo le manganellate. Se i poliziotti sono persone ragionevoli, cosa che sono portato a credere, è legittimo aspettarsi che si comportino come tali, anche nel caso che non vengano messi nelle condizioni di fare al meglio il loro mestiere o addirittura vengano provocati;

    • Gentile Enrico, al netto di ogni altra considerazione o idea personale le “gravi” mancanze di Landini semplicemente NON ci sono e, se mancanze ci sono non sono gravi.
      Richiesta di manifestazione statica davanti ad ambasciata: fatta.
      Concordato variazione programma con corteo verso i palazzi del potere: fatto.
      Prendersi le botte in prima fila: fatto.
      Certo avrebbe dovuto sincerarsi che non ci fosse fraintendimenti tra manifestanti e forze dell’ordine. Vabbè capita anche tra marito e moglie su cosa preparare per cena… figuriamoci tra manifestanti e forze di polizia.

      Un caro amico che visse per 2 anni a NY mi raccontò questo episodio.
      Manifestazione del Black Block a NY.
      Cordone di forze dell’ordine e marcia ordinata con slogan striscioni e tutte cose.
      Uno esce dai ranghi. Manganellate e via.
      OK ci sta. Basta capirsi. E basta sapere che ci sono quelli a cui piace una società così. Nulla da dire.

      http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/11/processo-ruby-cicchitto-nodo-giustizia-da-risolvere-o-pdl-si-chiama-fuori/526372/
      Ma allora anche per costoro stesso trattamento. O i parlamentari non devono chiedere il permesso? Alfano non deve avvisare con anticipo che andrà ad occupare il Palazzo di Giustizia? Ah no… lui i poliziotti li ha come scorta, vero.
      Mazzone ci spieghi. Grazie.
      Absit iustificatio: “E dove lo mettiamo la libertà di espressione o di manifestare quando cazzo come e dove gli pare dei deputati?”!

    • Enrico, i poliziotti sono persone come tutte le altre, che di lavoro fanno i poliziotti; cosa che a mio modesto avviso, e soprattutto per pregressa esperienza diretta intra-moenia, non dona loro alcuna ragionevolezza in più di quella che hanno mediamente i cittadini di questo paese, che io personalmente già ritengo piuttosto scarsa.
      Casomai, anche causa sostanziale impunità, la rende molto spesso poco praticata.
      Soprattutto tra quei poliziotti con compiti di ordine pubblico.
      La “ragionevolezza”, quando c’è, e c’è quando non c’è notizia, è tutta dei dirigenti del servizio: alla truppa non solo non è richiesta, ma proprio non compete…

  5. la cosa incredibile di tutta questa faccenda è che si parla dell’ingiustificazione delle botte date dalle forze dell’ordine solo ed esclusivamente perchè le botte le hanno prese i capoccia dei sindacati e 4 operai (nota bene: operai in sciopero che stanno perdendo il lavoro, occhio al frame!)…finchè le prendono quegli anarchici insurrezionalisti figli di papà dei no-tav o quei padroncini, che non pagano neanche le tasse, fuori dalle coop o quegli immigrati che magari sono pure clandestini chissenefrega, anzi…
    chissà, forse è la volta buona che qualcuno si pone il problema di come le forze di polizia gestiscono le manifestazioni e la libertà altrui di esprimere il proprio dissenso, ma ci credo poco, visto il tenore dei commenti su tutte le testate giornalistiche.

  6. Quando si parla di “forze dell’ordine” sarebbe utile conoscere vagamente ciò di cui si parla. Si tratta di uomini e donne che non vedono l’ora di finire il turno, togliersi scarponi e protezioni varie, tornarsene a casa da figli/mogli/mariti/fidanzati/e, andarsene al bar a prendere l’aperitivo con gli amici, vedere la partita in tv, cenare, farsi una scopata. L’ultima cosa che desiderano è il casino, la carica, l’uso del maganello. Equivale per un medico del pronto soccorso all’arrivo di un infartuato a 10 minuti dalla fine del turno: addio aperitivo, cena, partita in TV, scopata.
    All’interno di questa moltitudine di normalissimi lavoratori/lavoratrici c’è sicuramente una esigua minoranza di esaltati/e che si diverte a fare il Serpico denoartri. Come tutte le minoranze poco incidono. Sono gli stessi colleghi, terrorizzati dalla prospettiva di finire il turno con ore di ritardo, a tenerli a freno.
    Quando vedete le cariche mai, e dico MAI, dipende dalla bellicosità di lavoratori/lavoratrici in divisa. Non tanto perchè sono di animo caritatevole, quanto per EVITARE ROTTURE DI CAZZO.
    Naturalmente è molto più semplice attribuire ogni responsabilità ai cattivissimi Cops che chiedere ragioni a questura, porefettura, ministro dell’interno, capo della polizia and so on.

    • @stepback
      esatto, quindi se caricano a testa bassa lo fanno solo perchè stanno eseguendo un ordine, non perchè gli piaccia!
      certo che le responsabilità partono dall’alto…ma arrivano anche in basso. chi da una manganellata è e deve essere responsabile di quello che fa, sia che lo faccia per un giusto motivo sia che lo faccia per uno sbagliato.
      così come chi gestisce una manifestazione o rompe una vetrina deve essere responsabile di quello che fa
      …basta con sta storia che le repsonsabilità sono sempre degli altri…eddai!

  7. Dott. Mazzone, coglierei l’occasione dell’assoluzione in appello per tutti i colpevoli della morte di Stefano Cucchi, per farti una domanda: assodato che non aveva rispettato la legge, credi sia lontanamente accettabile uccidere un uomo per possesso di droga? Pensi davvero che non ci sia un problema di connivenza tra Stato e forze di Polizia? Di troppo frequenti sospensioni dello stato di diritto, in favore di uno stato di polizia che processa, giudica e mena, anche uccidendo, in tempo reale? Vorrei capire. Grazie

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