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Maggioranza o democrazia?

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Nei partiti, o nelle associazioni politiche e sindacali, in genere, le espulsioni dei membri vengono decise da degli organi, che spesso si chiamano collegio dei probiviri, collegio dei garanti o giù di lì, dove siedono delle personalità di garanzia che vengono nominate normalmente per la loro indipendenza.

Ovviamente non sempre le cose funzionano alla perfezione ma l’idea di fondo è che la decisione di espellere qualcuno perché ha opinioni politiche differenti  è una decisione delicatissima che non va lasciata ai normali organi direttivi o esecutivi perché, altrimenti, sarebbe facile per la maggioranza interna e per i vertici del partito/associazione, sbarazzarsi delle voci scomode.

Il processo di espulsione dei deputati “dissidenti” (una parola che già fa rabbrividire) del Movimento 5 Stelle non segua affatto questo modello: l’espulsione decisa “dalla rete” (sempre le poche decine di migliaia di iscritti), con il leader del partito che si esprime a favore dell’espulsione, è un modello che di garanzie, ai membri della minoranza, ne offre molto poche.

Risparmiate, per favore, i commenti sul fatto che anche il PD espelle e che le decisioni sulle espulsioni sono in certi casi poco trasparenti: dire “lo fanno anche loro” non è una gran risposta, amici a cinque stelle.

Ora, si dirà che il Movimento è nato anche per liberarsi delle lungaggini e delle procedure tradizionali, che i partiti attuali e le associazioni politiche in genere sono marce e sono marci anche i loro modelli di gestione delle espulsioni; la decisione lasciata alla rete è un metodo di gestione del dissenso più democratico perché fa decidere potenzialmente tutti gli iscritti.

Sarà pur vero. Mi ricordate, però, in quale sistema democratico è la maggioranza a decidere circa l’esistenza della minoranza interna? A me pare nessuno.

Santé

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

12 Comments

  1. La soluzione è nel manico: perchè in un partito ci deve essere una minoranza? Si fonda piuttosto un altro partito, nella migliore delle ipotesi si cerca di chiarirsi prima in privato. Correre dai giornalisti per una dichiarazione ogni volta che si è in dissenso, fa parte di quei riti pagani stantii tipici della ns partitocrazia. Che, correggimi se sbaglio, non risulta in nessun principio democratico.

    • no, ma proprio no. La corrente minoritaria ha tutto il diritto di esporsi mediaticamente, per poter diventare maggioranza in futuro. Se Renzi, che un tempo era la corrente minoritaria del PD avesse mosso le critiche alla vecchia dirigenza in una stanza, non sarebbe successo nulla.
      Ha convinto gli elettori del PD della bontà delle proprie istanze, e ha fatto cambiare il partito.

      PS
      il mio discorso qui sopra prescinde dal merito. E’ solo questione di metodo.

  2. Il Movimento 5 Stelle e’ l’unico ‘partito” dove i parlamentari sono eletti con vincolo di mandato. Sono stati eletti in base a un programma chiaro e cristallino dal quale non hanno FACOLTA’ DI SVINCOLARSI
    Sono stati eletti per mandare a casa e possibilmente mettere sotto processo i rappresentati di una politica marcia e corrotta. NON PER FARE ACCORDI O DIALOGARE CON LORO.
    Qui non si tratta di un dissenso su una questione minoritaria ma su una delle principali questioni che hanno fatto si che io e altri votassimo per i 5 stelle.
    Mentre Grillo ha toppato sul reato di clandestinita’ in quanto una porcata del genere no e’ mai stata parte del programma del Movimento, lo scendere a patti con quei porci che siedono in parlamento NON E MAI STATO NEMMENO IN DISCUSSIONE.
    Chi la pensa diversamente non puo’ fare parte del movimento. L’acqua pubblica, la TAV sono altri esempi di questioni imprescindibili per fare parte del Movimento.

    • “Il Movimento 5 Stelle e’ l’unico ‘partito” dove i parlamentari sono eletti con vincolo di mandato. Sono stati eletti in base a un programma chiaro e cristallino dal quale non hanno FACOLTA’ DI SVINCOLARSI”

      per fortuna, no. A proposito, è una cosa altamente incostituzionale quel che lei scrive. Ma non eravate difensori della Costituzione senza se e senza ma?

    • le risulta che qualcuno abbia eletto Letta? Renzi s’è preso la maggioranza alle primarie, e ha deciso la linea di partito, che non era più ‘ci facciamo logorare’.
      Sempre a prescindere dal merito, è stata una mossa politica. Magari il governo Renzi farà peggio, magari farà perdere ancora più voti di quello Letta, ma almeno il tizio che prende decisioni nel PD viene eletto, come altri prima di lui, lei mi può ricordare chi ha investito di qualunque potere Grillo e Casaleggio?

      • Letta è parlamentare. Renzi no.
        Renzi ha vinto le primarie, che sono un evento privato organizzato da un’associazione privata chiamata PD.
        Dopo di che, forte di una tale ‘consacrazione’ e sostenuto dalla quasi totalità del suo partito, ha deciso di pugnalare alla schiena il suo collega di partito e di prenderne il posto al governo del Paese.
        Applausi.

        • Appunto, l’organizzazione privata PD, che detiene la maggioranza relativa, si è consultata al proprio interno per stabilire una linea politica… così come i 5S fanno _qualche_ votazione, di volta in volta decise da due tizi che non sono stati votati proprio da nessuno, ne all’interno del movimento ne fuori.

  3. tutti a trovare ogni ago nel pagliaio possibile contro Beppe Grillo, Casaleggio e il Movimento 5 Stelle … ma vergognatevi e riflette meglio, capperi, questo Paese è in mano a uno o più caste … è in emergenza sociale grave e “a Mali estremi Estremi Rimedi”!!!

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