Maggico INVALSI

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No, non e’ magico. E’ solo un metodo razionale per misurare l’apprendimento degli studenti secondo un criterio che permetta la comparabilita’.

Perche’ diciamocelo chiaramente : lo scopo della scuola non e’ quello di fornire strumenti trascendentali o eccezionalmente sofisticati. Dati i risultati, ci si accontenterebbe se insegnasse a leggere (testi complessi, non cartelli stradali), scrivere (elaborati, non nome e cognome) e far di conto (qui ci si accontenta anche delle basi). Questi obiettivi sono clamorosamente mancati. Non ho bisogno neanche di far l’elenco delle prove di questo fatto – ma, hey, d’altronde e’ anche a questo che servono i test analoghi su scala internazionale! Quello che sorprende e’ come vengano prese sul serio le iniziative di “resistenza” ai test: rendiamoci conto, dovrebbe bastare gia’ la parola a rendere ridicoli questi rivoluzionari da cascina la domenica e libreria sociale il lunedi’.

Quello che voglio suggerire, a chi si senta isolato da questa vociante minoranza, e’ di farsi sentire. Il buon senso ci mette piu’ tempo a spiegare le proprie ragioni, e non usa Foucault a sproposito per parlare di ridicoli complotti e di pseudo-controllo di matrice neoliberista (again, le parole dovrebbero rappresentare un campanello d’allarme per riconoscere quelli che danno aria alla bocca). Ma ha il pregio di appoggiarsi a ragionamenti semplici, coerenti, e dalle conseguenze concrete, misurabili e paragonabili.

Ribadisco. Non vi arrendete, la vostra collega di lettere che parla come Vendola, scrive come Vendola e sembra avere le idee chiare come sembra averle Vendola e’ esattamente come la vedete: un’elettrice di Vendola. E come tale potete trattarla. Come una minoranza fuori dalla storia, fuori dalla realta’ e dalla logica. Siete piu’ forti voi. Coraggio.

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(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

17 Comments

  1. E’ un metodo razionale, ma è un metodo malfatto. Che sia meglio un metodo malfatto di nessun metodo, non ci piove: ma che un metodo malfatto andrebbe rivisto e migliorato, nemmeno.
    Come piccola nota: so che questo agglomerato di blog si distingue per il fatto che fa un vanto del sarcasmo e dello stile caustico. Ma dovreste (e Mazzone in questo è piuttosto indietro) che non è con il tono di superiorità e le – nemmeno tanto velate – offese a chi pensa e agisce in modo diverso, le cui posizioni vengono sistematicamente ridicolizzate e sminuite, che si convinverà la gente (la famosa maggioranza che si presume già esistente e che invece va convinta) a passare sulle vostre posizioni.

    • Io qui penso di poter parlare alla maggioranza che e’ gia’ d’accordo con me. Voglio solo dire, appunto: siete la maggioranza, non sentitevi matti. I matti sono gli altri. Con calma convincerete gli indecisi. S’intende che io mica mi carico la responsabilita’ di convincere chicchessia, qui.

      Criticare qualcosa di sana pianta perche’ non e’ perfetto, poi, e’ paradise fallacy, ma questo lo sai gia’.

  2. E’ vero che l’Invalsi è un metodo “per misurare l’apprendimento degli studenti secondo un criterio che permetta la comparabilita’”. Scopo vero di questa comparabilità, però, è stabilire graduatorie di efficienza, secondo cui in futuro erogare finanziamenti alle singole scuole.
    Chi crede che l’efficienza delle scuole sia misurabile in modo oggettivo, probabilmente non ha mia lavorato in una scuola e crede che sia ancora come ai tempi in cui l’ha frequentata da giovane.

  3. E’ vero che l’Invalsi è un metodo “per misurare l’apprendimento degli studenti secondo un criterio che permetta la comparabilita’”. Scopo vero di questa valutazione, però, è stabilire graduatorie di efficienza, secondo cui in futuro erogare finanziamenti alle singole scuole.
    Chi crede che l’efficienza delle scuole sia misurabile in modo oggettivo, probabilmente non ha mai lavorato in una scuola e crede che sia ancora come ai tempi in cui l’ha frequentata da giovane.

  4. Sono un sostenitore dell’Invalsi: possiamo e anzi dobbiamo discutere di come migliorare questi strumenti, ma essi devono esistere, per tutelare gli studenti stessi.
    Poi non sono così d’accordo sulle conclusioni che si dovrebbero trarre dai risultati dell’Invalsi: a mio avviso dovrebbero essere pubblici e pubblicizzati, per influenzare i genitori all’atto dell’iscrizione dei figli a scuola. Però non sono molto d’accordo sul fatto di utilizzarli come strumento secondo cui assegnare finanziamenti aggiuntivi a quelle scuole che già hanno risultati migliori delle altre.
    E comunque io voto Vendola.

    • Il mondo e’ bello perche’ e’ vario, no? Poi come tu faccia a votare quella gabbia di matti capeggiati da un illusionista venditore di tappeti e’ un altro discorso.

      • P.s. se vedi la questione dei finanziamenti in ottica statica, ovviamente, sembra aver poco senso investire su quelli che sono gia’ piu’ bravi. Ma se l’idea di fondo e’ che, data una dotazione minima, le differenze di risultato sono per lo piu’ dovute all’impegno del dirigente scolastico, quindi del personale docente, e infine degli studenti, fornire un sistema di incentivi puo’ aiutare a migliorare il risultato di tutte le scuole.

        • E l’idea di fondo non poteva che essere quella. Impegno, competizione, emersione degli individui più meritevoli. Io devo dire che ammiro la vostra coerenza, per lo meno.

          • P.S. In gran parte, le analisi disaggregate dei dati PISA (che sono quelli di cui mi sono occupato di più) mostrano che NON è così: e cioè che in linea di massima i risultati inferiori dipendono molto più dalle risorse e da fattori esogeni che dall’impegno eccetera.

          • Scrivi:

            “P.S. In gran parte, le analisi disaggregate dei dati PISA (che sono quelli di cui mi sono occupato di più) mostrano che NON è così: e cioè che in linea di massima i risultati inferiori dipendono molto più dalle risorse e da fattori esogeni che dall’impegno eccetera.”

            E’ vero in ottica statica. Ma i miglioramenti no. Sono due prospettive differenti.

  5. Sono felice che lei sia un conoscitore tanto esperto nelle politiche adottate da Vendola nella sua regione, per giudicarlo con tale fermezza.

    Ma, ahimè, ho il vago presentimento che anche lei, come tanti, valuti ciò che vede e sente nella comunicazione pubblica.

    Se si limita a questo è il più medio degli elettori

  6. sostengo anch’io invalsi e vendola, majortom non è solo. quanto a deb, il fatto che sia difficile misurare in modo obiettivo e comparabile l’efficienza delle scuole non mi sembra un valido motivo per rinunciare al tentativo. il risultato non sarà ottimale, ma almeno dà qualche indicazione – meglio che nessuna idea, nebbia totale.

  7. Mi scuso se non entro nel merito della questione, ma mi pare che nemmeno tu, Luca Mazzone, lo abbia fatto come avresti dovuto. Nel tuo “post” (che a me sembra più uno sfogo personale) l’unica cosa che fai capire è che chi non condivide (in tutto o in parte) il metodo di valutazione invalsi è un radical chic, e chi è un radical chic vota Vendola. Auspichi che chi è refrattario alla tua opinione cambi idea ma non fai nulla per argomentare. Così non aiuti in nessun modo chi vuole capirci qualcosa e non favorisci il dibattito educato e il confronto. Ti giuro che non sto cercando di provocare, prendi questa mia critica a benificio tuo e dei lettori.

  8. Anche io sostenitrice dei test INVALSI. Hanno indubbiamente dei limiti e bisogna lavorare per migliorarli. Ma fare resistenza argomentando che sono un osatacolo alla libertà di pensiero e di espressione è una delle cose più ridicole che abbia mai sentito.
    DAI facciamoci sentire anche noi favorevoli!!!

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