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Ma le province non erano state abolite?

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Uno dei primi annunci del Cazzaro è stato quello dell’abolizione delle province. Quasi con lo stesso atteggio bullistico/aggressivo che riscontri nel tuo compagno di liceo imbranato e sfigato, che all’epoca nemmeno fumava sigarette ed adesso si agita con un sorriso nervoso e forzato e con tutta la sbrigativistica baldanza impacciata da pseudo-cocainomane in erba, i cazzari vanno in tv gridando, tra le varie cose, ”Noi abbiamo abolito le province”.

Naturalmente, non è vero niente. Il carrozzone inutile sta sempre lì, con tutto il suo carico di spesa pubblica improduttiva di dipendenti e nullafacenti assunti  per logiche clientelari e voto di scambio, di appalti, subappalti e contratti di servizi vari che dilapidano il bilancio pubblico.

Le province esistono ancora ed in questi giorni si sta votando e si voterà per il loro rinnovo. A votare non saranno i cittadini, ma sindaci e consiglieri comunali del territorio su cui la giurisdizione dell’ente continua ad avere effetto. Infatti la Riforma Delrio ha abolito le province come organo elettivo, lasciandole, però, in vita per le altre funzioni.

I primi a rinnovare gli incarichi sono stati i 4 Consigli Metropolitani di Milano, Bologna, Firenze, Genova e le province di Bergamo, Lodi, Foggia, Taranto e Vibo Valentia. Oggi tocca a Ferrara. Le altre 4 città metropolitane Roma, Napoli, Torino e Bari, voteranno ad ottobre insieme alle restanti 58.

Le cariche inutili quindi del Presidente della Provincia e dei consiglieri provinciali resteranno ancora e, seppur senza una ‘diretta’ indennità, daranno ancora più potere a quei sindaci e consiglieri comunali che verranno scelti ed eletti da altri sindaci e consiglieri comunali. Possiamo immaginare quanto ancora più gelatinoso, oscuro, clientelare diventerà l’intreccio locale di politica ed affari, tra consulenze ‘maschera’, deleghe specifiche e similari.

Comunque, sempre di elezioni politiche si è trattato. Secondo Giuseppe Mazzini “L’Italia sarà quel che il Mezzogiorno sarà”, e per questo rivolgere lo sguardo al particolarissimo esito elettorale che ha riguardato la provincia di Vibo Valentia, diventa stuzzicante e pruriginoso.

Il nuovo presidente sarà Andrea Niglia, primo cittadino di Briatico, candidato alla guida della lista “Insieme per la provincia di Vibo Valentia -Adesso”. La lista guidata da Niglia è frutto dell’accordo tra l’area renziana del Pd vibonese, una parte di Forza Italia, Fratelli d’Italia e, infine, una parte di Ncd. La lista avversaria era guidata da Sergio Rizzo, sindaco di Maierato, alla guida della lista “Pd-Amministratori vibonesi indipendenti”, sostenuta dall’area ex cuperliana, che pur avendo il simbolo del partito era stata disconosciuta dall’intervento del vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini, dopo che era scoppiata la grana del candidato Salvatore Vallone, dichiarato decaduto dal consiglio comunale di Mileto perché incandidabile a seguito di uno scioglimento per mafia. Al terzo posto la lista targata Ncd-Udc.(*)

E’ questo lo scenario che si sta prospettando a livello nazionale?

La politica, come la guerra, è il paradiso dei giocatori d’azzardo, dei mentitori, dei ladri, dei traditori e degli assassini. Saperlo è già qualcosa.

Soundtrack1:’Corteccia’, Bancale

Soundtrack2:’Nostalgia’, Teatro degli orrori + Zu

13 Comments

  1. Dopo le prime 5 righe di puro rancore mi pare inutile andare avanti a leggere. E’ singolare trovare toni del genere su Libernazione.

  2. Hanno abolito le indennità, non potendo abolire l’ente in quanto richiede modifica costituzionale.

    Le funzioni, poi, delle province, vanno trasferite da qualche parte, o regioni o comuni, altrimenti la buca nella strada provinciare n°xxx non la riempie nessuno.

    Imperfetto, sì, ma sempre meglio di ‘le province sono enti inutili aboliamole’ ‘il PRA è un doppione della MC, aboliamolo’ ‘i forestali della Sila sono in sovrannumero di dieci volte, lasciamoli a casa’ come sento berciare da ogni forza politica negli ultimi 20 anni, salvo poi non fare nulla.

    • Boh.. io quando ho cercato a chi fare causa per un chiusino sporgente non segnalato da asfaltatura “ad mentula penis” sulla provinciale XXX che mi ha tagliato 2 gomme della macchina.. la provincia ha risposto che spettava al comune, il comune ha risposto che spettava all’azienda appaltatrice, l’azienda ha risposto che spettava alla provincia. (ad un certo punto pensavo di essere asterix)

  3. Post perfetto, nulla da aggiungere, se non che fa piacere trovare anche cose ‘così’ su Libernazione.

    Per il Senato sarà uguale, lo stesso gioco sporco ( se qualcuno o qualcosa non “li” fermerà prima).

    Stanno fortificando il loro castello, selezionando bene chi dovrà stare dentro (quelli che contano e che, per questo, “hanno ragione”) e chi dovrà stare fuori (quelli che non contano e che, per questo, “hanno torto”).

    Poi alzeranno il ponte levatoio.

  4. che post inutile, pieno di banalità da bar spacciate per verità universali, e che noia questo tono arrogante da assemblea liceale, come se commentare esimesse dall’approfondire i fatti. L’eliminazione delle province (che era uno dei punti del programmma di renzi, non l’unico e non il primo) non è una cosa semplice e non può essere realizzata in tempi brevi. ci sono cose specifiche che secondo te il governo non ha fatto e poteva fare? parlaci di quelle. pensi che ci siano punti specifici sui quali il governo ha sviato e mentito? indicali puntualmente. ma risparmiaci questa saccenza vuota e se ci riesci anche l’abuso di soprannomi dileggiativi, che l’età dei litigi ai giardinetti dovresti averla passata da un pezzo. pensaci con calma, ti accorgerai che il vero “cazzaro” sei tu

    • Sono d’accordo con lei. L’abolizione delle province è tema complesso e che richiede tempo per essere attuato, anzi… non potrà essere attuato fino in fondo perchè richiederebbe una modifica della Carta e perchè vi sarebbero innumerevoli competenze ora in capo alle province stesse che dovrebbero passare agli enti previsti come vicarianti (aree metropolitane in primis) o rientrare tra le competenze regionali. Tutto vero. Però…
      Però il vero cazzaro resta Renzi per tre buoni motivi:
      – l’elezione indiretta degli organi politici delle aree metropolitane toglie di fatto la possibilità di una dialettica tra diverse opinioni ed indirizzi politici, dialettica che E’ il sale e la quintessenza stessa della democrazia in quanto il potere (che è di per sè fattore di prevaricazione) trova nell’opposizione/diversità di opinione il contraltare alla deriva autoritaria. E’ pieno di esempi di comuni a guida X in province che hanno guida Y e regioni con governi Z. Se da un lato potrebbe frammentare e rendere più complesso il percorso decisionale, dall’altro impedisce ad esempio che comuni, aree metropolitane e regione decidano senza che vi sia possibilità di opporsi di fare una nuova autostrada a 4 corsie, magari che passa proprio sopra casa sua e decidere che l’indennizzo sia simbolico visto l’ipotetico maggior beneficio per la comunità. In altre parole ora è il PD, ma se domani dovesse essere FI a fare la parte da leone magari, dico magari, potrebbe essere che chiudano l’ospedale a 10 Km da casa sua per aprire una clinica privata dove accedere solo con l’assicurazione sanitaria… veda un po’ lei.
      – il secondo motivo è che gli oneri finanziari per le casse della collettività non variano. Ah, si risparmia sull’elezione diretta e sulle indennità (forse), ma i denari così risparmiati saranno presto annullati dai costi legati alla riorganizzazione dell’intera macchina burocratica (trasferimento di uffici, personale, duplicazioni “intanto che” etc etc; si sa l’UCAS in Italia lavora moltissimo. In fin dei conti è come avere un motore con 500.000 Km e decidere che non è più il caso di fare ordinaria manutenzione bensì di prenderlo dalla Giulietta e metterlo in una Mito… non è che il motore funzionerà meglio solo perchè è stato messo in una carrozzeria nuova eh.
      – terzo e più importante. Serviva? O meglio, è stato fatto ciò che avrebbe veramente consentito di risparmiare in modo sistemico e cioè abolire tutte le partecipate delle varie province (decine se non centinaia a seconda che ci si trovi al nord o al sud), spesso contenitori vuoti utili solo per collocare politici trombati ed amici degli amici incapaci di fare altro nelle vita che non sia parassitare? Tipo il nostro bellimbusto che il lavoro (quello produttivo intendo) non sa neppure dove sta di casa? Ovviamente la risposta è no! Non è stato fatto e non verrà fatto.
      Per tali motivi il Cazzaro principe è e rimane il fiorentino e la sua schiera di cortigiani e simpatizzanti poco inclini all’analisi critica della realtà e molto propensi alla coltivazione del proprio orticello… perchè “tengono famiglia!”.

  5. @ platano: vacci tu a cacare, ci sei sicuramente più portato che a scrivere
    @ giorgio: il primo punto del tuo commento non mi sembra condivisibile: la dialettica non è il sale della democrazia quando la frammentazione dei poteri impedisce di fatto un governo efficace della cosa pubblica, ed in ogni caso l’idea che le province di per sè rappresentino una valida garanzia contro gli abusi delle amministrazioni locali è priva di riscontri fattuali.
    il secondo punto invece mi sembra forzato (i costi di riorganizzaaione della macchina burocratica sono speculazioni povere di riscontri) ma condivisibile nella sostanza: non sono i risparmi a giustificare l’abolizione delle province (la maggior parte delle funzioni andranno comunque riattribuite ad altri enti, con costi connessi) ma la comprovata inefficacia dell’attuale sistema di governo locale. le province vanno abolite (meglio: ridisegnate) per far funzionare meglio le amministrazioni locali, non per risparmiare. credo peraltro che le riduzioni dei cosiddetti “costi della politica” (organi elettivi ridondanti con annessi e connessi) siano potenzialmente non trascurabili e abbiano una valenza importante come segnale di cambiamento
    il terzo punto è logicamente poco sostenibile: il fatto che ci siano altre cose da abolire non significa nè che l’abolizione delle province non serva (infatti servirebbe, eccome) nè che la seconda escluda le prime. il resto è invettiva infantile

    • @ Enrico
      Vabbè. Appurato che abbiamo opinioni divergenti (sorvolo sul “il resto è invettiva infantile” che è un commento rispedibile al mittente ipso facto) che si fa ora? Come si fa a monitorare l’effettivo beneficio della suddetta riforma? Con un nuovo farmaco è facile: si somministra ad un gruppo di soggetti ammalati mentre ad un gruppo analogo si continua a dare o il vecchio farmaco che era fino a quel momento considerato il migliore o, nel caso di patologie non life-threatening, con il placebo. Poi si va a vedere i risultati in termini di guarigioni ottenute o di aumento della sopravvivenza. Ma con una riforma del genere come si verifica le sue ricadute sulla società? Si accettano idee concrete e non solo annunci.
      Resto dell’idea che la politica, soprattutto la politica per annunci incrementali successivi tipica di questo “premier” sia sempre distonica rispetto alla società reale e sono fermamente convinto che non vi sia più la necessità di legiferare ulteriormente (sempre e comunque ahimè con la decretazione d’urgenza e lo stumento della fiducia), bensì di far applicare ciò che già c’è e che è abbondantemente sufficiente per governare il 99% delle attività del consorzio civile.
      Il governo dovrebbe dedicarsi alla pletora di decreti attuativi che giacciono nelle segreterie dei ministeri (oltre 500 arretrati alcune settimane or sono) che è il suo compito precipuo (esecutivo) e lasciare al parlamento il compito di legiferare; al momento direi su due temi mastodontici: l’etica di fine vita e la riduzione del carico fiscale per i ceti meno abbienti e le imprese. Il resto è fuffa.
      Non credo ad un esecutivo con infiniti poteri legislativi. La pletora di norme, di garbugli e di cortocircuiti normativi è il frutto esclusivo della decretazione d’urgenza di cui ogni governo da metà degli anni settanta in poi ha ampiamente abusato, con il ricatto della fiducia (che il più infame abuso d’ufficio che il nostro Paese abbia mai subito nei 100 anni della sua breve storia). Capisco che la narrazione dei media e di tutto il mondo dell’informazione abbia portato alla convinzione che chi è al governo “comanda”, approfittando dell’enorme fraintendimento sul termine “governare” che non significa dirigere, bensì gestire (un po’ come la governante di una casa la gestisce e non ne è il padrone della suddetta che è e rimane il popolo sovrano “il quale esercita il potere tramite il Parlamento”).
      Non credo a salvatori della patria, non credo a riforme i cui effetti non sono monitorabili, non credo nell’uomo della provvidenza. Non credo in Renzi che, al netto di ogni altra valutazione, è e resta nella migliore delle ipotesi un “cazzaro” ed anche pericoloso.

  6. @Enrico: Ma vergognati. Offuscato da annunci per polli vieni qua a rompere i coglioni. Ecco, io ho appena cacato. Se tu invece non vuoi andare a cacare, perlomeno vai a pisciare nel tuo bagno, non in quello degli altri. Certo che sono portato più a cacare che a scrivere, ci mancherebbe.

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