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M5S: se il problema non sono gli avvisi di garanzia

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Gli avvisi di garanzia hanno iniziato a bussare anche alla porta immacolata del M5S. Non è certo una bella notizia, ma forse più l’opportunità per il MoVimento di testare sulla propria pelleun po’ del valore del garantismo, che puntella quello stato di diritto dileggiato quotidianamente dalla barbarie del loro giustizialismo sbraitato. Pizzarotti è l’ultimo della lista degli amministratori pentastellati indagati, proprio stamattina, Nogarin qualche giorno fa.

Il problema, qui, non sono però gli avvisi di garanzia. Dopotutto, si tratta dell’inizio di un procedimento penale, aspettiamo che faccia il suo corso prima di gridare allo scandalo: nella selva di regole e regolette, rischiare di inciampare per un amministratore pubblico – anche nella più completa buonafede – è un rischio con cui scendere ai patti nel momento stesso della propria candidatura. Il problema qui sono le condotte rivendicate dai 5 stelle, a prescindere dal reato eventualmente contestato.

Prendiamo il caso Nogarin ad esempio. C’è un avviso di garanzia per il reato di concorso in bancarotta fraudolenta per l’avvio del concordato preventivo di Aamps, la municipalizzata dei rifiuti livornese. Voci giornalistiche insistono su altre ipotesi di reato, ma concentriamoci su questa: qual è la questione? Nogarin ha stabilizzato 33 precari dell’azienda quando già stato dato mandato al Cda di presentare la richiesta di concordato preventivo. Con una mano si dichiara che l’azienda è alla frutta, e con quell’altra si stabilizzano i contratti di trentatré dipendenti, con gli oneri che questo comporta. Ora, qui nessuno si augura naturalmente il licenziamento di nessuno. Ma a fronte di questi lavoratori stabilizzati, altri vedranno tremare il proprio posto di lavoro a causa dei crediti non incassati verso l’Aamps che fallisce, e che magari farà fallire a loro volta le aziende fornitrici. Con un atto del genere il sindaco sostiene, di fondo, che il posto di lavoro dei dipendenti della municipalizzata, partecipata al 100% dal Comune di Livorno, ha più valore di un qualsiasi altro posto di lavoro di un’azienda sul mercato. Ma la retorica della stabilizzazione del precario fa molta presa, naturalmente, e quindi Nogarin rivendica fieramente questa posizione:

A ben vedere, però, non è andata proprio così, se è concesso un parallelo fuori dalla stretta semantica giuridica: in un certo senso, rubare si è rubato, decidendo di spendere male i soldi del comune – e quindi dei cittadini; in un certo senso frodare si è frodato, nei confronti di quei creditori che non vedranno più i loro soldi, con le annesse conseguenze; in un certo senso corrompere si è corrotto, perché si sono sostanzialmente usati denari pubblici per acquistare voti.

Tutta questa vicenda è penalmente rilevante? Chissenefrega. Non è questo il punto. Anzi: speriamo di no, speriamo che non lo sia – renderebbe solo un fatto, già grave di per sé, doppiamente grave. Il punto è la costante rivendicazione politica da parte del M5S di scelte sbagliate, dannose, deprecabili, imprudenti e irrispettose, solo perché bellegiuste. Alla fine, si stabilizzano 33 lavoratori e ci si fa un bel titolo e un po’ di voti. Delle conseguenze se ne occuperà qualcun altro. E non parlo della magistratura.

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