un blog canaglia

L’ottimo e il meglio nei corpi

in società by
Qualche giorno fa giravano sui social come trottole le foto della modella “curvy” Candice Huffine, 29 anni, americana, 90 kg per 180 cm di altezza. Candice e’ prossima ad essere immortalata sul Calendario Pirelli 2015 e l’oggetto della discussione era il suo peso, quasi doppio rispetto quello delle modelle standard. Per alcuni (in genere donne, ma non solo), questa piccola rivoluzione rappresenta un passo avanti nell’affermare un modello di bellezza meno “pericoloso” rispetto a quello delle modelle supermagre che popolano le passerelle. Per altri (in genere uomini, ma non solo), quella modella con indice di massa corporea  28, e dunque sovrappeso, sarebbe semplicemente un cesso.
Pur riconoscendo il problema dell’anoressia come serio, non vedo l’utilita’ di ritrarre una modella sovrappeso in un calendario che comunque sara’ popolato da altre undici modelle molto meno rotonde. Anzi, visto che le modelle del Calendario Pirelli non sono in genere quelle che sembrano appena uscite da un campo di progionia ma quelle tendenzialmente normopeso come Bar Rafaeli e Giselle Bundchen, il fatto di piazzare in mezzo a queste una Candice Huffine rischia secondo me di fare quantificare in maniera particolarmente traumatica la siderale distanza che noi dive e donne della strada abbiamo nei confronti di tali dee. Forse sarebbe meglio cominciare a piantare nelle giovani menti femminili una semplice verita’: praticamente nessuna di noi puo’ essere Bar Rafaeli o Giselle Bundchen. Non lo saremo facendo milioni di ore di palestra o smettendo di mangiare. Non lo saremo nemmeno facendoci mettere delle protesi al silicone ne’ tanto meno vestendoci o spogliandoci come loro. E va benissimo cosi’. A differenza delle modelle del Calendario Pirelli, quasi tutte noi nella vita non avremo la forma fisica come priorita’. Le modelle si possono benissimo ammirare e prendere come ideale a cui tendere con alimentazione sana e sport, sempre restando consce del fatto che il massimo raggiungibile sara’ la propria forma fisica migliore, non quella impossibile di ragazze nate con tutt’altro DNA e senza orari d’ufficio. Del resto, pensando all’altra meta’ del cielo, non sono molti i maschietti la cui autostima viene messa in crisi dagli addominali di Cristiano Ronaldo o di Mathew Mcconaughey. E non certo perche’ la stragrande maggioranza di loro abbia con Cristiano Ronaldo o Mathew Mcconaughey in comune molto piu’ di un’unghia del piede incarnita.
P.S. Alcuni (questa volta davvero tutti maschi) alla vista di Candice Huffine hanno sentito il bisogno di farci sapere quanto gli uomini apprezzino le curve sovrabbondanti. Le differenze di preferenze rispetto alle curve femminili tra uomini e donne e’ risaputa (vedi qui). Si’, sappiamo che a voi piacciono e no, non scegliamo i nostri modelli estetici per compiacere voi. Il fondoschiena di Jennifer Lopez o il davanzale  di Scarlett Johanson magari ce li ritroviamo addosso. Ce li teniamo pure, ma se potessimo li cambieremmo volentieri con quelli di undici su dodici delle modelle Pirelli.

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

7 Comments

  1. si vabbé. le modelle del pirelli sono modelle del pirelli e in quanto tali indiscutibili. anche se pesano un casino. il resto è fuffa. non è bello ciò che è bello, ma non è sicuramente bello ciò che è brutto. e se vai sul pirelli non è per caso. è per diritto divino. è un dogma, e non si discute. vorrei più rispetto su queste cose. grazie.

  2. Non esiste niente di più astratto degli stereotipi di bellezza, ideali appunto da copertina, e solo una società superficiale se la la mena più di tanto sopra, superficiale al punto che è disposta a rendere privilegiati i belli e a sognarci sopra, mentre timbra il cartellino dell’ufficio e della fabbrica.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from società

Al posto di Fabo

Già si sentono i rumori di fondo dell’esercito di fondamentalisti che si
Go to Top