L’omofobo peggiore: lo Stato

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Vedrò di ripeterlo ancora una volta, nel modo più chiaro che posso: un giovane omosessuale che si toglie la vita perché viene deriso da chi lo circonda rappresenta una tragedia di proporzioni immani; ma pensare che la panacea per evitare il ripetersi di simili drammi sia una legge contro l’omofobia è un punto di vista altrettanto tragico.
La verità? Gli omosessuali non vengono “presi in giro” perché le sanzioni contro i comportamenti “omofobici” sono troppo lievi, vale a dire per un problema di deterrenza, ma perché è lo Stato, per primo, a legittimare quello scherno, non concedendo ai gay i diritti che spettano agli altri e ripetendo così al paese, tutti i giorni, che gli omosessuali sono esseri umani di serie B.
Serve una “svolta culturale”? Sono d’accordissimo. Purché la si imprima coi mezzi idonei, quella “svolta”. Purché si lascino da parte le aggravanti penali e si consenta agli omosessuali di sposarsi, di adottare dei figli, di svolgere una vita in tutto e per tutto identica a quella degli etero. Purché si smetta, una volta per tutte, di lavarsi la coscienza con le leggi speciali e di mascherare la discriminazione truccandola da amore per il “pluralismo” e “rispetto delle diverse sensibilità”.
Fino a quando ciò non avverrà, come ho ripetuto fino alla nausea, le aggravanti saranno completamente inutili: anche perché, a ben guardare, del tutto inapplicabili all’omofobo più convinto, accanito e irriducibile. Il primo di cui occorrerebbe occuparsi davvero, punendolo severamente per le inenarrabili sofferenze che ha prodotto e continua a produrre.
Lo Stato.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

3 Comments

  1. Sono daccordo, ma ho paura che il riconoscimento dei diritti non basti a ridurre la mentalità omofoba della gente. Penso alla legge 194 e alla sua sempre più difficile attuazione a causa della valanga di medici obiettori. Il diritto c’è: metterlo in pratica è un altro discorso. Ia formalizzazione dei diritti è un passo importantissimo e irrinunciabile. Ma il razzismo, l’omofobia, e l’egoismo della società Italiana sono mali così profondi che io penso si possano estirpare solo con un approccio capillare che parta dal basso, dalle scuole alle realtà locali. Detto questo, non credo, purtroppo, che questo avverrà mai. E continueremo a tenerci i razzisti, gli omofobi, i maschilisti e via degenerando.

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