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L’immigrazione, e il punto di non ritorno che fingiamo di non vedere

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Mi pare, e credo non paia soltanto a me, che il dibattito sull’immigrazione sia ormai arrivato a un punto di svolta cruciale, nella misura in cui l’entità del fenomeno ci consente, anzi probabilmente ci impone, di semplificare i nostri ragionamenti riducendoli ai loro termini essenziali.
Mi spiego.
Quando la massa di individui che si sposta per il pianeta assume dimensioni ciclopiche, come mi sembra di poter dire che stia accadendo di questi tempi, e quando la pressione che deriva dallo spostamento di quella massa, che piaccia o non piaccia, non reagisce più in modo significativo alle regole restrittive dei paesi che cercano di arginarla, il suo contenimento non può che avvenire in un modo: l’eliminazione fisica.
Poco importa, a tale riguardo, che si tratti di un’eliminazione cui si provveda direttamente (leggasi: bombardiamo i gommoni) o che venga più o meno volontariamente indotta in modo indiretto, lasciando che in ragione dei divieti posti abbiano luogo affogamenti, soffocamenti, morti per malattie e stenti in quantità sempre più copiosa: la soluzione, nei fatti, è sempre quella, prova ne sia il fatto che proprio in questi giorni siamo costretti ad assistervi in modo sempre più frequente.
Senonché, i paesi che impongono regole restrittive all’immigrazione sono, guarda caso, gli stessi che hanno codificato e condiviso ormai da tempo, considerandoli tra l’altro fondanti della propria civiltà, alcuni inderogabili principi di tutela dei diritti umani: principi che da quelle eliminazioni fisiche (ripeto: dirette o indirette) vengono messi in discussione in modo sempre più vistoso, al punto che molti iniziano a dubitare, permanendo le attuali condizioni, della loro stessa effettiva sussistenza.
Si tratta, con ogni evidenza, di una vera e propria spirale, di una vite che si sta stringendo e che dovrà necessariamente condurre, ove la situazione non si modifichi in modo sostanziale, a un esito ineludibile: l’abdicazione espressa a quei principi, vale a dire il loro formale abbandono a beneficio di principi diversi.
Ebbene, a me pare sia questa la scelta che dovremo compiere nei prossimi mesi: eliminare o modificare in modo rilevante quelle restrizioni, e quindi cambiare radicalmente il nostro approccio alla questione dell’immigrazione, o dichiarare ufficialmente che i principi di tutela dei diritti umani che sino ad oggi hanno connotato in modo peculiare la nostra civiltà debbono essere abbandonati; cioè che consideriamo tollerabili lo sterminio, l’eccidio di massa, l’olocausto.
Continuare a ragionare di immigrazione senza tenere conto di questo dato che a me pare chiarissimo, fingere di non vedere che siamo a un punto di non ritorno, significa girare intorno al problema senza volerlo affrontare davvero.
Prendere e prendersi in giro, ciurlando nel manico, mentre ci trasformiamo progressivamente, in modo sotterraneo ma non per questo meno imponente, in qualcosa di molto diverso da quello che abbiamo faticosamente conquistato in millenni di storia: senza avere alcuna idea di cosa saremo diventati alla fine di questo processo, di quanto le modifiche che esso avrà indotto nella nostra società incideranno in modo determinante non soltanto sulla vita degli altri, ma anche sulla nostra.
Onestamente, non mi pare una cosa da poco.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

11 Comments

  1. Nulla da eccepire dal punto di vista logico, naturalmente. Però non posso fare a meno di notare che pecchi forse di ingenuità nel pensare che una contraddizione come questa debba per forza di cose risolversi o esplodere. Mi sembra invece realistico che rimanga lì, che si creda di poter avere entrambe le cose, che non ci si ponga seriamente il problema. Guardare dall’altra parte e raccontarci che siamo i buoni, che ci vuole?

    • Ci vuole che andrà a finire, per forza, che anche la tutela dei diritti umani dei cittadini ne verrà fuori indebolita. Inevitabilmente. Perché non mi pare plausibile una civiltà che approvi lo sterminio per gli stranieri e si comporti in modo rispettoso dei diritti fondamentali con gli altri.

  2. Tutto è cominciato con la “vittoria del nazifascismo”, dopo la seconda guerra mondiale si doveva ripartire pensando non come stati/nazione ma come umanità, come specie, si dovevano attuare politiche di controllo delle nascite a livello globale, mantenimento e conservazione degli ecosistemi, politiche a lungo termine, invece no, ha vinto il nazionalismo, il pensiero a breve termine, ha vinto il “io bado al mio giardino” in poche parole il nazifascismo, dal 1950 ad oggi la popolazione africana è passata da 200 milioni a 1100 milioni e la popolazione mondiale è passata da 2500 a 7300 milioni, ormai è l’inizio della fine.

  3. @Teto Scusa, cosa c’entra la presunta vittoria del nazifascismo con l’aumento esponenziale della popolazione in Africa? La seconda mi pare abbia a che fare con la condizione femminile (mancato accesso a istruzione e mercato del lavoro, dipendenza economica e sociale dai maschi di famiglia) e conservatorismo reazionario di matrice principalmente religiosa contrario a contraccezione e controlli delle nascite vari. È questo che tu intendi con “nazifascismo”?

    • c’entra perchè noi occidentali (USA e Europa anche se reduci di una guerra devastante) che eravamo una potenza mondiale negli anni 50 dovevamo fare il possibile per “imporci” sul mondo e parlare di determinate tematiche, quando è che si è iniziato a parlare di deforestazione, perdita di biodiversità, cambiamenti climatici, sovrappopolazione? Negli anni 50 o negli ultimi 15-20 anni? Abbiamo perso almeno 70 anni di dibattiti e soluzione, ora forse è troppo tardi.

  4. Secondo me è tutto viziato da un errore di fondo, questo sì frutto della incessante propaganda di chi vorrebbe mettere i muri o bombardare i gommoni: le dimensioni di queste migrazioni non sono affatto incontrollabili, né peggiori di quelle di tante altre epoche storiche.
    Ma in un mondo grasso e annoiato, dove il freddo d’inverno diventa “siberiano”, il caldo d’estate “africano”, dove gli acquazzoni diventano “bombe d’acqua” e poche migliaia di Rom sono un problema sociale incontrollabile in tutto il paese, allora anche migrazioni tutto sommato nella norma diventano eventi incontrollabili.
    Io credo che in realtà questa migrazione, come le bombe d’acqua, mostri in maniera definitiva che il problema dell’analfabetismo funzionale e la totale dipendenza da verità mediatiche totalmente scollegate dalla realtà, sia il vero REALE problema del terzo millennio.
    E’ in quella direzione che bisognerà lavorare, oppure ci ritroveremo fra 20 anni a commentare l’arrivo di una comitiva di turisti birmani all’aeroporto come la “nuova invasione dalla Birmania!”.

    • Lei davvero pensa di riuscire a controllare e/o fermare flussi di (letteralmente) milioni di persone nel corso di anni?

      Per come la vedo io ogni politico che si dice “contro l’immigrazione” è come se dicesse di essere “contro i vulcani” o “contro la pioggia”: fare finta che sia possibile fare qualunque cosa di diverso dall’accettarlo e regolarsi di conseguenza è completamente irrealistico.

      • Credo che abbia interpretato male quello che ho detto….
        Io non voglio affatto fermare il flusso migratorio, anzi!
        Però, al tempo stesso, penso che si faccia molto scandalismo e sensazionalismo sull’argomento, che 200.000 migranti (in anni eccezionali) via mare arrivati in un paese di 60 milioni di abitanti siano un problema, tutto sommato, di non difficile soluzione.
        Bisogna organizzare meglio l’accoglienza, li si riceve, si controllano i motivi della loro venuta in Italia e, se non sono criminali, gli si dà un permesso di soggiorno in base al caso, i rifugiati politici hanno il diritto di asilo, i rifugiati economici hanno il diritto di potersi cercare un lavoro regolare senza cadere nelle grinfie della malavita organizzata. E se lo preferiscono, possono dirigersi verso altri paesi europei. Si deve cercare di ridurre al massimo l’assistenzialismo, solo a chi ne ha effettivamente bisogno. Si deve cercare di abbattere la piaga degli scafisti, anche a costo di andarli a prendere sulle coste settentrionali dell’Africa, tanto, se devono pagare 2000 dollari uno scafista, possono anche pagare un biglietto di nave, molto più economico e molto più umano.
        Se aumenteranno ancora, si dovrà trovare un modo per diluirne gli arrivi, magari con trattati internazionali con le nazioni di partenza.
        Ma in Italia abbiamo decine di problemi ben più importanti di qualche decina di migliaia di migranti che arrivano.

      • …se io – per ipotesi – fossi contrario alla pioggia sa che farei?

        mi munirei di quel curioso oggetto chiamato “ombrello”; esso NON abolisce la pioggia, ma la tiene a una distanza tollerabile dalla mia AugustaPersona.

        le sembra così stupido?

        e guardi che il muro, usato correttamente, funziona più o meno nello stesso modo…

  5. Caro Capriccioli, ti darei anche ragione se non fosse per il fatto stai mancando il bersaglio.
    Sti poveri Cristi,quei bastardi di americani e noi complici merde, li abbiamo bombardati e massacrati, abbiamo distrutto le loro infrastrutture, i servizi essenziali, abbiamo finanziato e armato pazzi assassini che li hanno sterminati.
    E tutto il problema che riesci a vedere e’ che siamo sordi ai diritti dei poveri immigrati????
    Ne abbiamo ammazzati 6 milioni solo in Iraq. Ma che vuoi che ce ne fotta di qualche immigrato e dei suoi diritti?

    Supportiamo quei nazisti degli ebrei sionisti, ce ne sbattiamo il cazzo di foto di centinaia di bambini palestinesi ammazzati come cani durante i bombardamenti di Israele ( o il tiro al bersaglio sui civili dei soldati americani su funerali e matrimoni) e ci stiamo a preoccupare di un bimbo morto in Turchia????

    Ma di che cazzo stai parlando?
    Diritti umani???????
    MA QUALI CAZZO DI DIRITTI UMANI!!!!
    Gli USA e noi hanno appena detto alla Russia che non deve difendere la Siria dall’ISIS!!!!!!!

    Fai un piacere a te stesso. Posta qualche foto di bambino di Gaza (morto, quelle che facebook proibisce) e dimostra di aver capito da che parte sta girando il mondo.

    Global warming ed estinzione della razza umana? EVVIVA!!!!!!!!!!!! Facciamo troppo cagare come specie. Siamo il fallimento di questo pianeta.

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