un blog canaglia

Libero Barilla e liberi tutti

in società by

Parliamoci chiaro: Guido Barilla ha tutto il diritto di sparare cazzate sull’omosessualità e la famiglia.

Le sue dichiarazioni sono del tutto improbabili e puzzano di muffa ma, non incitando al l’odio e alla violenza, nessuno può impedirgli di esprimerle se non lui stesso, che infatti le ha ritrattate mettendoci una pezza peggiore del buco.

Quello che proprio non riesco a comprendere, invece, è la levata di scudi in difesa di Barilla contro la marea di voci critiche e meritate pernacchie che le sue dichiarazioni hanno sollevato.

Nessuno si è sognato di chiedere un bavaglio per Barilla ma, come ha diritto lui di imperversare, abbiamo il diritto noi di  prenderne le distanze senza sentirci dare dei censori.

Abbiamo anche diritto a proporre e mettere in atto un boicottaggio dei suoi prodotti, diritto che riconosce – bontà sua – persino Barilla: “se i gay non sono d’accordo, possono sempre mangiare la pasta di un’altra marca“. Anche chi non è d’accordo e non è gay, se è per questo.

Non comprare i prodotti di una impresa di cui non si condividono i valori, le scelte commerciali e le prese di posizione rientra nei diritti di tutti. E rientra nei diritti di tutti rivendicarlo.

Ed è del tutto ipocrita indicare i possibili danni che potrebbero derivare dal boicottaggio all’impresa ed ai suoi lavoratori, specie se queste osservazioni provengono da personaggi o forze politiche che di solito se ne fottono beatamente delle necessità dei lavoratori, quando proprio non si battono per ridurne i diritti.

Barilla fa le sue scelte di business e di marketing. Noi ci adeguiamo: se non le condividiamo, lo diciamo, le critichiamo e se ci va non compriamo i prodotti Barilla. La libertà d’espressione non è a senso unico. Santè

 

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

19 Comments

  1. Non può funzionare così.
    Cosa succede però se tutti i produttori di pasta la pensassero come Barilla (cosa assai probabile)?
    E se la pensassero così tutti gli imprenditori italiani?
    Cosa dovrebbero fare i gay, andare a vivere da un’altra parte?

    • Comprarne una lo stesso, suppongo. Mi sembra che il post dica soltanto che il boicottaggio è un’arma del tutto legittima che non tocca la libertà di espressione del signor Barilla. Cos’altro bisognerebbe fare?

      • “Cos’altro bisognerebbe fare?”

        Dal mio punto di vista qualcosa che aiuta veramente i gay.
        Dal punto di vista di molti qui nulla.

        • Ho capito, ma se uno non condivide le idee o i metodi o l’immaginario o qualunque cosa di un’azienda o di un prodotto, a parte non comprarlo e convincere altri a non comprarlo, cos’altro fa?

          Ma soprattutto, il senso di questo post, se posso permettermi di fare le veci di Absinthe, era la difesa del diritto al boicottaggio. Non ho ben capito cosa aveva di sbagliato.

        • Secondo me, per aiutare i gay, bisogna finirla di trattarli con un falso buonismo paternalista e iniziarli a tutelare come una normale parte sociale. Anche l’eccesso di protezione è una forma di discriminazione.

          • I gay in Italia vengono massacrati per strada ma ci sarebbe un “eccesso di protezione” nei loro confronti.

            Le coppie gay in Italia non sono tutelate in nessun modo ma i “veri discriminati ormai sono le famiglie tradizionali.”

            In Italia la televisione è una cloaca di omofobia ma c’è “la dittatura del politicamente corretto gay.”

          • ok Calvin, ma mi spiega cos’ha detto quel fenomeno di Barilla di così terribile? Non ha detto di scendere in strada a picchiare i gay, non ha detto di rinchiuderli nei lager, non ha detto che sono abomini della natura e come tali dovrebbero suicidarsi tutti.
            Ha espresso un’opinione, colma di stronzaggine e di ignoranza, ma punto. Io non sono un fan totale della libertà di parola al 100% come i tenutari di questo forum, perchè storicamente alle parole seguono i fatti, appena quelli che propagandano l’idea violenta diventano un discreto numero.

            Ma nemmeno possiamo vivere in un mondo dove nessuno può manifestare la propria opinione perchè dà fastidio a qualcuno, cosa che accade sempre e comunque. Io ho schifo profondo di quelli che fanno la carbonara con pancetta e parmigiano, portano le Louis Vuitton, ascoltano Allevi e leggono Baricco.
            E vorrei essere libero di esprimerlo, anche se ci fossero delle teste di cazzo che si radunano davanti ai concerti di Allevi per picchiare gli spettatori.

          • @STEFANO, Nessuno ha proibito a Barilla di dire quello che voleva.

            Se poi per lei offendersi per le dichiarazioni di Barilla sui diritti LGBT è lo stesso che offendersi per chi mette il parmigiano nella carbonara abbiamo poco da dirci.

    • non è molto probabile il tuo scenario, anzi! Infatti altri imprenditori vedrebbero un’opportuntà e uno spazio in cui infilarsi e si metterebbero – sinceramente o meno – a presentarsi come gay friendly..

      infatti già ora altre marche hanno voluto distinguersi e precisare di non pensarla come Barilla, Garofalo per es. ha ribattuto: “Le uniche famiglie che non sono Garofalo sono quelle che non amano la buona pasta” e Buitoni: “A casa Buitoni c’è posto per tutti”.

  2. …ma vi sembra normale che ci inalberiamo tanto per un commento di un ricco idiota che lascia il tempo che trova, e ce ne fottiamo delle prese per il culo a cui veniamo quotidianamente sottoposti da un sistema marcio e corrotto, voltando semplicemente la testa dall’altra parte, magari puntando lo sguardo su una tv che trasmette una qualunque partita di serie A???????
    Ma preoccupiamoci che tra un pò ci tolgono pure quel poco di dignità che ci è rimasto e smettiamola di fare inutile e sciocche polemiche create per distrarci da cose ben più serie!
    Mi scuso per il “francesismo” ostentato.

  3. …sinceramente, i miei problemi sono ben altri. Io adopero tutto il rispetto che ho per chiunque incroci sulla mia strada, e trovo sciocco rigirare il coltello in una piaga che con questi commenti stiamo contribuendo ad allargare.
    Beato te, semmai caro aioros che trovi intollerabile un commento sciocco di un imbecille. Che magari domani ne farà un’altro su qualche altra categoria.

  4. Bravo. Ognuno fa le sue scelte di business e marketing. E Barilla, dice lui, rappresenta solo la “famiglia tradizionale”, perchè a lui pare che questa sia l’unica famiglia possibile. Limitato, gretto, oscurantista? Senza dubbio?. Ma, comunque sia, lui la pasta la fa per venderla, samo seri. E il modello che propone lui, nella sue pubblicità, è quello più diffuso.Con la donna che cucina, il marito con i figli che aspettano, ecc.

    Ci si può anche incazzare. senza dubbio. Si può anche boicottare, meglio. Ma, mi viene da pensare, ci si sveglia solo stamattina? E guardiamole queste pubblicità, una volta tanto. Tutte, non solo qeulle di Barilla. Non c’è mai una donna che non sia un figa spaziale, prima di tutto. E se figa spaziale non è, o cucina o fa le pulizie. Gli uomini son magri, alti e belli. I bambini sono tutti biondi e intelligenti. Di vecchi, davvero, non se ne parla, a meno che non si voglia vendere dei pannoloni.

    Davvero si discriminano solo i gay? A me pare che vengano discriminati un po’ tutti. In primis le persone “normali”.

    Oppure, più banalmente, la pubblicità se ne fotte di tutto e tutti. Presenta quello che, dal mero punto di vista statistico, è più desiderabile o ambito (se bevi il tal whisky se figo come il tipo che fa la pubblicità), senza tante preoccupazioni sociologiche. Puro calcolo.

    Del resto non si vedono coppie gay nemmeno nelle pubblicità Fiat, Samsung o Vodafone. Sono società omofobe? No, semplicemente hanno calcolato l’incidenza nelle vendite.

    State tranquilli, quando qualcuno presenterà al sig. Barilla qualche grafico che spiega come che le coppie omosessuali contribuiscono al X% del fatturato, il sig. Barilla gli spot li farà. Naturalmente continuerà a pensare quello che pensa, ma gli affari sono affari.

    Saremo noi, ad essere contenti. Convinti di aver vinto chissà quale battaglia. La pubblicità non è il mondo reale, non è ancora chiaro? Tuamoglie o la tua fidanzata non sono quelli che vedi negli spot. La tua macchina è un catorcio e nemmeno tu sei così figo.

  5. Ordunque, andate a comprare un cornetto al bar. Fa schifo. Ve ne lamentate. Vi rispondono malamente. Che fate? Boicottate il bar o continuate a comprare cornetti muffiti perché altrimenti i dipendenti…

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