un blog canaglia

Liberi tutti

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Sintetizzando, la questione si può ridurre ad una sola domanda, peraltro piuttosto semplice: in base a quale principio accettabile, nell’anno di grazia 2014 e in quello che -vuoi o non vuoi- si definisce uno stato di diritto, è plausibile impedire che un malato terminale o progressivo senza speranza di guarigione che sia stato dichiarato in pieno possesso delle sue facoltà mentali da una commissione di tecnici si avvalga dei servizi di un medico liberamente consenziente per porre fine alla sua esistenza?
Io, onestamente, non riesco a capirlo.
Non riesco a capire per quale motivo degli esseri umani consapevoli debbano essere letteralmente sequestrati nel proprio corpo, contro la loro volontà, e costretti a portare avanti un’esistenza che non intendono sopportare
Anzi, per dirla tutta trovo mostruoso e ripugnante il fatto che mentre quegli esseri umani chiedono disperatamente il diritto di poter disporre della propria vita, che è indiscutibilmente roba loro, capannelli di soloni si intrattengano a discettare della liceità di quelle richieste, come se li riguardassero in qualche modo misterioso; e che noi, nel tentativo di persuadere quei soloni a non mettere il becco nelle decisioni degli altri, ci si debba fare un mazzo così a forza di campagne, manifestazioni, raccolte firme e spot, con tanto di canzoni donate da artisti famosi che (bontà loro) ci aiutano come possono.
Tutto questo, ne converrete, è mortificante.
Eppure, nell’anno di grazia 2014 e in quello che -vuoi o non vuoi- si definisce uno stato di diritto, sarebbe sufficiente regolarsi così: quelli che intendono soffrire fino all’ultimo respiro, dedicando i propri patimenti a chi meglio credono e facendone il passaporto per l’approdo a vite eterne e resurrezioni di varia natura, lo facciano pure.
Gli altri, come si usa dire, liberi tutti.
Oppure vi viene troppo difficile, occuparvi della vostra vita e togliere le mani da quella degli altri?

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METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

7 Comments

  1. Il modo in cui poni la questione mi trova completamente d’accordo. Proprio per questo non posso evitare di chiedere perchè nella proposta di legge non riesca a trovare riferimenti alla possibilità che il medico non sia consenziente. Non vuole essere una domanda polemica (magari quest’aspetto è già regolamentato, esiste un’altra proposta ad hoc, o forse semplicemente ho capito male il testo), ma mi sembra importante, come giustamente sottolinei nel tuo pezzo.

    • la battuta di Battiston in ‘Zoran il mio nipote scemo’ è esplicativa.
      “Se uno è un mona e crede in Dio, crederà nel Dio dei mona”.

  2. Il tema è semplicemente esplosivo, e si vede dal silenzio di tomba che accoglie qualunque dichiarazione in rete o sulla stampa in favore dell’eutanasia.
    Con questa (splendida) dichiarazione di intenti rischi letteralmente che tutto il blog diventi “tabù”.
    Secoli di diseducazione/disinformazione alleati a paure profonde impediscono ai più di pensare di poter disporre della propria vita ed anzi li spingono ad impedire anche agli altri di poterlo fare.

  3. Posta in questo modo la questione è di evidenza solare, non si può non essere d’accordo. C’è però il rovescio della medaglia: quanti omicidi passerebbero sotto il nome di “eutanasia”?
    Un pò come è successo per il divorzio: sacrosanto certo, però quanto questa legge ha aiutato al disgregamento della famiglia?

    • Scusa Ninomastro, ma come potrebbe essere un omicidio la richiesta di “un malato terminale o progressivo senza speranza di guarigione che sia stato dichiarato in pieno possesso delle sue facoltà mentali da una commissione di tecnici che si avvale dei servizi di un medico liberamente consenziente per porre fine alla sua esistenza”?
      Dov’è il rovescio della medaglia?

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