demagogia

L’hobby di Hobbes

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L’affluenza è un tema secondario, spiega Renzi. Ma prima di concludere che è secondario, capiamo prima perché è un problema. Ed è semplice: va a votare ancora troppa gente.
Per il resto molti progressi sono stati fatti: i parlamentari sono nominati e si lavora alacremente per quasi dimezzarne il numero. O meglio, si stanno sostituendo i “senatori 1.0” con quelli eletti da altri politici. Altrettanto vale per le Province, sostituite anch’esse con delle cose informi gestite da eletti scelti tra i loro simili. E poi le liste corte, le candidature multiple, gli sbarramenti. Insomma, dobbiamo stare sereni, si va nella giusta direzione.

D’accordo, resta questa rogna delle consultazioni locali, ma vedrete che piano piano non se ne accorgerà più nessuno e le chiamate alle urne resteranno inascoltate. Non c’è neanche bisogno di scomodare il Saggio sulla lucidità di Saramago, perché in quello il giorno dell’aventino elettorale è sferzato della pioggia. E invece – in barba a quella cupa letteratura – non pioverà. Quando non andrà più votare nessuno ci sarà un sole meraviglioso.
L’ha spiegato chiaramente Carmelo Bene a chi credeva che la democrazia fosse libertà, laddove “non è niente: è pura e semplice demagogia”. Ed ancora chiedendo: “cosa garantisce la democrazia che una dittatura non possa garantire?”. Una domanda che è apparsa insidiosa fino a questa mattina. Ma non più: ora è un problema secondario.

11 Comments

  1. Infatti.
    E poi la democrazia ha l’enorme svantaggio che non si può neppure andare in una piazza di una qualsiasi città ad appendere con i piedi all’insù il capro espiatorio di turno e sputargli in faccia quando le cose vanno male…

  2. Pienamente d’accordo. In realtà stiamo parlando del peggior sistema politico in assoluto, quello che già Platone aveva chiamato oclocrazia, non della liberal-democrazia di Montesquieu e Tocqueville, inapplicabile nei paesi dove vinse la controriforma infettandone (per sempre?) la cultura nazionalpopolare.

  3. Tanti discorsi inutili. Negli USA, la percentuale di votanti è molto bassa e non mi pare che questo fatto metta in dubbio che questo sia un Paese democratico. Nelle ultime elezioni europee le percentuali dei vari Stati non hanno superato il 40% (fatta eccezione per il Belgio con il 90%) perché mai noi dovremmo scandalizzarci? Non votare, per qualsiasi ragione lo si faccia, significa delegare ad altri la gestione della “Cosa Pubblica, non è una tragedia.

      • non mi pare che chi non è andato a votare l’abbia fatto per una imposizione. semplicemente non ci voleva andare e non c’è andato. fine

        • Ma è proprio questo il punto dell’articolo.
          Francesco Nardi fa notare come nelle condizioni in cui il risultato del voto non rispecchia l’intenzione dei votanti, la gente tende a non andare a votare.
          Questo nel medio/lungo periodo porta all’oligarchia ed eventualmente alla dittatura.

  4. # Gigi – (Wikipedia) L’oligarchia (dal greco oligoi (ὀλίγοι) = pochi e archè (ἀρχή) = potere, comando) è il sistema di governo imposto da un GRUPPO RISTRETTO di persone ed è anche detto governo di pochi, nel quale vi è più un interesse PROPRIO dei componenti politici.
    In questo caso sono dei cittadini che, in pratica, delegano volontariamente ad altri il voto; e questo per varie ragioni, tra le quali anche la loro incapacità a prendere decisioni.
    Il cittadino che va a votare non lo fa solo per il proprio interesse, ma per dare forza alle proprie idee.

  5. Decidiamoci però. Quando si creavano le provincie di Roccabubbola e di Favasecca con diecimila abitanti che eleggevano sessanta consiglieri provinciali per discutere ponderosamente sull’organizzazione della Fiera della Patata di Ferragosto e sulla tinteggiatura dei bagni nel locale Istituto Magistrale la democrazia trionfava perchè li avevamo eletti noi, con affluenze elettorali del 90%. Eppure anche allora qualcuno si lamentava e arrivava a sostenere che forse si esagerava un po’. Adesso in provincia si eleggono tra di loro e a votare ci vanno quattro gatti. E non va bene lo stesso…

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