un blog canaglia

L’eutanasia e la frittata

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A occhio e croce direi che le cose si possono leggere così: con l’accordo su Marini i vertici del PD hanno deciso per l’ennesima volta di salvare Berlusconi allo scopo di poterselo scegliere come avversario, presumibilmente perché si ostinano a credere che in questo modo continueranno a poter a contare su tutti gli argomenti pseudopolitici che usano da vent’anni per cercare di batterlo, e che detto per inciso si sono sempre dimostrati pressoché fallimentari.
Il punto è che dopo il boom di Grillo la scelta dell’avversario è una questione di cui i nostri amici democratici non possono più disporre con la stessa disinvoltura di prima, perché in qualche (significativa) misura prescinde dalla loro volontà: e quindi, oltre ad essere una strategia perdente, è diventata pure un’ambizione campata in aria.
Nelle intenzioni maggioritari, nell’esito velleitari: credo sia una parabola significativa, abbondantemente sufficiente a decretare, una volta per tutte, il fallimento di una classe dirigente che non è mai stata in grado di incidere in modo decente sulle proprie sorti, e men che meno su quelle del paese. A prescindere dal fatto che Marini venga eletto o non venga eletto. Davvero, a questo punto non credo che conti più.
Un disastro? Certo che sì. La fine di qualcosa? Naturalmente. Ammesso che qualcosa, nella realtà, fosse davvero iniziato.
Ma anche, probabilmente, l’inizio di qualcos’altro. Dopo l’inevitabile (e faticosa) ricostruzione di quelle che senz’altro potranno essere qualificate a tutti gli effetti come macerie.
Mi auguro, me lo auguro davvero, che dall’eutanasia di questa classe dirigente nasca qualcosa di migliore.
Perché adesso che le uova sono state rotte sarebbe perlomeno il caso di farne venir fuori, in un modo o nell’altro, una frittata.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

3 Comments

  1. pensavo che l’autolesionismo dei vertici PD avesse un limite. Mi sbagliavo.
    Il corriere titola ‘temete la scissione?’. No, io non la temo, la auspico.

  2. Ci avevo creduto, o almeno sperato che per un miracolo il PD non avrebbe imboccato la strada del tafazzismo. Ma tant’è. L’abbraccio mortale del pdl è irresistibile come sporgersi da un precipizio per sentire l’adrenalina. Quel che sento invece è un forte rotear di cog.lioni.

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