un blog canaglia

Premiazione dei vincitori del concorso Enel 'Energia in corso'

L’eutanasia clandestina nel paese di Pulcinella

in politica by

Vi confesso una cosa: a me piacerebbe tanto vivere in un posto serio.
Un posto serio, tanto per fare un esempio, è quello in cui se una persona importante, credibile e autorevole rivela pubblicamente che un comportamento pesantemente sanzionato dalla legge viene largamente e abitualmente praticato, alla faccia della legge stessa, succede una delle due seguenti cose:

  1. nel giro di due o tre giorni al massimo il Presidente del Consiglio (o chi per lui) convoca una conferenza stampa nella quale dichiara che di lì in avanti la pratica clandestina di quel comportamento verrà combattuta senza sosta e senza quartiere, finché non risulti completamente sradicata;

  2. nel giro di due o tre giorni al massimo il Presidente del Consiglio (o chi per lui) convoca una conferenza stampa nella quale dichiara che, poiché un comportamento vietato dalla legge è largamente diffuso nella società civile, occorre aprire immediatamente un ampio dibattito per capire se quel divieto abbia ancora un significato, oppure se sia il caso di andare incontro alle esigenze dei cittadini e rimuoverlo.

Un paese nel quale, in una circostanza simile, non dovesse avvenire alcuna di queste due cose, ed anzi la denuncia pubblica dell’uomo autorevole venisse completamente ignorata come se non fosse mai stata pronunciata, sarebbe con ogni evidenza un paese poco serio: vale a dire un paese in cui le cose non si affrontano, le questioni importanti vengono sistematicamente eluse, si tira campare e si fa finta di niente. Insomma, per usare un’espressione trita ma efficace, un paese del genere potrebbe essere definito, malgrado i proclami e le enunciazioni di principio, il classico “paese di Pulcinella”.
Ebbene, siccome dubito fortemente che Matteo Renzi (o chi per lui) convochi entro questa settimana una conferenza stampa per rispondere pubblicamente, in un modo o nell’altro, alle dichiarazioni di Umberto Veronesi sull’eutanasia clandestina, debbo dedurre (se mai ce ne fosse bisogno) che, malgrado i proclami e le enunciazioni di principio, questo è il classico “paese di Pulcinella”: il che mi addolora, perché come dicevo mi piacerebbe tanto vivere in un posto serio.
Resto in trepida attesa di essere smentito.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

5 Comments

  1. E’ tutto, purtroppo, in quel “se mai ce ne fosse bisogno” che hai messo tra parentesi.
    Perché, ripurtroppo, non c’è effettivamente bisogno dell’ennesima riprova.
    Quello di cui ci sarebbe un tremendo, ed urgente, bisogno invece è proprio di quella smentita di cui attendo trepidamente con te l’arrivo…

  2. Il solito bla bla di Capriccioli; del profano che deve per forza dire la sua.
    Allora prego accomodarsi in una corsia di un qualsiasi hospice o lungodegenze o oncologie o chirurgie generali o medicine di questo Paese poco serio perchè lo sono i suoi cittadini (a partire da Capriccioli) e seguire un malato terminale fino al suo epilogo. Grazie.
    La famosa “iniezione”, che nell’immaginario collettivo assume valenze che vanno dai cocktail infusi da angeli della morte di recente memoria ad enormi siringoni con dentro una sostanza verde ed il teschio sull’etichetta, altro non è che una metonimia delle cosiddette “cure palliative” che prevedono per le persone giunte chiaramente (per coloro che sono in grado di leggerne i segnali) alle loro ultime fasi in preda ai dolori neoplastici di cui parla appunto Veronesi nell’intervista, la somministrazione di oppiacei ed analgesici in dosi tali da placare sì il dolore, ma anche di causare la progressiva perdita di funzione del centro che regola la respirazione.
    Poi non c’è Dio li a fianco a dire: “Fin qui è palliazione, Oltre è eutanasia”. Non c’è un solco tra il bianco ed il nero, bensì una scala di grigi, come tutto nella vita e come anche nei Paesi seri.

    • E non ti sembra una situazione nella quale è più facile che si produca ogni forma di corruzione, rispetto ad una pratica riconosciuta e legalizzata dell’eutanasia?
      Ma, innanzitutto, la questione di principio: perché un paese progredito, alle soglie del 2015, dovrebbe ancora tollerare prassi all’insegna del si-fa-ma-non-si-dice?

  3. Concordo con Giorgio N. nel senso che ho avuto esperieza diretta di quello che dice. Vorrei solo aggiungere che nei paesi seri non c’è bisogno di ribadire che i comportamenti non legali verrano perseguiti perchè lo dovrebbere essere “a prescindere” e quindi risulterebbero inutili dichiarazioni del Presidente del Consiglio(o chi per lui).
    Certamente il problema andrebbe afrrontato e non lasciato vagare….

  4. “Oggi la magistratura riesce a correggere ciò che il legislatore ha malamente costruito, ma non sempre ci riesce”, ha aggiunto Veronesi che ha poi ricordato il suicidio del regista Mario Monicelli. “Tutti parlano di una soluzione, ma il povero Monicelli, che aveva chiesto ripetutamente in ospedale una puntura letale per un trapasso dolce, e’ stata negata e si e’ buttato dalla finestra. Questa è civiltà ?”. Come modello possibile Veronesi ha infine indicato il ‘modello olandese’. “Naturalmente l’eutanasia deve essere volontaria. In Olanda la legge non e’ superficiale ma molto severa, il suicidio assistito e’ punito e l’eutanasia e’ una deroga che si ha di fronte a un malato con buone condizioni di facoltà’ mentali in fin di vita con forti dolori che chiede ripetutamente iniezioni” e “viene concessa eventualmente dopo la riunione di tre esperti”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from politica

Go to Top