dea-europa-ciccia

L’Europa muore, viva l’Europa

in mondo/politica by

«Immaginare che la vita economica di una vasta area che comprende molti popoli differenti possa essere diretta o pianificata attraverso una procedura democratica rivela una completa mancanza di consapevolezza dei problemi che una tale pianificazione farebbe sorgere» (F. A. Hayek:“La via della schiavitù”)

Mi permetto una lettura diversa dell’esito del referendum greco: gli elettori potevano scegliere, nonostante la consapevolezza delle conseguenze fosse attenuata dalla scarsa qualitá del dibattito, tra la sovranitá nella sofferenza, e la sovranitá limitata nella sofferenza limitata.

Hanno scelto la prima opzione, ritenendo di avere gli strumenti politici per riottenere la prosperitá. Personalmente non credo li abbiano, e penso che l’unico modo per la Grecia di ritornare al benessere del primo mondo sia essere invasa da un altro paese, financo la Turchia, e governata col pugno di ferro. Siccome il tempo di queste soluzioni è passato da quel dì, si fa quel che le èlite locali concedono – e sará poco. Ma questo è un dettaglio.

Quel che conta, con tutto il rispetto per gli amici greci, è l’ennesima occasione in cui un voto sull’integrazione europea restituisce un sonoro “statevene a casa” ai burocrati di Bruxelles, ai loro emissari tecnocrati, e alle èlite che ambiscono a creare un impero europeo che al momento poggia su fondamenta di carta. L’Europa politica non ha fallito, come dice la retorica di sinistra priva oggi di ogni contraltare concettuale, perché si è limitata alla voce della continenza fiscale invece di parlare anche con quella degli investimenti comuni, della mutualizzazione del debito, eccetera: tutte quelle voci, semmai, rischiano di accrescere il conflitto.

Il punto è molto semplice: politicizzare (i.e., statalizzare) una questione la rende conflittuale. L’Europa politica è stato un progetto grandioso quando si è trattato di abbattere barriere, aprire mercati, unificare regolamenti, promuovere – senza bisogno di programmi sponsorizzati dai governi e poverate come il parlamento europeo dei ggggiovani – una coscienza collettiva. È stato, invece, un disastro quando si è trattato di stabilire nuove regole comuni, politiche agricole ed economiche, politiche degli investimenti, eccetera. Perché dove si spende insieme, in un condominio di 27 membri, nessuna scelta sará razionale. Nessuna andrá bene a una maggioranza stabile. Nessuna scelta, alla fine, sarà presa per il benessere di lungo periodo della comunitá, al punto che 27 scelte scoordinate potrebbero risultare migliori per il benessere di tutti.

L’euro è stato un progetto ambizioso e politicamente criminale: gettare il cuore oltre l’ostacolo, lanciare l’amo politico prima che il mare fosse popolato di pesci. Si è detto: l’euro creerá, in una situazione di crisi, i vincoli necessari a una futura integrazione, forzerá i membri alla continenza fiscale, incentiverá i comportamenti virtuosi.

Com’è andata?

È andata che i greci, come gli irlandesi, i francesi e gli olandesi prima di loro, hanno mostrato il medio. Perchè in assenza di un mercato comune vero, in cui ciascuno misura le proprie opportunitá su scala sovranazionale, l’Europa è solo un gioco di burocrazie autoreferenziali che si fanno le seghe compiacendosi dell’abolizione del roaming. Mentre UBER non ha diritto di cittadinanza perchè tocca le lobbies locali. E  di europeo rimane solo il Parlamento Europeo dei Giovani. Coi miei soldi.

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

7 Comments

  1. Ma quanti milioni di volte abbiamo letto, negli ultimi 7-8 anni, quello che dici tu. Proprio dai retorici di sinistra….

  2. Tranquillo che in Grecia, anche se il mondo intero mettesse l’embargo (ad ora è la massima punizione per i cattivi, a parte lo sterminio, ma quello mica sempre riesce), di fame non moriranno mai, hanno la pesca, l’agricoltura, la pastorizia, un minimo di industria e il turismo, se non glielo levano con qualche magheggio. Certo, sarà un casino per un po’, ma combinato così non ti ammazza più nessuno. Ad ora, è uno dei massimi risultati a cui può aspirare un popolo che si consideri tale, e che ne abbia l’orgoglio, per cui tanto di cappello. L’indipendenza di solito la paghi a carissimo prezzo, se finisce così gli è andata fin troppo di lusso.
    Se l’euro verrà messo in discussione, sarebbe la logica conseguenza, ma conviene a troppa gente di quelli che contano, è dal suo arrivo che la forbice sociale ha iniziato ad allargarsi a livelli che non si vedevano da un secolo, erano conquiste pagate col sangue e ce le siamo (noi popolo oppresso) fatte portare via sotto il naso, di certo non piangerò se lo togliessero, e non credo di essere il solo.

      • Perchè, non ce l’hanno? Di questo si vive, non di “servizi”. Se hai di che soddisfare i bisogni primari, quelli secondari e/o indotti li puoi sfanculare, ti assicuro che vivi bene lo stesso, e forse anche meglio, dato che non devi buttare il tempo dietro alla tecnologia che al 90% serve solo a complicarti la vita.

        • Dico solo che è ridicolo anche solo pensarla, l’ipotesi “seria” che nel 2015 un paese occidentale ritorni alla preistoria.

          • Infatti non era un’iposesi seria, dico solo che anche se li dovessero mandar per stracci, in fondo non hanno poi molto da temere.
            Ovvio che non potrà succedere, per tutta una serie di motivi, non ultimo lo zio Vladimir, che, essendo molto buono, se vede qualcuno abbandonato a sè stesso, subito gli presta la dovuta attenzione.
            Guarda però che vivere così non è mica la preistoria, è quello che succedeva anche qua fino agli anni cinquanta, o a Cuba tuttora, per esempio. Pensare che ora si viva meglio è estrememente opinabile. Per qualche comodità in più devi vivere come uno schiavo. Ma qua ci sarebbe da aprire ben più di una parentesi.

          • “Getta le tue reti, buona pesca ci sarà
            e canta le tue canzoni, che burrasca calmerà…”
            Ci si connette bene, con le viscere di pesce?

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*