un blog canaglia

Senza-titolo-1

L’eredità più catastrofica di Tangentopoli

in politica by

Com’era prevedibile, l’uscita della serie “1992” ha rilanciato, in modo particolare sui social network che quando si tratta di litigare non si fanno mancare mai niente, il dibattito su Tangentopoli, scatenando orde di giustizialisti da una parte e manipoli più sparuti (ancorché, mi pare, in leggero e progressivo aumento) di garantisti dall’altra.
A me, lo dico subito, lo scontro coi manettari non appassiona in sé e per sé: anche perché se c’è qualcuno (e per esserci, c’è) che si fa scendere una lacrimuccia di nostalgia ricordando antichi lanci di monetine (peraltro effettuati in ottima compagnia), criticare la loro smania di godimento è conclamatamente inutile, per non dire controproducente. Eppoi, diciamocelo, ognuno è libero di eccitarsi come gli pare, dal glory hole all’arresto in tv: il che, occorre ammetterlo, è un bell’affresco sulla multiforme varietà dell’animo umano, che tutto sommato ci consente di guardarci intorno senza doverci annoiare anche dopo aver passato i quaranta.
A interessarmi di più, invece, è un’altra delle innumerevoli conseguenze di Tangentopoli, forse la più sottovalutata ma al tempo stesso la più attuale: l’idea, secondo me proveniente direttamente dai giorni immortalati nella fiction di Sky, che esista la possibilità di fare politica limitandosi a pretendere il rispetto della legge.
Pensateci un attimo: di chi sono figli, se non di Tangentopoli, i movimenti che negli ultimi decenni si sono moltiplicati, culminando drammaticamente (essì, ragazzi, è un’opinione, portate pazienza) nell’orgia urlante e forcaiola dei 5 Stelle, a parere dei quali la politica altro non sarebbe che una parata di onesti in pompa magna tutti protesi a puntare il dito sui mascalzoni? Da dove proviene, se non da là, questa stramba concezione della politica che nega se stessa, occupando le postazioni che alla politica sarebbero destinate ma contestualmente premurandosi di proclamarsi altro? Da dove sbuca fuori l’ossessiva abiura delle ideologie, la fiera negazione di destra e sinistra e la conseguente introduzione di incomprensibili indicazioni spaziali alternative quali “oltre”, “al di là”, “più in alto”, “di lato”?
Questa, a me pare, è stata la conseguenza più catastrofica di Tangentopoli: aver ficcato nella testa delle persone l’alzata d’ingegno, sorprendentemente perdurante negli anni ed anzi rafforzatasi col passare delle generazioni, che siccome la parola “politica” è diventata una sorta di insulto, allora occorre iniziare a fare politica senza fare politica, ripudiando tutto ciò che della politica sarebbe prerogativa (la visione del mondo, il cambiamento dell’esistente, la contrapposizione delle idee e, sentite che dico, finanche delle ideologie) e attestandosi su competenze a metà tra quelle del giornalismo scandalistico di terz’ordine e quelle delle forze di polizia.
E’ una iattura, sapete? Perché senza politica, vi do questa notizia, non si va da nessuna parte.
E disconoscere la politica per il solo fatto che alcuni (molti) politici siano, o siano stati, disonesti, è il modo migliore per non arrivare mai a sostituirli, quei politici: perché per farlo occorre progettare una realtà diversa, cioè rivendicare il proprio ruolo politico in modo ancora più forte anziché negarlo in nome dell’onestà; non basta semplicemente gridare che c’è qualcuno che deve andare al gabbio.
Questo, mi interessa davvero.
Di chi si eccita appena sente il suono delle manette, francamente, chissenefrega.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

6 Comments

  1. A me, più semplicemente, Capriccioli sembra come uno dei prigionieri nella caverna delle ombre del mito di Platone. Incapace di vedere e accettare altre realtà al di fuori di quelle che conosce già.

  2. “E’ una iattura, sapete? Perché senza politica, vi do questa notizia, non si va da nessuna parte.”

    Giusto. E’ per questo che milioni di cittadini hanno mandato i 5Stelle in Parlamento a fare, finalmente, un po’ di sana politica.
    E loro la fanno, contro ladri, corrotti e truffatori che sono l’antipolitica.

  3. Cari, carissimi, ingenui commentatori degli scritti del sig. Capriccioli: non dovete dimenticarvi mai che colui che avete la ventura di commentare, di mestiere, fa il commercialista, e pure a Roma, e pure con un piede in un partito politico, che è pure tra i più antichi ancora in attività.
    Sarò anche in totale malafede, ma, secondo me, questo basta a comprendere molto del suo pensiero, nonostante i (lodevoli ma maldestri) tentativi di apparire intellettualmente onesto, e spiega anche certe sue viscerali avversioni.
    Sono disposto a ricredermi se chiunque possa dire di aver mai conosciuto in vita sua, o sappia, anche solo per sentito dire, dell’esistenza di anche un solo commercialista (figura indispensabile come l’aria solo in questo disgraziato Paese, ma nel resto d’occidente quasi inutile, a meno di non essere una multinazionale) che non sia la versione moderna dell’azzeccagarbugli di manzoniana memoria, esperto abitatore di quell’area tra il chiaro e il fosco dove è obbigato a transitare chiunque, in Italia, abbia la sfortuna di avere un’attività, per quanto minuscola, rapace indicatore di vie secondarie e scorciatoie, dietro, ovviamente, lauto e mal dichiarato compenso, ça va sans dire. In altre parole: alzi la mano chi ha mai conosciuto un commercialista onesto, e non solo nel senso che paga tutte le tasse.

    • Completamente d’accordo.
      E nella sua pregiata professione si avvale della giungla normativa e dei cortocircuiti legali che 30 e passa anni di decretazione d’urgenza hanno generato.
      E per di più sostiene apertamente chi vorrebbe che la produzione di nuove norme e leggi (sempre e solo da parte del Governo, con il Parlamento ridotto a ruolo di mero “passacarte”) diventasse ancora più semplice, veloce e prolifica.
      D’altro canto il nostro blogger di quello campa… di burocrazia.

      P.S. L’italia è il Paese occidentale con la più alta produzione di leggi e norme, a discapito della vulgata popolare che vorrebbe l’attività legislativa “farraginosa”, “lenta”, “improduttiva”.
      Nessuno che si esprima invece sul fatto che non è tanto di mille leggi nuove che necessitiamo, quanto dell’approvazione solo di quelle 20 ormai inderogabili (conflitto di interessi, fine vita, revisione della 194 rispetto all’obiezione di coscienza, reddito di cittadinanza, semplificazione fiscale – ohi ohi, sai che botta per i commercialisti un 730 od un Unico compilabili dai diretti interessati -, referendum propositivi… etc etc) e che aspettano da lustri di essere discusse ed approvate da parlamenti ingessati dai decreti governativi urgenti (sic).

  4. Quindi il problema principale della politica non è tanto la corruzione e l’illegalità, ma chi pensa che la cosa principale nella politica sia denunciare la corruzione e l’illegalità.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from politica

Go to Top