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L’Erasmus non c’entra niente. Piantiamola.

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La reazione alla morte delle studentesse in Erasmus mi lasciano stupefatto. Non perché non condivida il lutto di fronte alla morte di molte ragazze  giovanissime che tornavano da una festa. Dice: “Ma se fossero stati vecchini di ritorno all’ospizio ti sarebbe dispiaciuto di meno?”. Boh, non lo so, forse si, credo sia una reazione naturale piangere la vita di chi ha più vita da vivere, non so perché accade e non dico sia giusto ma spesso è così.

Mi lascia stupefatto però l’accanirsi dei media e del nostro egocentrismo generalizzato su questa tragedia. Non potendo trovare una lettura migliore, una di quelle che fa davvero vendere di più i giornali, come la pista criminale o terroristica, la tragedia viene declinata all’insegna dell’Erasmus.

E quindi giù le lacrime e il profondo coinvolgimento emotivo di quelli che hanno fatto l’Erasmus, che si sentono sconvolti perché sono loro i più toccati da questa vicenda. Capofila di questi, immancabile, Roberto Saviano che siccome ha fatto l’Erasmus si sente sconvolto dalla morte delle studentesse. A breve credo possiamo sperare in un intervento di Adinolfi o Langone che ci spiegano che se le ragazze fossero rimaste in casa a far figli, invece di andarsene in giro per l’Europa, sarebbero ancora vive.

Ora dico, possibile che nessuno chieda: “Ma cosa cazzo c’entra l’Erasmus?”. Sono morte in un incidente stradale di ritorno da una festa; poteva succedere in qualsiasi occasione e luogo: dalla gita sui castelli romani al ritorno da un rave party in una foresta austriaca, da un addio al nubilato a una tombola parrochiale. Cosa cazzo c’entra l’Erasmus? Perché uno che ha fatto l’Erasmus dovrebbe sentirsi più colpito?

Il problema è che non siamo abituati più a ricevere informazioni senza che le si racconti in un qualche story-telling, senza una ricostruzione mentale che connetta un qualunque evento, specialmente se tragico, a qualcosa che gli dia un significato più ampio, ci tocchi di persona, ci faccia sentire coinvolti. Stavolta non c’era il terrorismo, non c’era la criminalità, lo sport, la famiglia, non c’era un cazzo da dire, insomma, se non l’Erasmus. E via tutti allora a scrivere rimembrando la propria personale epopea dell’Erasmus.

È così, siamo ancora meno preparati che in passato alle tragedie senza senso, al fatto che, purtroppo, shit happens, e quindi siccome il vuoto di senso ci fa orrore, ci appropriamo di una tragedia altrui trasformandola nella Tragedia dell’Erasmus. Ma alla fine è solo story-tellying, e neppure tanto confortante.

Santé

 

 

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

5 Comments

  1. E’ solo buonismo e pietismo fusi insieme. Come sul fatto che il tuttologo Saviano si senta in dovere di commentare qualsiasi cosa dall’alto della sua saccente tuttologia (che francamente ha stancato).
    Per me rimane un semplice, comune, banale incidente stradale.

  2. La morte non ha mai senso (o nessuno è in grado/vuole dargliene uno), l’unica cosa che ha senso continuare a commentare riguardo a fatti di questo tipo è che la “meccanica” che ha innescato l’incidente dovrebbe essere in teoria assolutamente evitabile con la giusta attenzione: non era un fatto inevitabile.

  3. “Ma cosa cazzo c’entra l’Erasmus?”
    grazie, davvero, grazie.
    porcamaiala, che violenza che mi fanno venire…

  4. Finalmente! E poi vogliamo parlare di tutta questa retorica strappalacrime sul presunto eroismo di quelli che fanno l’Erasmus? Si tratta senza dubbio di un buon progetto, ma non stiamo parlando di gente che sacrifica la propria vita per portare l’acqua alle popolazioni povere dell’Africa. L’Erasmus è come una lunga vacanza, in cui alcuni studiano ed altri prendono una scorciatoia facile per fare all’esterno in formula ridotta esami che qui in Italia non passano da anni. Al di là dell’innegabile tragedia della morte di queste ragazze, tutta questa abnegazione e questo amore per la conoscenza che si vuole proiettare per forza su di loro sono solo un pippone per far aumentare il coefficiente lacrimuccia al pubblico a casa.

    • Mi ha rubato le parole di bocca. Tenga conto che è in atto la santificazione delle ragazze morte che rientravano da un party. Fate vobis.

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