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Le unioni civili, gli etero e i due torti che non fanno una ragione

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Intendiamoci: a me fa (molto) piacere che vengano introdotte le unioni civili per le coppie omosessuali, nella misura in cui molte coppie omosessuali, a quanto mi risulta, le richiedono da un pezzo.
Tuttavia ‘sto fatto che varranno solo per loro, al grido di “gli etero, se vogliono, hanno già il matrimonio”, mi pare apra la strada a un dibattito più largo, che prima o poi sarà pure il caso di affrontare.
Il punto mi pare più o meno questo: se c’è un certo numero di eterosessuali che, pur non volendo sposarsi, avrebbe il desiderio di accedere a un altro strumento rispondente al nome di “unione civile”, non vedo proprio per quale motivo negarglielo: tantopiù che quello strumento lo si sta già predisponendo per gli omosessuali, di tal ché consentire il suo utilizzo anche agli altri sarebbe, come si dice, una passeggiata di salute.
Invece no: per gli etero c’è il matrimonio, per i gay ci sono le unioni civili. Il che evidenzia, al di la di ogni ragionevole dubbio, il fatto che sul nodo cruciale della questione continuiamo a non capirci: quello che ha simili alzate d’ingegno, ancora una volta, è lo Stato che si pone al di sopra dei cittadini, decidendo al posto loro cosa va bene per alcuni di essi e cosa va bene per gli altri, invece di limitarsi a fare (se ciò è materialmente possibile, ça va sans dire) semplicemente quello che i cittadini chiedono, senza permettersi di fiatare sulle motivazioni che li spingono a quella scelta.
Insomma, ci sono degli etero che vogliono sposarsi? Lo facciano. Ci sono altri etero che non vogliono sposarsi ma vogliono fare un’unione civile? Be’, fatemi capire, dove sarebbe il problema?
Invece, a quanto pare, il problema c’è. E la questione, posta in questi termini, finisce per produrre un esito diametralmente opposto a quello prospettato, giacché anziché eliminare una discriminazione ne crea una nuova di zecca, sia nei confronti dei gay, sia nei confronti degli etero.
Dopodiché, se qualcuno (come senz’altro accadrà) dovesse rilevare che “però i gay non hanno il matrimonio”, con ciò compiacendosi del fatto che siccome agli etero è riservata una cosa che agli omosessuali è negata è giusto, e magari dà pure una certa soddisfazione, che se ne inventi un’altra vietata ai primi e consentita ai secondi, mi piacerebbe ricordargli un particolare: due torti non fanno mai (mai) una ragione; e a forza di ingoiarci come se niente fosse iniziative del genere, che avranno pure degli esiti positivi ma sono gravemente traballanti nel principio, prima o poi finiremo per rimetterci tutti.
Senza nemmeno bisogno di citare Brecht.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

25 Comments

    • Ah, se lo dici tu che basta siamo a posto. Vuoi indicarmi anche cosa mangiare a cena, già che ci sei?

      • No per niente sei capacissimo di scegliere cosa mangiare a pranzo e per cena.
        Uguale per gli etero nessuna discriminazione. Hanno già tutto ciò che serve per trombare e vivere accoppiati aventi diritto. I Gay no.

      • Può l’ottimo Capriccioli spiegare cosa avrebbero, in più e in meno, le Unioni Civili rispetto ai matrimoni civili? Se si è liberi di stare insieme con chi ci pare, come è giusto, senza rendere conto a nessuno, la cosi detta unione civile non serve, diventa un fatto personale tra due persone. Sono cazzi loro, con tutte le conseguenze del caso. Se invece, ha lo scopo di avere qualche diritto o qualche riconoscimento in più, allora c’è il matrimonio civile.

    • Non discriminatorio sarebbe creare una istituzione unica per tutti, ovvero estendere il matrimonio civile alle coppie omo o fare le unioni civili per tutti. Questa cosa dei binari separati è apartheid

  1. Non posso credere che ancora non si sia capita questa cosa. Le “unioni civili” non sono i pacs, non hanno nessun senso per le coppie eterosessuali. Se si vuole parlare di un’unione alternativa al matrimonio lo si può fare, ma non c’entra niente con quello di cui si discute ora.

    E’ come se il governo avesse detto: Diamo 80€ agli etero e 40€ ai gay. E gli etero hanno il coraggio di lamentarsi perchè anche loro vogliono i 40€ dati ai gay in aggiunta agli 80 che hanno già, altrimenti sarebbe discriminazione eterofobica!

  2. Lo stato dovrebbe semplicemente riconoscere i contratti fra privati, adulti, consenzienti. Compresi quelli che riguardano unioni affettive, familiari, etc.. Ovviamente quelli di chiunque omo o etero che sia, e non solo quelli che riguardano questo ambito.

    • Lo stato dovrebbe semplicemente riconoscere i contratti fra privati, adulti, consenzienti.
      Si chiamano matrimoni civili.
      basterebbe estendere quelli agli omosessuali per avere una soluzione razionale a ridotta burocrazia, visto che non devi istituire un nuovo elemento giuridico.

      • Lo stato dovrebbe semplicemente riconoscere i contratti fra privati, adulti, consenzienti, vuol dire che i contratti li scrivono loro come vogliono, invece il matrimonio civile è un “contratto” già in gran parte definito da altri che non sono i diretti interessati..

        • Così come per i contratti di locazione.
          Puoi fare 12 mesi oppure 4+4.

          Lo stato accetta contratti preformati perchè se poi ci sono beghe (fai causa al padrone di casa, fai causa a tuo marito) con un unica forma di contratto è più facile giuridicamente determinare quali fossero obblighi e doveri.

          Con contratti redatti ad libitum, la giurisprudenza andrebbe a farsi fottere dato che ogni caso sarebbe indipendente.

          • Quoto in pieno. Trattasi di contratti “tipici”. La legge stabilisce dei limiti invalicabili. Entro quei limiti puoi definire ciò che vuoi. All’interno del matrimonio (etero o omo) si trovano una serie di doveri e di diritti. Poi se qualcuno nel concreto mi può spiegare perché oltre al matrimonio ( sempre etero o omo) serva un altro tipo di contratto sono pronto ad ascoltare

  3. Ma semplicemente, invece di introdurre una nuova realta’ giuridica come le unioni civili, estendere il matrimonio civile pure algi omosessuali, non sarebbe la soluzione piu’ razionale meno burocratica e meno dispendiosa?

  4. boh.
    io mi ricordo che al tempo dei “dico” (prodi, mi pare) la mia posizione fu “so’ d’accordo sui dico, ma solo per gli omo. per gli altri già c’è, e si chiama “matrimonio civile”.
    la sensazione è che qualcuno (avvocati che mangeranno sull’interpretazione, in primis) sia interessato a una sorta di fumoso “matrimonio light” – dove la parte “light” sarebbe quella dei doveri.
    e a me – sbaglierò – fa un po’ pensare a un “mutuo light”, ossia a un mutuo che eventualmente puoi non pagare…

  5. Articolo equilibrato e condivisibile come sempre, Capriccioli. Adesso, resta solo da mettersi d’accordo su chi di noi due (massì, cinque o sei) porta il pop-corn e chi la birra: in attesa del consueto spettacolino degli anarco-conservatori, senza i quali Libernazione non sarebbe Libernazione, ma il solito blog di sinistra.
    Speriamo però che non sia vietato fumare in sala, perché allora mi arrabbio sul serio.

  6. se si vedono le unioni civili per i gay come un passo intermedio per arrivare al matrimonio tra omosessuali non ha senso estenderle anche agli etero.

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