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Le tasse non pagate dell’isola di merda

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Quando si dice che la stampa italiana non fa decentemente il suo lavoro spesso si pecca di omissione.

Ero, al giorno numero 20 della mia permanenza siciliana, in attesa sul divanetto di un barbiere. Recupero un (il, ma questa è un’altra storia) giornale locale, e sulla prima pagina trovo questo:

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Leggere gli articoli dedicati non aiuta a comprendere con chiarezza i contorni della questione: i fatti spariscono completamente dietro le dichiarazioni degli interessati. D’altronde la questione deve essere poco importante, dato che non si trova nulla in merito su nessun quotidiano nazionale, se si eccettua un trafiletto nascosto del solito Sergio Rizzo.

L’unico, isolato, che trova il coraggio di raccontare la storia completa è Oscar Giannino. La trasmissione, con intervista al Presidente di Riscossione Sicilia Antonio Fiumefreddo, va ascoltata tutta e per intero, la riporto qui:

Qualche fatto, per chi non ha tempo o è convinto non valga la pena di spenderci trenta minuti:

  1. 74 deputati regionali su 90 dell’Assemblea Regionale Siciliana risultano, allo stato, debitori verso Riscossione Sicilia, agenzia deputata alla raccolta di tasse, tributi, contravvenzioni, eccetra;
  2. La pratica emergente risulta essere la seguente: chiunque accede alla carica smette immediatamente di onorare i debiti;
  3. Nel momento in cui il neo-nominato Presidente ha iniziato ad operare su queste morosita’, segnalando anche inefficienze come la presenza di 899 legali (a fronte dei circa 200 di cui si avvale la Casa Bianca), finalmente è arrivata la reazione della classe politica siciliana: convocando una assemblea straordinaria il 31 Dicembre per metterlo in stato d’accusa;

Solo una piccola serie di fattarelli, con Fiumefreddo che in conclusione paragona la gestione del recente passato a quella dei fratelli Salvo, osservando che tanta serenita’ nel gestire una cosi’ bassa compliance anche dei deputati non puo’ che giustificarsi con l’esistenza di patti impliciti con chi dal fisco ha necessita’ di nascondere ingenti patrimoni nati, per cosi’ dire, fuori dalla legalità. Sappiamo già che per queste dichiarazioni e per la sua attività Fiumefreddo riceverà querele, minacce paramafiose, intimidazioni: alcune sono già partite a mezzo stampa dagli uomini delle istituzioni.

Questo è lo Stato in Sicilia, uno Stato che i grandi giornaloni non ritengono di dover raccontare per non turbare gli equilibri nazionali, e questa è la Sicilia. Andrebbe fatta la lista di tutti i deputati regionali che, pur avendo consapevolmente approfittato della sudditanza degli uffici pubblici nei loro confronti per “congelare”  i loro debiti, hanno partecipato a convegni in cui facevano la morale agli altri sull’evasione da stroncare, sull’importanza della legalità eccetra.

Si è discusso qualche giorno fa delle parole di Vecchioni (“isola di merda”, and so on and so forth). Posso dire solo questo, che conosco solo due tipi di persone nati dopo il 1980 che sono rimasti a viverci o progettano di rimanerci, e pochissime eccezioni. Quelli che sono più o meno costretti da vincoli personali o familiari, e quelli che di questi modi sono, per quanto possono, fruitori e complici. Tutti gli altri scappano o cercano di farlo quanto prima. Anche se figli di chi si è avvantaggiato in precedenza, perché è praticamente finita la carne da spolpare.

Chiusa questa parentesi, torniamo a parlare di quanto sono incivili gli americani, e che bravo Obama che vuole restringere la vendita delle armi (prima pagina su tutti i giornaloni di oggi). Buona fortuna.

 

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

2 Comments

  1. Mia esperienza in Sicilia (2 settimane, Agosto 2015):
    -Catania: strade molto sporche
    -Palermo: a confronto, le strade di Catania sembrano la Svizzera
    -rete autostradale: che ve lo dico a fare; per di più il M5stelle si vanta di aver contribuito alla realizzazione di UNA stradina di circa 100m, RIPIDISSIMA (non oso immaginarla d’inverno) all’interno del percorso alternativo a quello autostradale.
    -imbarco sullo stretto di Messina (entrambi i lati) : totale assenza di controlli. TOTALE.

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