un blog canaglia

quadratura 2

Le quadrature in Excel portano alla criminalità

in economia/ by

 

La contabilità è un mestiere semplicissimo, quantomeno da un punto di vista tecnico. Non ci sono formule complicate: sono solo somme e sottrazioni. Non una moltiplicazione, non un logaritmo. Diventa difficile una volta inserita all’interno di regole che diventano tanto complesse quanto è complessa la realtà che si vuole descrivere. Ma va bene così: 4000 anni fa ci bastavano una dozzina di suoni gutturali, oggi abbiamo i monologhi di Enrico Ghezzi.

Recentemente un caro amico che lavora in un ufficio più creativo del mio mi ha definito “contafagioli”. Ed ha ragione. Sostanzialmente si tratta di contare un tot di fagioli rossi e un tot di fagioli bianchi, con l’imperativo categorico che siano di pari ammontare. Ne aggiungi uno rosso, ne aggiungi uno bianco. Ne metti 23 bianchi in una ciotola quadrata, e subito devono essercene 23 rossi accanto.

E fin qua.

Poi è arrivato Excel, con le sua interfaccia, le sue formule e soprattutto le sue alte potenzialità di calcolo, che ha reso molto più semplice e veloce effettuare analisi e controanalisi: i fagioli e le ciotole da gestire sono centuplicati ed è possibile fare oggi cose che 40 anni fa erano inimmaginabili. Tutto ciò senza cambiare il dogma fondamentale: la somma deve dare il totale. Sempre. E per verificare che esso venga rispettato si è creato un concetto tanto importante quanto mostruoso e satanico, ovvero la quadratura.

La quadratura è quella cosa per cui quando andate fuori a comprare il pane, al vostro ritorno la casa è la stessa dalla quale eravate partiti. Poi uscite a bere una birra, e tornate sempre alla stessa casa. Poi improvvisamente vi mandano in Vietnam per 5 anni, venite fatti prigionieri dai cong, perdete la sanità mentale, vivete di antidolorifici e sangue di cane, e vi trovate a rivalutare positivamente Vasco Rossi come artista. Eppure, al rientro dalla guerra, la casa è sempre la stessa di prima. Insomma, qualsiasi analisi voi facciate, il risultato finale deve sempre parlarsi con un dato iniziale. Per questo motivo chiunque lavori in Excel crea delle celle in cui viene effettuata la differenza tra risultato finale e valore di partenza. Se e’ uguale a zero, i conti tornano.

Ovviamente, la questione è tanto ovvia in teoria quanto irraggiungibile nella pratica, e la tentazione di forzare le formule pur di convincere sé stessi – prima ancora di altri – è fortissima. L’inganno può passare attraverso due strade: una formattazione ingannatrice o una formula taroccata. Sebbene non abbia che pochi anni di esperienza ho potuto raccogliere esempi delle migliori (s)quadrature, che vi elenco qui in basso.

 

quadratura 2

LA FORMULAZIONE

A mio parere si tratta di un livello di taroccamento solitamente abbastanza semplice e sciocco. Diciamo che in una graduatoria presa da Gomorra questi utenti generalmente si attestano a livello “assistant mariuolo”.

  • Lo scalpello/ il martello: la squadratura vale solitamente poche unita’ (siano esse 1 euro o 1 milione). Si entra nella formula e si digita un semplice “+1”. Pericoli: se cambiano i valori di partenza, bisogna intervenire nuovamente di scalpello. Tuttavia, numeri digitati in una cella sono facilmente dimenticabili e riaprire il file dopo qualche mese diventa un dramma.
  • L’aiuto da casa: la formula sottrae i valori in quadratura più una cella lontana dalla vista che contiene casualmente un numero tale da permettere la quadratura. Molto più gestibile dello scalpello. Aggiungendo un tocco di paraculaggine si può scrivere accanto a tale cella amica la parola “Adj”, come dire “non preoccuparti so quello che faccio”.
  • L’aiuto fantasma: identico all’aiuto da casa, con la sola aggiunta che la cella amica subisce il trattamento imbianchino (testo bianco su cella bianca, come spiegato più avanti). Chiunque risalga a quella cella, la vedrà vuota e quindi ininfluente.
  • Il dito sotto la bilancia: alla formula base si aggiunge la funzione “arrotonda”. Più è alta la soglia di arrotondamento, più sono gli anni da scontare in galera.
  • La mano sotto la bilancia: risultato della quadratura diviso per 10, o 100, o 1000. Passabile per direttissima al 41bis.
  • Il carnevale della logica: entriamo qui in un campo in cui, con intensità sempre maggiore, l’utente modifica una formula nella disperata ricerca della quadratura, convinto che se ad un certo punto la ottiene vuol dire che il ragionamento è corretto. Perché lo sia, non è dato sapere. I modi sono essenzialmente tre:
  1. lascia o raddoppia: come lo scalpello, ma anziché aggiungere o togliere si moltiplica uno dei valori di riferimento. Alla domanda “perché?!” si risponde sempre “Per nettare il doublecounting” (?!).
  2. “ma certamente”: si va alla ricerca di una qualsiasi variabile all’interno del file che sia quasi uguale al valore della squadratura e la si coinvolge nella formula. Ecco cosa avviene nella mente dell’utente “Mmmh…4.3milioni di squadratura…mmh…dove ho gia’ visto un numero simile…ah si! Gli ammortamenti delle migliorie sui beni di terzi…proviamo ad aggiungerle…perfetto, quadra! Ma certo, come ho fatto a non considerarle prima?”. E chiude cosi il controllo SUI RICAVI.
  3. Parla con me: la quadratura e’ il confronto tra un valore iniziale “A” ed uno finale “B”, che devono essere identici. Ma… e se confrontassimo il valore finale “B” con se stesso? Quadratura garantita! In realtà questo fenomeno e’ spesso del tutto involontario e accade quando all’analisi principale ne viene affiancata un’altra, purtroppo ingannatrice. Succede infatti che anziché partire da B seguendo a ritroso il percorso fatto fino ad A, si sceglie di fare un’altra strada – che appare alla nostra mente più logica, o peggio ancora più semplice – che dimostra come B sia davvero il numero corretto. In altre parole si ricostruisce un gemello B2 secondo un ragionamento tanto sbagliato quanto quello che ha creato l’originale, e si confronta infine B con B2. Ma pensa: sono uguali!

 

LA FORMATTAZIONE

Innanzitutto la formattazione della cella indica spesso la sanita’ di mente della persona. La gradazione ufficialmente riconosciuta dagli IAS/IFRS e’ la seguente:

    • Utente sano: la quadratura e’ fatta da una cella in grassetto, evidenziata con colore tenue, con scritto accanto “check”.
    • L’artista: aggiunge una formattazione condizionale che evidenzia con un bel verde i risultati uguali a zero, in rosso diversamente. Se in vena, puo’ far comparire parole semplici quali “ok” o “errore”.
    • L’alter ego: l’utente “fa parlare” Excel attraverso formattazioni condizionali che fanno apparire elogi in caso di quadratura (“quadrato!”, “bella zio!”, “TAAAAAC!”) o di squadratura (“SQUADRA!!!1!!” o “SEI UN COGLIONE !”).

Tali patologie non comportano necessariamente la forzatura dell controllo, ma possono portare l’utente a farlo. Tendenzialmente la forzatura avviene attraverso la tecnica gia’ anticipata dell’imbianchino, dove sia il testo della cella che lo sfondo vengono colorati di bianco

Ma il vero genio del crimine, colui che una volta mi fece impazzire per un’ora buona nel tentativo di capire come fosse possibile che “200 meno 3 uguale 0” e’ colui che ho definito Borges. Chi sceglie questa opzione e’ semplicemente il figlio dell’unione tra Einstein e Vallanzasca. La tecnica prevede la cella venga modificata affinché qualsiasi sia il risultato, appaia sempre zero. Attenzione, non si tratta di una formula “SE”. Troppo facile, cari miei. La formula che appare nella barra e’ una corretta sottrazione. Qui si tratta di andare a cambiare la proprietà della cella: indicando ad Excel di fornire il risultato in formato “ora”, ed in particolare in formato “h”, si scopre che – entro determinati limiti di squadratura – il risultato rimane sempre zero. Quando ho scoperto il trucco, mi sono sentito come Zenigata che cattura Lupin: alla fine più che l’incazzatura prevale un profondo senso di ammirazione.

 

EDIT – LE SEGNALAZIONI DEI LETTORI

Il collega El Presidente mi segnala un’alternativa al “lascia o raddoppia” chiamata “Permutatore“, cioe’ colui che cambia i segni degli addendi finche’ non si raggiunge lo zero.

Il lettore Claudio invece ci scrive quella che puo’ essere definite la Cappella Sistina delle quadrature forzate, e che dato l’alto livello di skillaggio richiesto – ai limiti della fantascienza – viene ora ribattezzata “Claudio in the Shell”. Insomma: “su Excel si può usare il VBA (Visual Basic for Application), in pratica scrivere porzioni di programma, in particolare funzioni che, abilmente celate alla vista del profano, possono far quadrare qualsiasi squadratura con artifizi di ogni tipo, ad esempio cercando automaticamente quel valore degli ammortamenti sulle migliorie dei beni di terzi che casualmente coincide con la squadratura, oppure determinando il valore di coefficiente della squadratura rispetto al totale e poi sviluppando lo stesso coefficiente in valori assoluti e con segno contrario alla squadratura stessa, alla quale viene poi sommato. Trattandosi di un vero e proprio programma, più è complicato ed incomprensibile, più rende difficile la sua decodifica. La difficoltà, semmai, sarebbe trovare un nome ed uno scopo credibile alla funzione farlocca, ma qui siamo nel campo umanistico ed io mi ritiro per manifesta incapacità.”

Per quelli che la partita doppia è andare allo stadio ubriachi. Prendo un libro o un giornale di economia, lo apro a caso, leggo e – qualche volta – capisco l'argomento, infine lo derido. Prima era il mio metodo di studio, adesso ci scrivo articoli. Sono Dan Marinos, e per paura che mi ritirino la laurea mantengo l’anonimato.

8 Comments

  1. Siamo consapevoli, vero, che ormai il bilancio in Excel lo fanno solo i cantinari, mentre anche le ditte più banali usano programmi di contabilità, eventualmente con funzionalità di riclassificazione di bilancio?
    E siamo consapevoli che non basta fare una quadratura, che il check va fatto uguale e contrario su conti patrimoniali e conti economici?
    E siamo consapevoli che Excel si può tranquillamente programmare, quindi non servono arzigogolati alambicchi, ma bastano formule compiacenti in grado di trovare da sole la giusta quadratura?

    Per il resto, interessante esercizio di stile! 🙂

    • Caro Claudio

      1) attenzione: hai ragione sulla scritttura di bilancio, ma non su analisi ed altri lavori che prevedono comunque l’applicazione di regole contabili. Parlo di revisione di bilancio, pianificazione e controllo di gestione. Ad oggi non ho visto nulla di cio’ senza l’utilizzo di Excel.
      2) Si, verissimo.
      3) Ti prego di spiegare con piu’ dettaglio il concetto e la realizzazione di “formule compiacenti” e “programmazione di excel” perche’ mi stai facendo sentire come un aborigeno seduto nell’anticamera della Cappella Sistina.

      • 1) Verissimo, lo sapevo ma ho voluto far l’asino ugualmente! 😀
        3) su Excel si può usare il VBA (Visual Basic for Application), in pratica scrivere porzioni di programma, in particolare funzioni che, abilmente celate alla vista del profano, possono far quadrare qualsiasi squadratura con artifizi di ogni tipo, ad esempio cercando automaticamente quel valore degli ammortamenti sulle migliorie dei beni di terzi che casualmente coincide con la squadratura, oppure determinando il valore di coefficiente della squadratura rispetto al totale e poi sviluppando lo stesso coefficiente in valori assoluti e con segno contrario alla squadratura stessa, alla quale viene poi sommato. Trattandosi di un vero e proprio programma, più è complicato ed incomprensibile, più rende difficile la sua decodifica. La difficoltà, semmai, sarebbe trovare un nome ed uno scopo credibile alla funzione farlocca, ma qui siamo nel campo umanistico ed io mi ritiro per manifesta incapacità.

        • il nome non è molto rilevante, un mio vecchio insegnante comunque la avrebbe chiamata “pippo”.

          lo scopo può essere il trasferimento – precedente o successivo – della quantità squadrata e riquadrata alla disponibilità personale dell’operatore e/o del mandante; e mi parrebbe abbastanza credibile.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from economia

Go to Top