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Le parole sono importanti

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“Questo è uno dei parametri per il dinamismo del mercato del lavoro: i giovani escono dalla scuola e devono trovare un’occupazione. Devono anche non essere troppo choosy, come dicono gli inglesi: cioè, io lo dicevo sempre ai miei studenti, prenda la prima, poi da dentro lei si guarda intorno. Però bisogna entrare nel mercato del lavoro, subito, non pensare che c’è sempre un’offerta migliore che ti arriva dopo un po’; adesso non è più così, con un mercato tanto difficile, tanto, diciamo, debole come quello che abbiamo in questo momento. Però abbiamo visto tutti laureati che stavano lì in attesa del posto ideale: non è così, nel mercato ti devi attivare, devi entrare, poi devi magari migliorare.”

Questo, al netto di un paio di aggiustamenti da sbobinatore, è quello che ha detto la ministra Elsa Fornero. Per qualche motivo, tuttavia, un gran numero di persone sembra avere difficoltà nella comprensione di questo testo. Un piccolo aiuto potrà forse rendere il compito meno proibitivo.

  • “Questo è uno dei parametri per il dinamismo del mercato del lavoro”: questo è uno degli elementi che consentono di valutare se e quanto è facile ottenere o cambiare il proprio impiego.
  • “I giovani escono dalla scuola e devono trovare un’occupazione”: le persone di età minore ai trent’anni* completano gli studi e hanno bisogno di ricevere un compenso economico per il loro lavoro.
  • “Devono anche non essere troppo choosy, come dicono gli inglesi”: è inoltre necessario che le persone di cui stiamo parlando non siano troppo “choosy”**, come li definirebbero le popolazioni anglosassoni.
  • “cioè, io lo dicevo sempre ai miei studenti, prenda la prima, poi da dentro lei si guarda intorno”: ovvero, come spiegavo in ogni occasione ai ragazzi che seguivano le mie lezioni, è più sensato accettare la prima offerta disponibile e poi eventualmente cercarne di migliori da una posizione più sicura.
  • “Però bisogna entrare nel mercato del lavoro, subito, non pensare che c’è sempre un’offerta migliore che ti arriva dopo un po’”: è necessario iniziare a svolgere un impiego al più presto, piuttosto che rimandare nell’attesa di una possibile proposta più interessante in un futuro prossimo indeterminato.
  • adesso non è più così, con un mercato tanto difficile, tanto, diciamo, debole come quello che abbiamo in questo momento”: ora la situazione è differente da quella di un tempo, con una disponibilità di posti di lavoro scarsa come quella che è attualmente osservabile.
  • “Però abbiamo visto tutti laureati che stavano lì in attesa del posto ideale”: tuttavia a ciascuno di noi è capitato di vedere persone che hanno conseguito un titolo di studio universitario aspettare invano un’offerta di lavoro aderente ai loro più arditi desideri.
  • “non è così, nel mercato ti devi attivare, devi entrare, poi devi magari migliorare”: non è consigliabile comportarsi in tal modo, in questo ambiente è invece necessario essere attivi, introdursi, e in seguito se possibile ottenere risultati di più rispettabile valore.

Queste parafrasi dovrebbero aiutare le persone dotate di scarsa comprensione del testo ma dalle capacità logiche intatte***. Per tutti gli altri, è il caso di proseguire con il secondo capitolo della guida.

Non ha detto che i giovani italiani sono “choosy”.

Fine del secondo capitolo.

Si può discutere di quello che invece la Fornero ha detto veramente? Sì. Se ne può discutere con l’autoscatto del foglietto di carta dove c’è scritto che ti sei laureato in filosofia e adesso scrivi gratis per l’Huffington Post e quindi choosy ‘sta ceppa? No. C’è un limite al numero di volte per le quali sei disposto a scrivere la parola “choosy” prima di interromp

——–

* Sì, “giovane” a 29 anni, va bene? Problemi?

** Stanno per arrivare settantadue diverse freddure di Spinoza su questa adorabile paroletta. Io vi ho avvisato, poi vedete voi quando è il momento giusto di cavarvi gli occhi.

*** Poche, direi.

(ESERCIZI DI LOGICA) Trapiantato a Milano in quasi giovane età, scrive tendenzialmente per dimenticare, cosa che gli riesce piuttosto bene. Soffre da molti anni di Sindrome di Ingegneria, diffusa ma poco conosciuta patologia psichiatrica che porta il soggetto a credere che qualunque interazione al mondo sia descrivibile con non più di quattro equazioni differenziali e a non capire perché abbia così pochi amici. Si lamenta di tutto.

13 Comments

  1. Trovo sterile consigliare a qualcuno di non essere qualcosa che non penso che sia.
    Se non penso che tu sia stupido, non ti dico che non devi fare lo stupido.
    Se non penso che tu sia intollerante, non ti dico che non devi essere intollerante.

    Se ti dico che non devi essere troppo schizzinoso nell’immetterti nel mondo del lavoro, è perché sto insinuando che tu, forse, lo sia.

    A me sembra lapalissiano.
    Forse i problemi di comprendonio sono più relativi al concetto di messaggio implicito/esplicito che alla lingua italiana in sé per sé.

  2. Mi sento presa per il culo. Non ho bisogno che mi si spieghi il discorso della Fornero.
    Allora.
    Dovreste uscire la testa dal culo.
    Vi siete offesi?
    Io non ho detto “avete la testa dentro il culo e non leggete ciò che milioni di italiani stanno dicendo”, eh. No.

    “cioè, io lo dicevo sempre ai miei studenti, prenda la prima, poi da dentro lei si guarda intorno. ”

    E infatti centinaia di laureati ti stanno dicendo che già lo fanno. che si ficcano la dignità sotto le scarpe e si abbassano a fare quello che capita.

    “Però abbiamo visto tutti laureati che stavano lì in attesa del posto ideale”

    Sì, infatti hai offeso tutti quelli che, con laurea e master, fanno dei lavoretti squallisi e mal pagati, in nero, senza alcun diritto tipo malattia, ferie, permessi, contratti e cose così.

    “non è così, nel mercato ti devi attivare, devi entrare, poi devi magari migliorare”

    Ma certo. E’ risaputo che chi lavora al call center dopo un annetto cresce e fa carriera nella stessa azienda; lo sanno tutti che tizia che lavora in nero come commessa non avrà MAI un contratto regolare in quel negozio, eccetera.

    “Non ha detto che i giovani italiani sono “choosy””

    Allora che bisogno c’era di dire che non “dovrebbero esserlo troppo?”

  3. L’analisi in sé è corretta.
    Quello che credo è che però i “giovani” (sigh) si siano stancati di essere bacchettati da un gruppetto di priviliegiati con il culo (il loro e quello della loro discendenza) parato dalla poltrona (su cui NON li hanno messi gli elettori).
    Prima sono bamboccioni, poi sono schizzinosi.
    Ok ok ok, non ha detto che sono schizzinosi, ha detto che non devono fare gli schizzinosi (perché, cara ministro, PERCHÉ usare una parola inglese quando esiste l’equivalente in italiano?), ma come è stato detto nel commento 2, dire che non devono fare gli schizzinosi implica dialetticamente che in realtà lo sono (se ti dico “quando scrivi un post non devi essere totalmente imbecille” ti senti offeso no?).

    Il punto non è l’offesa o no. Il punto è che la Fornero parte da un’analisi della realtà che non esiste. La gavetta l’abbiamo fatta tutti, nessuno esce dall’università e trova il lavoro ideale. Tutti ci adattiamo a contratti a progetto, a lavori in nero o sottopagati, a lavoretti per arrotondare mentre cerchiamo di farci le ossa – magari con un tirocinio GRATIS.
    Il problema non è essere esigenti all’inizio, il problema è nel secondo passo: quanto deve durare questa fase? Fino a che età è lecito “guardarsi attorno” dalla cabina di un call center?
    Il problema in Italia è che NON OFFRE POSSIBILITÀ, se poi è visto come normale studiare, specializzarsi, buttare soldi, tempo ed energie per finire con scaricare casse ad un supermercato, allora il problema non è dei “giovani d’oggi” ma di chi ha creato questo sistema assurdo, no?

  4. Secondo me le reazioni che ci sono state mostrano che i giovani sono tutto il contrario di quello che si insinua. Nessuno gli ha ribattuto che essere veramente schizzinosi vuol dire rifiutare gli stage gratuiti, il lavoro dipendente, l’idea che devi buttare la vita facendo un lavoro che ti fa schifo e ingrassa qualcun altro, pensando solo ed esclusivamente alla pagnotta, rinunciando alle tue passioni, a lasciare qualcosa anche per gli altri. Nessuno che abbia detto: al contrario, non siamo per niente choosy, ci accontentiamo di questa merda, di questa elemosina umiliante, invece che pensare a quello che ci piace, mettere su cooperative, andare in campagna, viaggiare, vivere senza orari, senza macchinoni in perenne coda o in cerca di parcheggio, senza mutui, o la sola speranza di mutui, a cui impiccare il proprio futuro, e senza un mucchio di altre cose che crediamo indispensabili comprare, mentre sono solo indispensabili da vendervi.

    Per cui, per piacere, quello che ha detto la Fornero, la portata dei suoi insulti e di quelli di questo post, la capiscono tutti. Quello che mi invece pare non colga nessuno è la forza che avrebbe osare anche solo pensare di andare oltre, osare molto di più del ‘posto ideale’, rifiutare di sacrificare la propria vita sull’altare della tanto squallida, quanto feroce ideologia iper-liberista della Fornero.

    Essere realisti, esigere l’impossibile, questo sarebbe veramente choosy, altro che le cazzate su Twitter.

  5. @Enrica: secondo me stava semplicemente dando un consiglio su un comportamento da evitare. Il messaggio implicito, secondo me, è al massimo che alcuni giovani sono così, cosa peraltro vera. Se poi vogliamo sentirci tutti offesi, non c’è problema.

    @Ancora?: con “abbiamo visto tutti i laureati che stavano lì in attesa del posto ideale” si riferiva evidentemente ad alcuni, e il consiglio a cambiare atteggiamento era per loro.

    @Selkis: più o meno tutto giusto, tranne “implica dialetticamente” che è proprio falso. Sul resto sono d’accordo, ma qui si discuteva proprio della presunta offesa, non del merito della questione.

    @Marco: invece io ho visto esattamente le reazioni che hai elencato, ovunque.

    • @Marco: invece io ho visto esattamente le reazioni che hai elencato, ovunque.

      Gradirei qualche esempio. Ma è più probabile che io non mi sia spiegato bene. I piagnistei del tipo: ‘quanto fa schifo questo mondo, troviamo solo lo stage gratuito, Fornero vergogna’ li ho letti anche io. Ma non è quello il mio punto. Invece non ho sentito praticamente nessuno dire: sì, sono choosy, ma nel senso che, piuttosto che questo lavoro e questo mondo di merda, vado a vivere in una comune di artisti in campagna e vivo di espedienti tanto quanto, ma facendo quello che mi piace. Ovviamente sto estremizzando, tra lo stage gratuito e la comune ci sono tante vie di mezzo: start-up, lavorare on line, andare all’estero, andare con le ONG in Africa. Ma io ho visto molto più minimalismo delle vie di mezzo, i giovani su Twitter a me sono sembrati incazzati più perché sognano il posto fisso da lavoratore dipenente salariato, vedendolo come il Bengodi, rispetto allo stage gratuito e ai lavori precari. E secondo me è un sognare veramente triste, soprattutto se il sognatore ha meno di 30 anni.

  6. Dici? Non saprei, se io sto a tavola e mia madre mi piazza davanti un piatto di qualcosa che non mi piace e mi dice “non fare la schizzinosa” io vedo implicita la critica al mio essere schizzinosa.

    Che poi la tua analisi sia corretta è fuori questione, ma se sei un personaggio pubblico e stai facendo un discorso su un tema così delicato DEVI pensare anche al significato percepito, non solo a quello letterale!
    Insomma, io non vedo l’offesa nelle parole usate, ma vedo l’offesa nella superficialità del modo in cui tratta il tema.

  7. Sì, però se, invece che dire “non fare la schizzinosa” a te tavola, tua madre dicesse “non bisogna essere troppo schizzinosi a tavola” mentre prendete un caffè nel pomeriggio in salotto, non credo che la prenderesti allo stesso modo.

  8. “vuoi venire a letto con me?” “veramente, preferirei di no”

    nonostante la lingua italiana mi assicuri che nella risposta c’é solo un’espressione di preferenza e non un netto rifiuto, scommetto che se cominciassi a spogliare la suddetta mi prenderei una condanna per violenza sessuale.

  9. Citazione a) “(la Fornero) Non ha detto che i giovani italiani sono “choosy”. (Aioros)

    Citazione b) “Però abbiamo visto tutti laureati che stavano lì in attesa del posto ideale”: tuttavia a ciascuno di noi è capitato di vedere persone che hanno conseguito un titolo di studio universitario aspettare invano un’offerta di lavoro aderente ai loro più arditi desideri.” (Fornero)

    La citazione (b) sostiene che l’atteggiamento “choosy” è talmente diffuso, che “tutti” l’abbiamo visto. Ossia sostiene che i giovani (laureati) italiani sono “choosy”. A parte che io atteggiamenti del genere non è che ne abbia visti molti, ma anzi ho sempre visto un sacco di studenti e laureati fare lavori pesanti e malpagati, la cosa mportante è che l’affermazione (b) smentisce l’affermazione (a).

    • Mah, non mi sembra. Io posso dire che “tutti abbiamo visto dei bambini bulli” e che “i bambini non devono essere bulli”, senza per questo implicare in nessun modo che “i bambini sono bulli”.

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