un blog canaglia

Le facce degli innocenti

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Seguo assai di rado la cronaca nera, e quando mi succede lo faccio con una certa distrazione: per dire, ci sono casi recenti, anche famosi, dei quali non ho mai saputo pressoché niente, al punto che di tanto in tanto devo farmeli riassumere da qualcuno; spesso più di una volta, suscitando una certa ilarità, giacché tendo inesorabilmente a dimenticare nomi, dinamiche, particolari.
Eppure qualche minuto fa, per caso, sono stato folgorato da una consapevolezza improvvisa: io conosco la faccia di Bossetti.
Voglio dire: ho preso coscienza del fatto che se qualcuno venisse da me -come in effetti mi è appena accaduto- e per qualche ragione imponderabile, magari all’interno di un discorso che non c’entra niente, pronunciasse quel nome, io lo assocerei immediatamente, e automaticamente, alle fattezze che gli corrispondono.
Ebbene, debbo dedurre che nelle ultime settimane l’esposizione mediatica di questo tizio sia stata gigantesca, se è riuscita a imprimere il suo volto perfino nella mente di uno come me, che del caso Yara non ho mai letto una riga.
Infatti, riflettendoci, ricordo distintamente di aver visto da qualche parte (forse in tv) l’immagine di Bossetti in manette, anche se non mi sovviene né quando, né dove; e poi ricordo foto, tante foto: foto di fronte, di profilo, a figura intera, primi piani e immagini sgranate catturate da un obiettivo lontano.
E ho come la sensazione che la parte incontrollabile del mio sistema nervoso, mio malgrado, abbia già piazzato quelle immagini nella casellina che si intitola “colpevole”, o “assassino”, o “mostro”; mio malgrado, dico, perché razionalmente di Bossetti non penso un bel niente: eppure sono sicuro che se dovessi incontrare un tizio con le sue sembianze di notte, in un posto isolato, sarei istintivamente percorso da un brivido di paura.
Questo, onestamente, non mi piace.
Anzi, per dirla tutta, mi atterrisce: perché mi rendo conto di aver maturato una sorta di pregiudizio automatico nei confronti di un tizio che non conosco, senza aver letto neppure una riga su quanto gli viene attribuito.
L’esposizione mediatica di Bossetti, dicevo, dev’essere stata enorme, per aver piantato quello sgradevole chiodo nella testa mia e di chissà quanti altri.
Ora, il punto è che un’esposizione mediatica enorme in relazione a un caso di omicidio finisce per diventare “orientata” in sé e per sé, anche se viene presentata nel modo più “neutro” possibile: voglio dire, basta mostrare quella faccia a ripetizione, a prescindere da quello che si scrive nei titoli, nelle didascalie e negli articoli, per ottenere l’effetto; un effetto duro a morire in quanto inconsapevole, profondo, subliminale.
Io credo che questo, al di là degli agghiaccianti effetti collaterali che pure produce, sia semplicemente ingiusto.
A prescindere dal fatto che Bossetti, se e quando succederà, venga assolto o condannato; a prescindere dalla vittima e dai suoi familiari, dal rispetto che si deve loro e che nessuno mette in discussione.
E’ ingiusto, e tanto basta.
Quindi, a malincuore e per quello che vale detto da me, credo sia necessario ripeterlo, ché in uno stato di diritto la questione è cruciale: oggi Bossetti è innocente.
E tale resterà finché un tribunale della Repubblica non l’avrà dichiarato colpevole.
Mi piacerebbe tanto che fino a quel momento, per lui e per tutti gli altri come lui, nessuno mi incasinasse il cervello ficcandoci dentro per forza immagini che neppure ho mai richiesto.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

20 Comments

  1. Vero, Bossetti è infatti paragonabile quanto a popolarità alla Franzoni, essendo stati entrambe – Bossetti è ora nel pieno del vortice – al centro dei media per anni. Se vespa potesse, farebbe un plastico anche stavolta. Capita, quando i personaggi riassumono in sé alcune caratteristiche, per esempio innocenza, bellezza, ruoli che in quel momento sono al centro di qualche discussione nazionale, mamme degeneri o maschi violenti eccetera, e questi due casi riassumono in sé un bel po’ di accezioni. Se a questo aggiungiamo che all’italiano piace da matti sparlare, giudicare, indignarsi, spacciare sentimenti e avere uno straccio di argomento fuori dal calcio ecco che i media gli servono il piatto giusto e lo pompano a arte.

    Ecco un pezzo piuttosto illuminante e notevole, di uno che attacca malamente chi ci marcia sopra.

    http://bagniproeliator.it/perdonaci-yara-anzi-no/

    • sono interessato a sentire la risposta di Capriccioli, ma dovresti almeno premettere un distinguo sui ruoli: un politico (e a maggior ragione se di spicco) dovrebbe dimettersi anche per motivi diversi dalla stretta illegalità di un comportamento

    • mi pare un caso un filino diverso, per almeno due motivi
      1-alcune esponenti della ‘vita privata’ di Berlusconi, quantomeno di quella serale, le abbiamo dovute stipendiare con soldi pubblici.
      2-proprio quando scoppiò il Rubygate stava per essere presentato (ritirato subito, per decenza) il ddl Carfagna che puniva i clienti delle prostitute. Lui sì, anche in sedi istituzionali, il popolo no. Mancava solo la reintroduzione dello ius primae noctis e la presa per il culo sarebbe stata totale.

  2. A me invece, stranamente, càpita il contrario. Più sono mediaticamente esposti (mi vengono inmente Bossetti, Stasi, Sollecito), con un numero di dettagli di vita privata che non c’entrano un tubo con il delitto commesso inversamente proporzionale alle prove che abbiano effettivamente commesso il delitto (prove, non indizi) più mi viene di fare il tifo per loro. Perché, appunto, non sono colpevoli finché la magistratura non l’abbia accertato.

  3. Ma con un DNA comprovato c’è poco da appellarsi all’innocenza finchè sentenza non lo separi. A me pare che nei casi di omicidio ci sia molta, forse troppa retorica anche in uno stato di diritto.

    Franzoni era colpevole? Si lo era e questo a prescindere dalla voluta esposizione mediatica.

    Stasi lo sarà? SI lo sarà. (e intanto sono spariti alcuni fascicoli con foto dalla procura di Vigevano…che strano)

    Bossetti? Si a meno che non spieghi cosa ci facesse il suo dna (sangue per l’appunto) sulle mutandine della bambina.

    Piuttosto l’indignazione dovrebbe riguardare le condanne. Ridicole al punto giusto.

      • In molti casi è proprio una seccatura. Pensi ai costi.

        Guardi quanti soldi spesi per fare il processo a Stati e spesi per gli ex esperti della procura di Vigevano. E potrebbe anche uscirne pulito.

        • Ma l’idea che Stasi (immagino volessi dire Stasi) ne esca innocente perchè è innocente, non ti sfiora?

          Ora spiegami per quale motivo secondo te è colpevole, perchè lo dice Studio Aperto?

    • guardi, senza ironizzare provo a risponderle. Il DNA è una prova decisamente interessante, _ma_ non può essere l’unica. A lei piacerebbe che un giorno arrivassero i carabinieri a prenderla a casa, poi processo e carcere a vita perchè qualcuno ha scambiato (volontariamente o no) una provetta? O hanno contaminato la scena del delitto.

      Un processo è altra cosa. Per convincere un giudice della colpevolezza il quadro probatorio dev’essere completo, chiaro, se avessero trovato il dna di un altro non avrebbero manco scomodato Bossetti, ma sei fossi un magistrato avrei qualche difficoltà a rovinare la vita a un uomo esclusivamente per un materiale organico non si capisce proveniente da dove su un cadavere in decomposizione.
      I giornalisti, evidentemente, non hanno questa delicatezza.

      • Lei ha ragione. Ma in questo caso non si tratta di saliva o pelle ma di sangue.

        Prelevare del sangue ad un individuo per inquinare/falsificare delle prove non è così facile
        provi ad immaginare la situazione dove il Bossetti potrebbe aver perso sangue e provi ad immaginarsi qualcuno che entra nel suo “privato” per rubargli un campione dovuto magari ad una emorragia nasale o un taglio o qualsiasi altra evidente situazione prestata al piano criminoso di un fantomatico sconosciuto.
        Io faccio molta fatica ad immaginarmelo e faccio fatica fosse accaduto essermelo dimenticato così velocemente evitando di fornire prove sicure agli inquirenti.

        Bossetti al netto dell’innocenza non è mica detto che sia lui l’esecutore materiale ma quelle tracce di sangue sulle mutandine della bambina ci sono finite per sbaglio? Ci pensi.

        • “Bossetti al netto dell’innocenza non è mica detto che sia lui l’esecutore materiale ma quelle tracce di sangue sulle mutandine della bambina ci sono finite per sbaglio? Ci pensi.”

          Chiaro, non penso che la Spectre abbia voluto incriminare lo sconosciuto Bossetti nell’ottica di un piano per il dominio del mondo. Però il principio rimane. Senza arma, movente, riscontri etc, si tratta di un pezzo di materiale organico (se non sbaglio non è nemmeno certo sia sangue) trovato su una vittima. Un po’ poco per gridare all’assassino, più che abbastanza per scannerizzargli la vita ed eseguire indagini molto approfondite.
          Quello che non quadra, come da senso dell’articolo, è la stampa, non la polizia.

          • Mi perdoni ma lei non ha risposto alla mia domanda:

            quelle tracce di sangue sulle mutandine della bambina ci sono finite per sbaglio?

            E la risposta arriva ancora prima di porsi quesiti sulla deontologia professionale impressa in un foglio di carta.

          • le ho risposto invece. Potrebbero. Ammesso che fossero quelle di Bossetti. A anche se fossero state le sue, non provano un omicidio senza nient’altro in mano. Grave indizio di colpevolezza, chiaro, ma non sentenza.

  4. Per Alphadog: hai le mutandine in mano? Sei uno degli investigatori e analisti che le ha in mano? No, eh? Che dici, aspettiamo il processo e tutto oppure tiriamo su una forca che si fa prima?

    • Non ti è consentito deviare su di una informazione che è pubblica e di utilizzare quindi della bieca retorica: spiegata dalla Procura ogni volta che c’è stata una precisazione e specificata dal giudice del riesame che ha proibito al Bossetti la scarcerazione preventiva.

      Per cui cosa verrsti sostenere che quelle tracce di DNA non siano le sue? Nonostante tre esami distinti in tre laboratori differenti? Si, davvero?

      • Non ti è consentito fare il processo. Io, semplicemente, non devo sostenere niente, lo si farà al processo. Sono disposto a parlare di tutto, sul perché qualcuno ammazza una tredicenne, su come sono state condotte le immagini e su come trattano la cosa i media, quello sì, te compreso.

          • Ti ho già risposto: non ho risposte, per quello poi si fanno i processi, per vedere se quelle risposte esistono. Quelli sostengono che il dna è di Bossetti? Se al processo sarà considerata una verità è ovvio che non se ne esce, è colpevole, ma lo dirà il processo.

          • Togliamo l’alibi: non è che lo sostengono loro, perchè oggi piove e mi piace non usare l’ombrello.

            Quella è Regina in concorso di prove non è un dettaglio del sentito dire, ed è regina nel merito di tre prove effettuate in tre laboratori diversi. Stabilito che il Bossetti è innocente (ed è come scoprire l’acqua calda fino al terzo grado) è lo stesso Bossetti a doverne rendere conto. Stante la situazione mi pare che sia più retorico sostenerne l’innocenza altrimenti verrebbe a meno anche e soprattutto il capo di accusa: accusa di cosa? Di fluidi corporei personali sulle mutandine? Ma, perchè tu non hai fluidi corporei di altri nelle tue intimità?

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