un blog canaglia

Le conseguenze dell’amore

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Il matrimonio è fra un uomo e una donna. Gli Stati laici vogliono giustificare le unioni civili per regolare diverse situazioni di convivenza, spinti dall’esigenza di regolare aspetti economici fra le persone, come ad esempio assicurare l’assistenza sanitaria.

Ora qualcuno dirà: la risposta di Francesco I a De Bortoli, in un modo o nell’altro, è un’apertura. E vediamo di capirci: fosse così, sarei il primo a rallegrarmene.
Credo, tuttavia, che l’asino caschi proprio qua: nel tentativo di ridurre la faccenda all’esigenza di “giustificare” l’esistente e di “regolare” gli aspetti economici relativi a “diverse situazioni di convivenza”, come se si trattasse di un problema meramente catastale, fiscale o tuttalpiù amministrativo.
Mentre il cuore della questione, evidentemente, sta nel fatto che i rapporti economici sono soltanto le conseguenze di una causa che rimane tuttora scandalosa: l’amore.
E’ proprio su questo, a ben guardare, che ci dividiamo: sul contemplare o non contemplare la possibilità che tra due uomini o tra due donne possa sussistere un autentico rapporto d’amore, prima ancora degli effetti burocratici che esso produce.
Il resto, come al solito, viene da sé: il concetto di “matrimonio”, inteso nel senso di “famiglia”, considerato esclusivo appannaggio delle coppie etero in nome dell’assioma secondo il quale soltanto un uomo e una donna possono amarsi davvero; e poi, a cascata, la possibilità di procreare o di adottare, negata in ragione del fatto che ai figli occorre assicurare un ambiente “amorevole”, cosa che per due persone dello stesso sesso è considerata impossibile.
Oggi mi pare questa, la linea che divide i due fronti: o forse, in realtà, lo è sempre stata, e la progressiva convergenza sull’opportunità di dare una disciplina giuridica alle unioni civili l’ha semplicemente svelata.
Al di là di tutto, perfino delle eventuali “aperture” di Bergoglio, mi pare ancora una distanza siderale.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

12 Comments

  1. No dai, l’amore no.
    Nulla mi vieta di amare una gallina se lo voglio, mentre mi è proprio vietato sposarmela.
    Quindi è proprio corretto parlare in termini di diritti contratti e cose aride.

  2. spunto interessante. vero è che vi sono infinite gradazioni del male . a fronte del consigliere comunale di Trento che chiede al Comune di inquisire con gli assistenti sociali tutte le coppie omogenitoriali per levargli i figli , il sig Bergoglio sembra Che Guevara. Ma è il prodotto a essere cattivo , al di là della buona o mala fede e sinanche del grado di accettazione della realtà e di fiducia nella autodeterminazione dell ‘ uomo di chi lo vende.

  3. Beh, io direi di vedere intanto di portare a casa una serie di diritti amministrativi, poi con quelli in tasca dare battaglia sulla questione affettiva.
    Per come siamo messi in Italia, puntare subito alla questione affettiva (con il corredo di richieste tipo matrimonio gay, che fa drizzare i peli a una fetta consistente di Italiani, piaccia o no) rischia di non far portare niente a casa.

    • La pensavo così anche io, poi ho riflettuto: accettare un passaggio interlocutorio credo che vorrebbe dire creare due strade separate e divergenti tra lo status di sposato etero e sposato gay. Un pò come l’accogliere le risibili istanze femministe ha fatto in modo che, ad oggi, nell’anno 2014, si possa concepire una legge elettorale che preveda la parità numerica di genere. O anche come avallare il commercio equo-solidale: ne salvi uno e la coscienza è a posto per gli altri due miliardi che muoiono di fame. Già me li sento, se per caso passasse una prima revisione in senso di accoglienza di diritti dei gay, alla successiva richiesta, i trogloditi che dicono: “gli avemo pure fatto la legge pe’ loro, mò che artro vonno?”. Non so se mi spiego. Certo è dura immaginare che sia accettata una parità assoluta in un colpo solo, ma credo sia l’unica via, che passa, appunto, per quello che diceva Alessandro, cioè un rispetto VERO delle altrui scelte. Saluti.

      • Il punto è che non è così semplice. Perché il matrimonio *è*, storicamente, una istituzione etero: il fatto che estenderne il significato alle unioni tra persone dello stesso sesso sia meglio rispetto a creare per quelle unioni un istituto ad hoc è del tutto opinabile.

        • “Il punto è che non è così semplice. Perché lo status di “uomo libero” *è*, storicamente, uno status dell’uomo bianco: il fatto che estenderne il significato a tutti gli esseri umani… ”

          Eccetera eccetera. Pensaci.

  4. Quando mai le leggi dovrebbero ficcare il naso in una cosa privata come l’amore? Speriamo non succeda mai.

  5. Le leggi pontificano da sempre sull’amore, costringendo la coppia a passare sotto migliaia di forche caudine.
    Tutta la società è organizzata in modo da porre infiniti ostacoli a due che vogliano amarsi godendo di eguali vicendevoli diritti.

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