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Le Appassionanti Avventure di Zio Herzog

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1974.

A Parigi, Lotte Eisner ha un infarto che la colpisce molto duramente, costringendola a ricoverarsi d’urgenza.

Ha poche speranze di riprendersi, e se ne sta nel suo letto d’ospedale un po’ triste.

Sì, ok, ma chi è questa, e cosa ce ne frega?

Lotte Eisner è una grandissima donna, una critica cinematografica, una poetessa e scrittrice, che ha sempre difeso il cinema sin dai suoi albori: ad esempio si batte contro la censura tedesca che vieta la proiezione de Il testamento del Dottor Mabuse di Lang nel 1937. Ancora prima, difende il diritto d’espressione quando i nazisti bloccano l’accesso al cinema in cui si proietta La Corazzata Potemkin. Anni dopo, il ragionier Fantozzi avrà una potentissima opinione in merito.

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“GRAZIE, LOTTE EISNER!!”

Finisce poi in un campo di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale, in quanto ebrea, ma riesce a fuggire, iscrivendosi successivamente all’Università di Montpellier per sviare i sospetti.

La Eisner diventa quindi un punto di riferimento per molti registi tedeschi, come Fassbinder e Wim Wenders, che le dedica addirittura due film.

Torniamo al 1974: zio Herzog in quello stesso anno ha dedicato a L. E. L’enigma di Kaspar Hauser (non è propriamente un film che normalmente si dedicherebbe a una signora, ma questa è Lotte Eisner, mica una qualunque.  E poi che fai, ti fai battere da Wim Wenders? No, eh).

Mentre si occupa delle sue cose matte (probabilmente sta cercando qualche altro emarginato della società al quale far girare un film), apprende che la Eisner è lì in territorio francese che lotta contro la morte.

Non fa le valigie, non si preoccupa di prendere il biglietto di un treno, o di un aereo, non prende né biciclette o monopattini, ma esce di casa e, il 23 novembre 1974, da Monaco di Baviera, inizia a camminare verso Parigi.

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“Svolta a destra e imbocca Hirschgartenallee. Svolta a sinistra. Svolta a destra. Svolta a sinitra. Svolta a destra. Svolta a sinistra. Svolta a destra.” (sic google maps, dopo che mi sono chiesta quanti chilometri fossero-774 per la cronaca)

 

 

Il 14 dicembre Herzog è al capezzale dell’amica, le porta fiori, cioccolatini e abbracci.

Lotte: Werner! Come mai sei qui, non hai un film da girare?

Werner: No, volevo assicurarmi che stessi bene.

L: Beh, ora sono fuori pericolo, però in realtà ho rischiato grosso.

W: Lo so, per questo sono venuto a piedi.

L: Eh?

W: Eh, che cosa avrei dovuto fare? Stavi morendo, ho deciso che avrei camminato da Monaco di Baviera fino a Parigi per far sì che stessi meglio.

L: Ma sei matto??? Fa freddo, cazzo!

W: Lo so, lo so, lo so. Ma io ti voglio bene.

L: …pure io.

Lotte Eisner muore a novembre. Però del 1983. Ce l’hai fatta, Werner.

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Lotte e Wernerone sulla spiaggia in cui zio H. ha girato “Nosferatu, il Principe della Notte”. Tutto è bene quel che finisce bene.

Quel matto di zio Herzog raccoglie tutte le disavventure della passeggiatina invernale in “Sentieri nel ghiaccio”, che ancora non ho sul comodino ma che devo assolutamente procurarmi, perché probabilmente ci saranno mille altri aneddoti bellissimi, tipo lui che si lamenta di cose tipo “Oh, ma a questa non je poteva piglia’ un infarto a luglio?”

 

JJ

Nasce a Frascati nell’85. Vive, mangia e dorme a Roma. Ha una casa tutta sua. Ascolta la musica, specialmente le canzoni, e guarda molto cinema. Possiede una laurea in lettere di sua proprietà e ha scritto una tesi su Herzog, il quale ha dovuto farsela cancellare con un doloroso e dispendioso metodo laser. "Remember: there are no stupid questions, just stupid people." (Herbert Garrison, South Park)

3 Comments

  1. Zio Herzog sembra avere più di un pellegrinaggio a piedi, nella sua biografia. Nei momenti importanti non si fida dei mezzi di trasporto, né privati né pubblici…

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