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Le Appassionanti Avventure di Zio Herzog

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Herz aus Glas, in Italia Cuore di vetro, è un film del 1976.

Non è che abbia niente di particolare, cioè, parla di una fabbrica in cui si soffia il vetro, un uomo che vuole carpirne i segreti (uno in particolare) e la sua ossessione a riguardo.

Ispirato a una storia vera, c’è anche una componente esoterica in mezzo: un pastore che ha il dono della chiaroveggenza.

Ok, dunque?

Niente, solo che W. H. aveva visto un film, poco prima, che si chiama Les Maîtres Fou (I Maestri Folli). In questo film, alcune tribù ghanesi, sotto l’effetto di alcune droghe (senza dubbio roba buona) inscenano alcune “recite”, per così dire: nello specifico, l’arrivo del governatore coloniale inglese e il suo entourage.

A zio H. si illuminano gli occhi: droghe? Forte.

Solo che drogare l’intero cast avrebbe quantomeno comportato dei rischi (probabilmente anche a livello legale), quindi ci voleva un’altra idea.

Che fare? Veri drogati? Rischio overdose su set o fughe stile Amore Tossico.

"MA VOI UN VENTINO...O UN CINQUANTINO??" "A signo', io c'ho ventimila lire.."
“MA VOI UN VENTINO…O UN CINQUANTINO??”
“A signo’, io c’ho ventimila lire..”

Sonnambuli? Disagi legati a gente che cammina vicino ai precipizi.

Allora perché non l’ipnosi?

La troupe di Herzog si guarda nervosamente. “Ragazzi, ci risiamo.”

In pochi giorni H. pubblica un annuncio in cui chiama candidati per quello che chiama “un esperimento sull’ipnosi”: in realtà è una vera ficata. Quando finalmente seleziona 35 “attori” sui 500 che si erano presentati, il film può iniziare. Herzog dirà che dirigeva gli interpreti dicendo frasi del tipo “Vedi il tuo compagno, ma guardi attraverso di lui come attraverso una finestra” o “Ti muovi quasi al rallentatore perché l’intera stanza è piena d’acqua”.

Che poi, in mezzo a questa volontà di rendere l’idea di un mondo in cui l’unico veramente lucido è il protagonista, il chiaroveggente (infatti era l’unico a non essere sotto l’effetto di ipnosi), ci stavano anche gli scherzoni: far provare caldissimo a uno, senza che ci fosse la minima fonte di calore, fino a farlo sudare; e scherzare due tizi che parlavano con un interlocutore immaginario.

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“Dai, a questo facciamo credere che è morta tutta la sua famiglia!”

Ma la domanda che tutti si fanno è: era zio H. a ipnotizzare gli attori? Beh, sì.

In realtà all’inizio, per le prove, aveva ingaggiato un ipnotizzatore professionista, subito cacciato a pedate, poiché, per dirla con le esatte parole di W., “Era un viscidone New Age, convinto che l’ipnosi fosse un’aura cosmica che solo lui, con i suoi poteri, poteva trasmettere a dei medium dotati.”

Magari era lui, che ne sai.
Magari era lui, che ne sai.

 

Quindi tanti saluti al viscidone New Age -ci pensa Werner, che arriva, durante le riprese, a parlare al cast con due toni di voce diversi.

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Perkins, non sei nessuno.

A parte l’attore protagonista, zio W. decide di non ipnotizzare nemmeno i lavoratori della vetreria, perché si rende conto che non era furbo far lavorare in uno stato di trance gente che maneggia vetro liquido a temperature oscene: 1100° circa.

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Roba che qui era appena tiepido.

Trivia inquietanti sugli attori ipnotizzati: Herzog gli descrive un luogo, e dice che lì c’è un’iscrizione. “Leggimi quello che vedi”, aggiunge.

Prima risposta (stalliere di Monaco): “Perché non possiamo bere la luna? Perché non c’è un recipiente che possa contenerla?”

Seconda risposta (studente di legge): “Cara mamma, sto bene, è tutto a posto. Adesso sto pensando al futuro. Baci e abbracci, tuo figlio.”

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Altre idee folli che tutti ci rammarichiamo non siano state attuate: W. H. voleva far scegliere agli spettatori se guardarsi il film anche loro sotto ipnosi.

"No, zi', 'sto film te lo devi vede' da fatto!!!"
“No, zi’, ‘sto film te lo devi vede’ da fatto!!!”

Avrebbe dovuto esserci un filmatino di lui che guarda in camera e dice “Chi vuole, può seguire le mie istruzioni, chi è contrario all’ipnosi, pregasi distogliere lo sguardo.” e poi via col pendolo. Alla fine, sarebbe stato sempre lui a svegliare dolcemente l’audience. Decise successivamente di evitare perché magari che ne sai: ti capita quello che poi stermina la razza umana.

 

 

JJ

Nasce a Frascati nell’85. Vive, mangia e dorme a Roma. Ha una casa tutta sua. Ascolta la musica, specialmente le canzoni, e guarda molto cinema. Possiede una laurea in lettere di sua proprietà e ha scritto una tesi su Herzog, il quale ha dovuto farsela cancellare con un doloroso e dispendioso metodo laser. "Remember: there are no stupid questions, just stupid people." (Herbert Garrison, South Park)

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