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Le appassionanti avventure di Zio Herzog

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Buon compleanno W.H.!

Eccezionalmente, solo per oggi, le avventure del supereroe della Baviera arrivano di venerdì, poiché oggi zio Werner compie ben 72 anni.

Ed è un episodio parecchio romantico quello che sto per raccontarvi.

Nel 1967 H. si sposa con la sua prima moglie, Martje Grohmann. Chi è Martje Grohmann? All’epoca, probabilmente, la ragazza più fortunata del mondo.

Comunque sappiamo che ha lavorato come assistente di produzione su Aguirre e che ha interpretato Mina in Nosferatu.

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E adesso è questa simpatica signora.

Ma non perdiamo il filo.

Herzog, dunque, vuole sposare Martje, con la quale, probabilmente, è già un po’ fidanzatello. Magari il padre di lei lo incalza pure, o magari si oppone al fidanzamento perché “quello spiantato gioca a fare il regista”. Infatti, nel 1967 W. H. ha appena realizzato il suo primo cortometraggio, Segni di vita, che poi nel ’68, mentre i nostri genitori tiravano i sampietrini alle guardie e davano fuoco ai banchi, vince l’Orso d’Argento al Festival di Berlino.

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“Vorrei dedicare questa vittoria a tutti i suoceri del mondo”

Ma torniamo indietro. Il giovane Werner è immensamente attratto da questa giovane donna, e vuole farne la sua compagna di vita. E’ a lei e a suo figlio Rudolph che penserà mentre si trova le tarantole nelle scarpe quando cerca di girare Fitzcarraldo.

Una proposta di matrimonio, tutto sommato, può essere molto banale: puoi comprare un anello, o puoi anche non comprarlo, inginocchiarti e chiedere alla tua dolce metà di legarsi a te tramite contratto. Eventualmente, ci si può anche non inginocchiare. Insomma, tutto molto semplice.

Anche la proposta di matrimonio di W. H. è stata abbastanza semplice, se non fosse per il fatto che, per chiedere a Martje di sposarlo, s’è fatto (rigorosamente a piedi) circa 1.000 km: roba che adesso, quelli percorsi per Lotte Eisner non sono niente, eh?

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“A pezzo de fango!”

Da dove parte? Boh.

Sappiamo solo che in questi tantissimi chilometri, attraversa le Alpi,

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Annibale is proud of you, son.

arriva da Martje e le chiede “Willst du Mich Heiraten?” (“Vuoi sposarmi” in tedesco, secondo Google Traduttore).

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E anche secondo Google Immagini.

Dunque.

A W. H. viene naturalmente chiesto “Perché lo hai fatto? Perché hai camminato per tutti quei chilometri?”

Le risposte sono due: la prima riguarda la terminologia.

“Non ho camminato – precisa zio W. – ho viaggiato a piedi. Camminare è un’altra cosa.”

Spocchiosetto. Poi continua:

“L’ho fatto perché avevo qualcosa di importante da chiedere. Ci sono alcune cose che un uomo deve fare almeno una volta nella vita, se vuole definirsi tale.”

Riflessioni: io l’avrei sposato pure se me lo avesse chiesto arrivando in taxi.

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“Maschio, dammempo’ ‘na mano a chiamallo che nun so fischia’.”

 

 

 

JJ

Nasce a Frascati nell’85. Vive, mangia e dorme a Roma. Ha una casa tutta sua. Ascolta la musica, specialmente le canzoni, e guarda molto cinema. Possiede una laurea in lettere di sua proprietà e ha scritto una tesi su Herzog, il quale ha dovuto farsela cancellare con un doloroso e dispendioso metodo laser. "Remember: there are no stupid questions, just stupid people." (Herbert Garrison, South Park)

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