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Le Appassionanti Avventure di Zio Herzog

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Ragazzi!

Dopo una lunga attesa di (inserire numero) settimane, tornano gli aneddoti su zio Herzog/mio padre (cristo, se è uguale da giovane).

Chiedo venia ma ho dovuto cercare (inutilmente) lavoro, mettermi a dieta, leggere nuovi aneddoti e inventarmi una nuova rubrica (che uscirà di lunedì, consiglio di dare un’occhiata al primo post: http://libernazione.it/fauna-del-mezzo-pubblico/).

Detto questo, procediamo con le cose interessanti.

Ci troviamo ancora una volta sul set di Fitzcarraldo (come te sbagli), e oggi tocca girare la benedetta scena delle rapide, quella senza modellino, perché W. aveva sfanculato la 20th Century Fox che gli aveva chiesto di girare con la barchetta giocattolo del figlio.

Quindi non poteva tirarsi indietro.

Però c’è un problema: salire su quella nave, che solidissima non è, in balìa delle rapide, senza alcun tipo di garanzia che non si tornerà a riva con braccia o gambe rotte (ammesso che a riva ci si torni), è un rischio notevole.

Le maestranze di W., alla domanda “Allora, mi servono un paio di volontari”, fischiettano e si guardano le scarpe imbarazzati.

Werner mastica amaro.

Alla fine salgono sulla nave in tre: zio W., un operatore, e un improvvisamente coraggioso Kinski, che, se fino al giorno prima aveva strillato contro chiunque perché in quella fottuta giungla non c’era l’acqua calda, ora è impazzito completamente, e, animato da un senso di amore puro per W., gli dice queste testuali parole (solo che in tedesco): “Werner, se tu sali a bordo, vengo anche io. Se tu affondi, affondo anche io.”

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Werner lo guarda, per capire se ha in mente qualche piano diabolico. Ma considerato che K. usava il set di Fitzcarraldo per farsi delle foto in costume leopardato, ormai non lo stupisce più niente.

Allora, però che succede: che una volta appurato che sulla nave ci salgono in tre, c’è pure bisogno di uno che fa le riprese della nave dall’esterno. In contemporanea. Già, poiché la scena mica la puoi rigirare tre volte, vi ricordo di nuovo che la barca là in mezzo ce la buttano veramente. Quindi tocca fare tutto insieme.

L’eroico Thomas Mauch *, allora, si improvvisa Andromeda e si fa legare a uno scoglio per poter filmare meglio la nave sulle rapide.

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Non è chiaro di chi sia stata l’idea, ma posso supporre non sua.

Ad ogni modo, la scena viene girata, con tutti i guai che ne conseguono (l’operatore ci rimette quasi due dita, Kinski si pente tantissimo e si lamenta mega, sono tutti esausti).

Buona la prima, tutti all’accampamento, buonanotte, non tirare le coperte, chi mi ha fatto il sacco nel letto? E’ tuo questo scorpione? ecc. ecc.

Il giorno dopo, Werner si sveglia di buon’ora, contento che si sia conclusa una delle scene più rognose del film. Cerca Mauch per abbracciarlo e ubriacarsi di roba indigena appiccicosa, ma Mauch non si trova.

Panico nell’accampamento: l’hanno rapito gli indigeni, è stato trascinato nella giungla dai gorilla, è scappato coi soldi.

A un certo punto, a zio H. viene un’illuminazione: “Rega’, ma ieri qualcuno l’ha slegato dallo scoglio?”

Thomas Mauch era ancora lì. Visibilmente irritato, ma per fortuna vivo.

Herzog, raccontanto questo episodio, ridacchia “Sono passati trent’anni. Credo che ormai mi abbia perdonato.”

Io ho una teoria alternativa: è stato Mauch che, nel 2006, ha sparato a Herzog sulla terrazza a Los Angeles (aneddoto di riferimento qui: http://libernazione.it/le-appassionanti-avventure-di-zio-herzog-5/)

Thomas-Mauch
“Don’t EVER fuck with me.”

 

* direttore della fotografia dei filmetti di zio H.

 

 

JJ (ancora dispiaciuta per essere mancata)

Nasce a Frascati nell’85. Vive, mangia e dorme a Roma. Ha una casa tutta sua. Ascolta la musica, specialmente le canzoni, e guarda molto cinema. Possiede una laurea in lettere di sua proprietà e ha scritto una tesi su Herzog, il quale ha dovuto farsela cancellare con un doloroso e dispendioso metodo laser. "Remember: there are no stupid questions, just stupid people." (Herbert Garrison, South Park)

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