un blog canaglia

“Lavorare sul serio”

in politica by

Caro Matteo Renzi, ieri, dopo aver ottenuto la fiducia al Senato, ci hai regalato questo tweet: «Ok il Senato, adesso la Camera. Poi si inizia a lavorare sul serio. Domani scuole, lavoratori, imprenditori, sindaci a Treviso #lavoltabuona».

Ora, Matteo, il tweet funzionava benissimo anche senza la parte sul “lavorare sul serio”. Vorrei quindi che tu mi spiegassi secondo quale criterio, secondo te, ottenere la fiducia alla Camera e al Senato non sarebbe “lavorare sul serio”.  Essendo tu Presidente del Consiglio dei Ministri, ottenere la fiducia del Parlamento fa proprio parte del tuo lavoro, anzi né è la prima condizione.

Certo, è ovvio che nella tua volontà di dare un’immagine fresca e smart, sminuire le attività parlamentari, con i loro riti, formalità e lungaggini, e presentarti come “l’uomo del fare” è un vero e proprio must.

Ti do però, in anteprima, una notiziola.

Caro Matteo, tu sei Presidente del Consiglio dei Ministri (non premier, non Primo Ministro, no!) e se puoi esserlo senza aver mai ottenuto un singolo voto in una elezione politica è proprio perché nel nostro sistema parlamentare il Governo viene votato dal Parlamento.

Tanto per essere chiari, Matteo, chi dice che il tuo Governo è illegittimo perché non votato dagli elettori è un analfabeta istituzionale. Altrettanto lo è, però, chi pensa che ottenere la fiducia del Parlamento sia una robetta, un passaggio formale che si frappone tra il Presidente e il “fare”.

Gli unici ad avere un mandato democratico popolare, nell’aula dove vi trovavate ieri, erano i senatori, tu no. Ciononostante, quando i senatori ed i deputati ti avranno dato la fiducia, magicamente arriverai a presiedere un Governo democratico.

Capisco che nella tua testa e in quella di tuoi tanti fan, la parola “Governo” suona più eccitante di “democratico” ma, in ogni caso, la tua legittimazione non deriva dal tuo consenso, non deriva dalla tua persona, dal tuo carisma, dalla tua smart e nemmeno dall’aver vinto le primarie di segretario del PD, alle quali ti hanno votato 1 milione e settecentomila persone, che non sono neanche un ventesimo del corpo elettorale.

La tua legittimazione a governare, caro Matteo, deriva solo dal voto di fiducia del Parlamento; tutto il resto è folclore. Ricordatelo, la prossima volta che avrai intenzione di sminuirlo, perché non starai sminuendo i singoli Razzi, Boccia, Scilipoti o Crimi, ma starai sminuendo tutti noi che il Parlamento – e non te – abbiamo votato.

Santé

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

8 Comments

  1. Inoltre il lavoro importante di un politico (non per sé stesso ma per i suoi “clienti” cioe’ noi) in effetti non dovrebbe essere ricevere la fiducia, arrivare al primo posto, etc. etc. Ma in effetti prendere decisioni su leggi e situazioni da rivedere, quindi l’utilizzo di “lavoro serio” a me sembra molto giusto in questo caso!
    Nota bene: Io non ho votato Renzi e non lo farei mai, quindi non sono di parte, però fare commenti di questo “rango”, Santé non è ne costruttivo ne intelligente…

    Non vale neanche la pena dilungarmi, e dato che il primo commento di Marco e’ sicuramente parallelo alla mia opinione lo copio:

    Un post sulla libera interpretazione di mezza riga di tweet. Seghe mentali.

  2. Mi piacerebbe che si scindesse Renzi – Presidente del Consiglio da Renzi – Segretario del Pd in campagna elettorale per le Europee/Amministrative. Il problema nasce quando si confondono i due piani.
    Da Presidente del Consiglio un tweet simile è inaccettabile, alla faccia del rispetto delle istituzioni.
    Da Segretario del Pd è opinabile.
    La comunicazione politica e la politica oramai sono talmente fuse in corpo unico che è difficile persino avere gli strumenti critici per riconoscerle e distinguerle.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from politica

La festa spenta

Oggi è il 25 aprile. Come sempre, ci sono manifestazioni e cortei
Go to Top