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Latakia, Ivy Mike e il Casus Belli

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 ” Accettando l’invito ad un incontro faccia a faccia che si terrà a breve, pubblico un altro contributo di

Arik il Rosso:

I cambiamenti fulminei delle condizioni geopolitiche di vaste aree del mondo hanno generato una instabilità negli equilibri geostrategici che si erano consolidati alla fine della “Guerra Fredda”, con la caduta dell’URSS ed il suo successivo salvataggio a suon di dollaroni!!! Tuttavia, in un mondo sempre più “globalizzato” e sempre più interconnesso, ove le condizioni di vita tendono ad un livellamento generale, i rapporti tra Stati cambiano repentinamente. In tal senso, si porti ad esempio come la querelle dell’annessione forzata della Crimea si sia rivelata controproducente all’ascesa della Russia, sia nei rapporti diplomatici e commerciali con l’UE, sia sul fronte dei mercati.

Il 14 luglio scorso a Vienna, USA, Cina, UE e Russia hanno sottoscritto un accordo con cui abolire le sanzioni all’Iran in cambio di una cessazione della ricerca nucleare a scopi militari: “Iran Deal”… Ovviamente Bibi, avendo pienamente ragione, non ha digerito affatto la cosa; sono ben note le intenzioni dell’Iran a riguardo dell’argomento!!! Washington si è rivelata troppo morbida, firmando un accordo ambiguo, che concede troppo spazio di manovra all’Iran per quanto concerne la ricerca nucleare per scopi civili, con sbocchi quasi certi nel campo militare al fine della creazione di un arsenale atomico.

In questa storia s’incunea perfettamente l’azione diplomatica israeliana, gestita con estrema maestria; frapponendosi tra l’unica superpotenza rimasta oggi, gli USA, fautori ad arte della recessione russa ( l’estrazione dell’Ural ha dei costi di gran lunga più elevati rispetto al WTI o allo Shale Oil americano, onde per cui se gli Usa immettono sul mercato cinque volte la domanda di petrolio, come hanno fatto, i prezzi a barile precipitano così in basso che i russi non riuscirebbero neanche a ripagarsi i costi di estrazione, come è successo) e la stessa Russia, ex superpotenza in campo militare ed economico, che non accetta di essere che un semplice elemento di disturbo nel panorama geopolitico mondiale, pur avendo un cospicuo magazzino di spent fuel da riprocessare e con cui ottenere plutonio a basso costo…

Indi per cui il generato “danno” nei confronti di Israele da parte degli USA, in quanto firmatari dell’Iran Deal, ha dato vita ad una compensazione nei confronti di IDF che si potrebbe esprimere sotto forma di elenco: nuovi F35, aerocisterne KC46 Pegasus, convertiplani V22 Osprey e ulteriori sistemi d’arma fin’ora mai esportati dagli Usa, vedi F22 Raptor.

Contemporaneamente, l’appoggio della Russia sotto forma di consulenza militare al governo laico siriano del presidente Assad, ha generato un ulteriore “danno” nei confronti di Gerusalemme; non ci si dimentichi che la Siria è ufficialmente in guerra con Israele, che la Russia è la nazione più vicina all’Iran del presidente Rouhani e che in Israele risiedano stabilmente diverse migliaia di cittadini russi con attività commerciali ben avviate… Siccome a casa mia chi “ Rompe” poi deve pagare e tenersi i cocci, i “ Danni” devono essere risarciti: da qui la decisione della Russia di “agire in Medio Oriente in maniera responsabile, per garantire la sicurezza dello Stato ebraico ed evitare di mettere in pericolo le forze russe dispiegate nella zona, in caso di interventi non necessari da parte delle forze di difesa israeliane”.

Dopo l’incontro con Putin, la delegazione israeliana composta da Bibi, dal comandante del Mossad e dal comandante delle IDF, non ha mancato di “Riferire con dovizia di dettagli all’amministrazione USA, perché i nostri legami con gli Stati Uniti sono di importanza straordinaria”… Come rifarsi l’intero arsenale “yankees” senza spendere un solo shekel e contemporaneamente sfruttare i “mugiki” come guardiani dei “vestaglioni”…

Come avevo anticipato in “Daesh, i Protocolli di Sion e l’arte di ingannare l’avversario”, ciò che è potrebbe non apparire e ciò che appare potrebbe non essere… Per quanto riguarda poi le B61-12 nel Palatinato, rimane un problema di virilità tra Goyim. Per me, adesso, è giunto il mese della meditazione e dell’ espiazione.

Arik il Rosso

4 Comments

  1. Scusate l’ignoranza, ma essendo carente nel lessico, non ho capito le ultime due righe : “Per quanto riguarda poi le B61-12 nel Palatinato, rimane un problema di virilità tra Goyim. Per me, adesso, è giunto il mese della meditazione e dell’ espiazione.”

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