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L’Apocalisse ludica di fine millennio

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Siamo stati tutti bambini negli anni ’90. Anche chi aveva 40 anni. E gli anni ’90 (come anche il decennio precedente) hanno sfornato alcuni fra i giocattoli più dannosi/inquietanti della storia. Alcuni ancora in voga, alcuni spariti, altri modificati e resi più adatti ai nostri tempi.

Popolari, di nicchia, super belli, pericolosi, di moda: vediamoli insieme, perché una traccia, più o meno, la hanno lasciata tutti.

Ogni due venerdì su Libernazione, “L’apocalisse ludica degli anni ’90”.

 

1. I PATTUMEROS

Viva gli istinti primordiali! Qualche perverso produttore di giocattoli si convinse, agli inizi degli anni ’90, che i bambini avrebbero adorato degli orribili mostri in plastica che uscivano da alcune buste della spazzatura formato mini. Insomma, si crescevano i bambini proprio come dei barboni. Si poteva arrivare all’agognato pupazzetto sciogliendo la bustina in semplice acqua, con la conseguenza che il lavandino alla fine dell’operazione avrebbe perso il suo colore naturale e si sarebbe tinto per sempre di marrone. Io ne avevo uno arancione col pelo grigio scuro (denotante dunque mala sanità anche grazie ai colori), presenza inquietante in casa finché mia madre non insistette perché me ne liberassi. Come biasimarla.

"I geni delle discariche"
“I geni delle discariche”

 

2. SKIFIDOL

Perverso. La deriva più inquietante era rappresentata da dei mostri, o alieni, o mutazioni di Chernobyl, il cui torace era costruito in gomma, che i bambini più deviati aprivano per estrarne le frattaglie (pezzi di plastica rossi bordeaux, verde marcio e beige), circondati da una sorta di muco gommoso ghiacciato, vero motivo per il quale i bambini compravano il gioco. In seguito, infatti, venne inventato un giocattolo apposito (vedi GAK, prossimamente).

 

3. SVEGLIARELLA

Nata chiaramente da un trip di acido degli ingegneri della Gig, la bambola constava di un meccanismo che la accomunava ad una sveglia, quindi i bambini si destavano al ridente suono della bambolina, che creava gravi traumi ai timpani. La pubblicità raccontava di un viaggio dalla stanzetta dei bambini fino al castello di Svegliarella, che imperterrita suonava la sveglia (non sapendo fare altro) vibrando come un Panasonic in tasca, seduta su un trono con tanto di corona e scettro e circondata da altre Svegliarelle (evidentemente di ceto inferiore).

cipollina
Non sono riuscita a trovare immagini di Svegliarella (ma vi giuro che esisteva), quindi beccatevi CIPOLLINA, della quale anche io ignoravo l’esistenza.

 

4. PALLINO, CALDO ORSETTINO

Giocattolo prettamente invernale. La genialità, secondo gli ingegneri, stava nel fatto che l’immonda creatura diventava calda se attaccata ad una spina, cosicché il bambino potesse dormire senza la paura dell’ipotermia. Era una sorta di forno miniaturizzato cucito dentro ad un orso dal pelo blu elettrico. Nella pubblicità si consigliava di staccare la spina al giocattolo prima di dormirci assieme (chiaramente la conseguenza di qualche morte tramite shock elettrico).

"Come at me, bro!"
“Come at me, bro!”

“Com’è caldo, sembra vero!”, diceva il bambino nella réclame. Andatelo a dire a lui.

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Clic sull’immagine per Dio Wikipedia

 

5. I POLLY POCKET

Uno dei giocattoli più pericolosi messi in commercio, viste le dimensioni e la mania che hanno tutti i bambini di ingoiare qualsiasi cosa che provochi soffocamento sicuro con estrema facilità. Erano mini-bamboline, il cui unico movimento possibile era quello di mettersi a 90°, con casette dalle forme più disparate e a tema, come il parrucchiere, la scuola, la casa della fatina, la sala delle torture, ecc. Le case, decappottabili per consentire alle bambine di raggiungere le postazioni, erano munite di almeno un paio di bamboline e di alcune rientranze nei pavimenti nelle quali incastrare la piattaformina costruita dagli ingegneri sotto i piedi dei personaggi. Il tutto, sfidando le più elementari leggi fisiche, tipo la gravità, o anche il fatto che se metti un letto su un piano rialzato senza nemmeno una ringhiera capace che non duri più di tanto in quella casa. Più avanti, visto il successo ottenuto, vennero aggiunti nuovi gadget (animali, tutù da ballerina intercambiabili, padelle, oggetti di uso quotidiano). Ne esistevano anche di mini, le casette erano cioè ancora più piccole (per i Polly Pocket meno facoltosi) e io ne avevo addirittura uno che era un portasapone da appendere alla vasca! Bestiale! In tempi recenti, gli ingegneri ci hanno riprovato, ma con dimensioni più umane (chiaramente in seguito a denunce per soffocamento) ma non hanno riscosso molto successo (probabilmente perché i bambini non riuscivano a ingerirli).

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JJ

Ps: si accettano suggerimenti, anche se attualmente la mia lista conta circa 175 giochetti.

Nasce a Frascati nell’85. Vive, mangia e dorme a Roma. Ha una casa tutta sua. Ascolta la musica, specialmente le canzoni, e guarda molto cinema. Possiede una laurea in lettere di sua proprietà e ha scritto una tesi su Herzog, il quale ha dovuto farsela cancellare con un doloroso e dispendioso metodo laser. "Remember: there are no stupid questions, just stupid people." (Herbert Garrison, South Park)

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