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the90s

L’apocalisse ludica di fine millennio

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I precedenti capitoli qui.

 

26. I CAVALIERI DELLO ZODIACO

I Cavalieri dello Zodiaco erano una serie di amici/nemici dai capelli lunghi, il sesso incerto, l’infanzia segnata e i poteri cosmici. I personaggi erano tantissimi, tanti quanto le “mosse speciali” di ognuno, le quali, per essere efficaci, andavano gridate a squarciagola (FULMINE DI PEGASUS et similia). I più importanti di tutti erano naturalmente i cavalieri protagonisti (con i nomi delle costellazioni: Cigno, Andromeda, Grande Carro), poi c’erano i Cavalieri d’oro (ognuno aveva il nome di un segno zodiacale, ed erano capeggiati da Paolo Fox) e infine le uniche donne* : Lady Isabel (capelli lillà ed espressione grave, lacrime agli occhi perenni) e Castalia (un’inquietante signora che girava con la maschera sempre in faccia, come Leatherface). I pupazzi erano complicatissimi da collezionare, perché ognuno aveva in dotazione un bustino con l’armatura sopra, i cui pezzi si disperdevano sistematicamente per casa e inceppavano l’aspirapolvere.

In più, nella pubblicità ti facevano vedere che stavano in piedi da soli, ma COL CAZZO che ci riuscivi, cadevano giù peggio di un paralitico senza la sedia a rotelle.

*a parte Andromeda. E ho nutrito seri dubbi anche su Crystal, lui e i suoi cigni

andr

27. LA PISTA POLISTIL

Appurato che tutti i bambini possiedono uno spirito agonistico pari a quello di Benji quando Holly gli segna un gol (con conseguente assenza da scuola per i successivi tre mesi, depressione acuta, meditazione in mezzo ai campi di calcio, soliloqui davanti ai passanti sconvolti), gli ingegneri della Gig (sospetto siano dietro ad ogni cosa) si inventarono una pista automobilistica da comporre, sulla quale correvano macchinine elettriche. Le più longeve si rompevano dopo una settimana, se prima il bambino non ci saltava sopra o non provocava un blackout facendoci cadere il succo di frutta.

Una particolarità: Le macchinine, essendo tutte mosse dallo stesso congegno elettrico, andavano tutte alla stessa velocità, ma nella pubblicità ti facevano credere che era possibile che qualcuno vincesse (i padri, sportivamente, fingevano sempre di perdere). Quando i bambini gareggiavano con gli altri bambini, il primo che si ricordava di dire “HO VINTO!” aveva effettivamente vinto.

28. I KOMBATTINI

I Kombattini erano nati dalla certezza degli ingegneri della Gig che i bambini sono attratti dalle cose ripugnanti e colorate che si combattono. Erano formiche con espressioni truci e mitragliatori in mano, dai colori sgargianti. La particolarità di questo giocattolo era che ogni kombattino aveva il culo (proprio così) coloratissimo e con dei brillantini al suo interno, e le varie chiappe potevano essere scambiate di kombattino in kombattino. Questo creava una distorta visione del corpo umano nel bambino, che dopo qualche giorno li gettava dalla finestra per vedere se il didietro serviva per attutire la caduta, o magari, chissà, era magico (tipica ingenuità del bambino).

Deviante
Deviante.

29. I CINQUE SAMURAI

I Cinque Samurai erano uno squallido tentativo attuato da qualche furbone di imitare i Cavalieri dello Zodiaco. Il risultato era lo stesso: c’era sempre quello efebico coi capelli biondi, il leader, quello riflessivo, quello che moriva sempre, i fratelli, ecc ecc. Però con i pupazzetti davano in regalo le fasce da vero samurai (?).

A volerla dire tutta, i cinque cretini erano davvero una spudorata copia dei Cavalieri, persino nelle armature, che avrebbero dovuto ricordare quelle di un samurai, ma somigliavano più a quelle dei cavalieri d’oro. Vergogna!

Samurai un corno
Samurai un corno

30. LE ARMI GIOCATTOLO

Di armi giocattolo ne esistevano di tutti i tipi e forme. Si andava dai fucili da cowboy col tappo rosso alle riproduzioni a grandezza naturale delle armi delle Tartarughe Ninja, passando per le fionde e persino i bazooka con le palline di gommapiuma. Il bambino, subito incitato dal padre a giocare gli indiani, finiva per infilare nell’occhio dell’amico una freccia con la ventosa, e allora veniva portato dallo psichiatra infantile.

Viso pallido, avrò tuo scalpo (e tuo occhio)
Viso pallido, avrò tuo scalpo (e tuo occhio)

 

JJ

Nasce a Frascati nell’85. Vive, mangia e dorme a Roma. Ha una casa tutta sua. Ascolta la musica, specialmente le canzoni, e guarda molto cinema. Possiede una laurea in lettere di sua proprietà e ha scritto una tesi su Herzog, il quale ha dovuto farsela cancellare con un doloroso e dispendioso metodo laser. "Remember: there are no stupid questions, just stupid people." (Herbert Garrison, South Park)

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