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L’Apocalisse ludica di fine millennio

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11. I TROLLS

Di troll ne esistono tanti. Ci sono quelli shakespeariani, ci sono quelli fiabeschi con le guance rosa, ci sono quelli di Harry Potter enormi e cattivi e quelli del Signore degli Anelli ancora più enormi e ancora più cattivi, ci sono quelli su internet. Ma solo gli ingegneri della Gig potevano inventarsi I TROLL GARBATI! Questi esserini dal sesso incerto (nello spazio fra una gamba e l’altra c’era solo quest’arcata vuota e liscia) erano ancora più inutili degli Exogini, in quanto non credo fossero nemmeno da collezione. Ad ogni buon conto, alcuni erano muniti di occhiali da sole trendy, ma tutti sfoggiavano pettinature alla moda (fosforescenti come i pannolini dei paciocchini, e quindi facilmente abbinabili in caso di esposizione sulla libreria).

I WILL KILL EVERYONE YOU LOVE
I WILL KILL EVERYONE YOU LOVE

12. I BIKER MICE (DA MARTE)

I Biker Mice (da Marte) erano tre topi giganti e futuristici (dopo le Tartarughe Ninja hanno mutato cani e porci), dai corpi antropomorfi e pieni di metallo addosso, il tutto esplicabile col fatto che venivano da Marte (?); ai più ricordavano invece i punkabbestia della stazione Ostiense. Giravano in moto (evidentemente su Marte anche i topi giganti possono prendere la patente A) e portavano nomi riecheggianti le atmosfere automobilistiche (Pistone, Turbo, Bollodellassicurazione). Avevano un’amica umana fregna, l’equivalente di April O’Neill, anche lei con i  capelli a paggetto bruni; questa però invece della giornalista faceva il meccanico, cosa altamente improbabile se avete visto l’avvenenza media dei meccanici femmine nel mondo. Come April con Michelangelo, anche lei se la intendeva con quello più simpatico del trio. Gli altri due erano efebici, uno era il leader della banda, con gli occhiali da sole, l’altro era quello più imbottito di metallo, solitario e fissato col combattimento (era quello più virile, quindi tutti i bambini volevano essere lui e avere il suo pupazzetto). I Biker Mice (da Marte) combattevano contro un nemico che era una scoria radioattiva (non sto scherzando).

Gioventù bruciata, portavano anche l'orecchino.
Gioventù bruciata, portavano anche l’orecchino.

13. LE SORELLINE DI BARBIE

Le sorelline di Barbie non potevano essere le figlie di Barbie, perché Ken era solo il suo fidanzato, niente figli se non sposati! (nonostante sono sicura che esistesse anche una “Barbie matrimonio”, probabilmente finito in divorzio a causa delle amiche zoccole di Barbie). In ogni caso vai a occuparti della prole quando sei un medico, un calciatore, una barista, una surfista e chi più ne ha più ne metta. Quindi: sorelline. Se ne contano 4 in tutto, chiamate (in ordine decrescente) Skipper, Stacey, Shelly e Krissy. Distinte dalle altre bambole per l’uso continuo di K e Y, le sorelline di Barbie sono una vera piaga: Skipper è l’amante di Ken, Stacey dev’essere aiutata con i compiti, Shelly ha bisogno di un costume per Carnevale e Krissy necessita di due poppate al giorno più cambio di pannolini. Non sono più in fabbricazione perché eliminate dalla faccia della terra dalla stessa Barbie.

Maledette punk
Maledette punk

14. LA CASA DI BARBIE

La casa di Barbie è un termine errato. Quello corretto è LE CASE di Barbie, visto che la riccona ne aveva circa una 15ina solo in commercio in Italia, sicuramente tutte intestate alle sorelline per frodare il fisco. Le case di Barbie (che avevano nomi tipo “La casa dei sogni” o “La casa della baia incantata”, che era quella a Fregene) erano teatro di orge di ogni tipo, protagonisti Barbie, Ken, Midge, Alan (gli amici meno ricchi), e chi più ne ha più ne metta. Proprio in questa occasione fu inventata, dagli ingegneri della Mattel, anche la coppia afroamericana, per ovvi motivi riconducibili alle ammucchiate. Fra scambi di coppie e amenità varie, quando arrivava Skipper per il thè sul terrazzo, tutti si rivestivano facendo finta di niente.

Barbie, sappiamo entrambe che quel vestito finirà su una specchiera a momenti
Barbie, sappiamo entrambe che quel vestito di dubbio gusto finirà su una specchiera a momenti

15. HE MAN

He Man era una sorta di Conan il Barbaro ma aggraziato, gentile, biondo con i capelli a paggetto e vestito come uno dei California Dream Men. Il titolo completo della serie era “He Man and the Masters of the Universe” (amici di basse pretese) e la compagnia, per quello che ricordo, era formata da donne vestite come Madonna nei suoi momenti peggiori, Tom Selleck, una specie di fantasmino timido e la tigre casalinga di He Man, dal pelo barbaramente tinto, tanto all’epoca non andavano ancora di moda gli attivisti per i diritti degli animali. I cattivi erano Skeletor (il leader con le manie di protagonismo) e due sgherri, la classica donna bella e cattiva e il mostro deforme (forse c’era anche il servo stupido). I bambini si immedesimavano in He Man e passavano ore a giocare con la spada luminosa gialla, rincorrendo i gatti.

No, per dire
No, per dire

A fra due settimane, boys & girlz.

 

JJ

Nasce a Frascati nell’85. Vive, mangia e dorme a Roma. Ha una casa tutta sua. Ascolta la musica, specialmente le canzoni, e guarda molto cinema. Possiede una laurea in lettere di sua proprietà e ha scritto una tesi su Herzog, il quale ha dovuto farsela cancellare con un doloroso e dispendioso metodo laser. "Remember: there are no stupid questions, just stupid people." (Herbert Garrison, South Park)

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