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the90s

L’apocalisse ludica di fine millennio

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Ed è magicamente di nuovo venerdì.

Prima puntata qui.

6. I GI-JOE

Erano le bambole per i maschi, il giocattolo bellico per eccellenza ai nostri tempi (1990?). I GI-JOE (mai capito perché si chiamassero così) erano dei pupazzetti di media grandezza vestiti come i coatti in discoteca (canottiere, medagliette, anfibi e pantaloni mimetici), dei quali lo scopo vitale era la smania di combattersi a vicenda, massacrandosi senza distinzione di razza, età o ceto sociale, inneggiando però, paradossalmente, alla pace. Esisteva una sola donna fra i pupazzetti, che però era chiaramente un travestito, visti i tratti maschili e squadrati, il rossetto abbondante e il seno rifatto.

In questa immagine: il rarissimo cameo dei Village People nella serie animata dei GI-Joe
In questa immagine: il rarissimo cameo dei Village People nella serie animata dei GI-Joe

7. I DOLCI SEGRETI

I dolci segreti furono i primi giocattoli che insegnarono alle bambine quanto è bello possedere pietre colorate e luminose. Erano delle scatoline di varie forme con sopra una pietra “preziosa” (in VERA PLASTICA!). Se aperte, non si rivelavano scatoline e basta, ma si estraevano da esse braccia, gambe e testa, e si formavano orribili bamboline kitsch con i capelli rosa e fucsia. Anche loro munite di un’oggettistica da far invidia ad un coltellino svizzero, compresi i pettinini per le bambine (subito persi per sempre sotto alla libreria).

"Ucciderò tutta la tua famiglia nel sonno"
“Ucciderò tutta la tua famiglia nel sonno”

8. GLI EXOGINI

Erano degli esseri in plastica collezionabili in busta chiusa, monocolore e completamente inutili. Non erano belli. Non erano funzionali. Probabilmente se lanciati non facevano nemmeno male. Però i bambini facevano a gara a chi ne aveva di più e se li scambiavano persino fra loro. Perché? Non potevano usare le figurine come tutti gli altri?

No comment
No comment

9. GLI ECOLOGINI

Gli Ecologini erano dei mostri affetti da nanismo e con un problema evidente di bile: erano completamente verdi, il che li rendeva simili a rane. Ma nessuno ha mai capito perché si chiamassero così. Forse verde = natura = ecologia? Sì, ma che facevano questi? Ripulivano piazza San Giovanni dopo il concerto del primo maggio? Ad ogni modo, come tutti i loro fratelli che terminavano con il suffisso -ini, erano perfetti per essere lanciati con violenza contro gli altri bambini.

Li ricordavo meno inquietanti
Li ricordavo meno inquietanti

10. I PACIOCCHINI
I paciocchini erano un’infinita serie di marmocchi di plastica morbida (ma se li tiravi al tuo compagno di banco comunque facevano malissimo) dal colore rosa pallido che si esibivano ognuno in una posa diversa, ognuno con un nome diverso e ognuno col suo pannolino di spugna dai colori fosforescenti. Le bambine ne avevano a milioni, anche loro si collezionavano in busta chiusa, con la conseguenza che ti ritrovavi con 13 paciocchini seduti, 15 col cucchiaio in mano e 25 col cappellino. Gli ideatori, sadicamente, successivamente si inventarono i colori alternativi (abile tattica per avere 5 paciocchini nella stessa posa ma di colore diverso); ne esistevano di marroni, gialli, altri rosa caramella ma addirittura erano arrivati all’azzurrino e all’arancione trasparente! Ancora più in là, vennero ideati dei paciocchini più piccoli, che erano ancora più elaborati nelle pose e nei colori! Roba da galera!

Stupidi mocciosi
Stupidi mocciosi

JJ

Nasce a Frascati nell’85. Vive, mangia e dorme a Roma. Ha una casa tutta sua. Ascolta la musica, specialmente le canzoni, e guarda molto cinema. Possiede una laurea in lettere di sua proprietà e ha scritto una tesi su Herzog, il quale ha dovuto farsela cancellare con un doloroso e dispendioso metodo laser. "Remember: there are no stupid questions, just stupid people." (Herbert Garrison, South Park)

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