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L’alibi della pseudonecessità

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Secondo varie concezioni filosofiche, la necessità è il non poter essere   diversamente di una cosa, al contrario del concetto di contingenza che si basa sul poter essere diversamente. Ad esempio,se io dico”se non respiri morirai”sto pronunciando un’affermazione necessaria, se io dico “la mela è rossa” l’affermazione sarà contingente perchè la mela può essere rossa, verde, gialla. La contingenza è il carattere di ciò che può essere o può non essere. La necessità, al contrario, è il carattere di ciò che è e non può non essere.

Questo tema, apparentemente relegabile in uno scantinato pieno di polvere e dimenticato da dio e dagli uomini, al contrario sta acquistando una sua inedita attualità in quanto l’aggettivo ‘necessario’rientra nella top ten dei termini ultimamente più strausati sia nell’ambito politico, italiano ed europeo, che nella quotidianità mediatica e cronistica in genere. Appare però a volte utile verificare se chi lo utilizza ed i contesti in cui viene utilizzato, in sostanza siano correttamente conformi e rimandabili al vero significato del concetto di cui sopra.

Ad esempio, lo stragista norvegese Breivik, autore degli attentati del 22 luglio 2011 in Norvegia che hanno provocato la morte di 77 persone, a giustificazione dell’eccidio, definì la sua azione «un gesto atroce ma necessario, per fermare i danni del partito laburista e per fermare una decostruzione della cultura norvegese per via dell’immigrazione in massa dei musulmani». Ammazzare 77 persone non ha avuto alcun effetto reale e quindi si dovrebbe, tra le tante cose, far sapere a Breivik che ha utilizzato in modo inopportuno il concetto di necessario.

Prendiamo il piano europeo per salvare le banche spagnole, 100 miliardi di euro, anch’esso spacciato per necessario e del quale anche l’Italia darà il suo contributo intorno al 20%. Anche il più imbranato e maldestro analista finanziario sa che per rimettere quel sistemo appena in salute di miliardi ce ne vorrebbero almeno 400, che tale intervento farà aumentare il debito pubblico spagnolo del 10 per cento, non porterà nessun beneficio reale all’economia iberica, diretta verso una bancarotta lenta ed inevitabile. Anche qui vale, per le alte teste politiche e finanziarie dell’Unione Europea, l’ammonimento che dovrebbe essere fatto a Breivik nell’utilizzare i termini linguistici appropriati.

Per giustificare il loro appoggio al Governo Monti, Pd Pdl e Terzo Polo il concetto di ‘fatto necessario ed indispensabile’ lo utilizzano sempre e lo tirano in ballo costantemente, così come lo stesso Monti e molti dei suoi competentissimi ministri tecnici esponenti dell’alta borghesia illuminata del Paese hanno spesso parlato, preannunciando i loro provvedimenti, di scelte difficili ma necessarie per la salvezza del paese, per la riduzione dello spread, per riconquistare credibilità internazionale e per l’ingresso nel regno della gioia.

Ora, appare chiaro che qui di necessario l’unica cosa plausibile sia l’abolizione del suffragio universale, perché che ci siano state milioni di persone che hanno creduto che mettendo Monti si abbassasse lo spread, è una roba pateticamente allucinante e di una ridicolaggine assoluta. Tra l’altro, se 1) lo spread si e’ abbassato solo dopo i due interventi della Bce a dicembre e febbraio, 2) parallelamente agli interventi del Governo Monti la tendenza del differenziale è stata crescente e presto pari se non superiore agli standard del precedente governo, 3) il Governatore della Banca d’Italia Visco ha affermato che lo stato Italiano può reggere per due anni livelli di spread a quota 800, beh allora anche questo benedetto Governo Monti non era affatto necessario. Magari contingente si, ma necessario proprio no.

L’ultima cosa per freschezza spacciata per necessaria e’ il fiscal compact di recente approvazione parlamentare. Si tratta di un accordo europeo che rende più stretti i vincoli di bilancio, imponendo a tutti i paesi dell’eurozona in cui il rapporto debito/Pil superi il 60%, un rientro in 20 anni nei parametri previsti. L’Italia che ha un rapporto pari al 120% dovrà rientrare con il 3% annuo, circa 45 miliardi, pari a 900 miliardi di euro ventennali, che si andranno a sommare alle manovre finanziarie ed al pagamento degli interessi sul debito che attualmente ammontano a 80 miliardi all’anno. Anche tale provvedimento, secondo tutti i testi scientifici di economia descritto come portatore di effetti recessivi, simile a quelli adottabili in tempi di guerra e carestia quando una nazione ha come punti forti e fiori all’occhiello della propria esportazione le piattole e la dissenteria, e’ stato definito necessario da Monti e dalla maggioranza che lo sorregge, perché indispensabile all’ingresso dell’Italia nel regno della gioia. Di quale gioia ancora non si e’ capito.

Ora, siccome non sono persone pazze assassine come Breivik, e siccome fanno pure parte dell’alta borghesia aristocratica illuminata del paese e quindi capaci di maneggiare i termini linguistici nel loro significato reale, forse bastava dire un iperminimo di verità, e cioè che questi provvedimenti non sono affatto necessari ma al contrario funzionali ad un’unica contingenza rappresentata dal fatto che Monti serviva come uomo di garanzia per le ‘dinamiche’ finanziare che ci tengono per le palle ed a cui noi per ragioni di realpolitik dobbiamo appecorinarci perche’ cosi’ va il mondo ed i rapporti di forza sono questi. L’andazzo attuale consiste in una formale e definitiva stabilizzazione di questi rapporti di forza, con una zona forte e sviluppata tedesco-franco ed una necessariamente sottosviluppata, l’europa ‘meridionale’, meridionale per italico rimando (perché e’matematico che se ci sta lo sviluppo ci devono stare anche il sottosviluppo e le aree di sofferenza, un po’ come il bene ed il male, un po’come con l’unità d’Italia). Nei fatti questo è e questo sarà, iniziando un lentissimo e lungo cammino che ci porterà inevitabilmente verso la ripetizione su scala continentale dell’esperienza che la Jugoslavia visse negli anni ’90.

Soundtrack:’Cortez the killer’, Neil Young/Pearl Jam ( live Hasselt, Belgium 1995 )

2 Comments

  1. Certamente si abusa del termine necessario … ma ancor più devastante è il secondo aggettivo che ci si accosta e cioè urgente.
    Con la doppia condanna di “urgente e necessario” si stanno facendo passare per buone le peggiori manovre, atte solo ad ingabbiare definitivamente il futuro delle prossime generazioni.

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