un blog canaglia

L’abominio di qualcun altro

in società by

Diciamoci la verità: secondo un gran numero di persone l’eutanasia, che per quelli come me sarebbe una misura di civiltà e umanità, rappresenta un abominio bello e buono: e perciò chi si pronuncia pubblicamente sulla necessità di introdurla nel nostro ordinamento, secondo loro, sta propagandando un abominio. Né più, né meno.
Orbene, siccome mi pare che stia passando il principio secondo il quale chi propaganda idee abominevoli possa essere tacitato attraverso apposite norme di legge, mi corre l’obbligo di porre una domanda inquietante: abominevoli secondo chi?
Chiarisco il concetto. Per come la vedo io negare l’olocausto è un’idea abominevole. Lo è secondo me, naturalmente, e per quello che leggo in giro per molti altri come me. Diciamo, per semplificare, che si tratta dell’opinione della maggioranza, di cui incidentalmente io faccio parte. La maggioranza, diciamo, dell’opinione pubblica, che poi in un modo o nell’altro si sintetizza nella maggioranza parlamentare che fa le leggi. Tra le quali la legge che impedirà ai negazionisti dell’olocausto di affermare la loro idea, che la maggioranza (cui io, ripeto, appartengo) ritiene abominevole.
Bene. Ma una volta passato questo principio, vale a dire il principio in base al quale una maggioranza che ritiene un’idea abominevole può legittimamente proibire agli altri di esprimerla, cosa potrebbe succedere se quella maggioranza dovesse cambiare?
Poniamo il caso: se domani la maggioranza fosse composta da persone che ritengono l’eutanasia un abominio, sarebbe lecito che quella maggioranza legiferasse per impedire a me, e a quelli come me, di sostenere che andrebbe introdotta?
Meglio ancora: se quella maggioranza dovesse ritenere che l’olocausto non c’è stato, sarebbe lecito che impedisse a quelli come me, i quali invece sono convinti che ci sia stato, di dirlo pubblicamente?
Perché, al di là di ogni ragionevole dubbio, quando parliamo di “reato d’opinione” parliamo proprio di questo: della necessità di tutelare la libertà di esprimere punti di vista minoritari, non importa quanto aberranti a parere della maggioranza, nella consapevolezza che prima o poi a sostenere quei punti di vista minoritari potremmo trovarci anche noi, che invece li riteniamo giusti; e della necessità di affrontare quei punti di vista dimostrando la loro infondatezza attraverso il dibattito, non impedendo che vengano espressi.
Se quella libertà viene meno, se passa il principio che si possa zittire chi esprime idee diverse dalla nostra, prima o poi potremmo pagerne le conseguenze tutti.
Perché, come l’esempio dell’eutanasia dimostra in modo inequivocabile, ognuno di noi rappresenta l’abominio per qualcun altro.
Nessuno, ma proprio nessuno, escluso.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

13 Comments

  1. Nella libertà di opinione bisogna accettare che qualcuno possa pronunciare cose abovinemoli e/o aberranti.
    Questa è la democrazia.
    In Olanda esiste la Associazione Martijn figuriamoci.

  2. che confusione… si può dir tutto tranne che il negazionismo sia un’opinione. non è un’opinione, è una mistificazione della realtà e una diffamazione delle vittime nonché degli storici professionisti. negando l’esistenza delle camere a gas e di un piano strutturato per sterminare gli ebrei non si esprime un’opinione, bensì si dà retta e si promuove una mistificazione calunniosa realizzata ad arte da dei sicofanti.
    il negazionismo non è aberrante perché la maggioranza non è d’accordo, il negazionismo è una calunnia e una mistificazione deliberata della verità storica.

    forse non da punire per legge, ma per ragioni diverse da quelle che scrive Lei.

    • Pienamente d’accordo, smettiamo di inquadrare la questione dal punto di vista della libertà di opinione e iniziamo a inquadrarla per quello che è, ossia il doveroso contrasto alla diffamazione della memoria delle vittime e all’uso fraudolento delle fonti storiche. E’ una cosa ben diversa. Si tratta di difendere l’onore delle vittime, non la libertà di espressione.

  3. Concordo pienamente sul vero/falso e giusto/sbagliato.
    Signor Capriccioli,
    non tutto è un’ opinione esistono fatti accaduti e fatti non accaduti.Poi se vogliamo punire o meno chi nega cose realmente accaduto è un altro paio di maniche.
    Se da domani tutti pensassero che l’olocausto non sia esistito questo non vuol dire che sia vero.

  4. capriccioli, se io ora ti do un calcio in culo e un secondo dopo dico di non avertelo dato, non è un’opinione: è una bugia. chiaro?

  5. Il post sembra scritto da un Capriccioli alla terza boccia di vino dei castelli. Paragonare l’eutanasia, che non è un’opinione ma un fatto (a meno che non si stia parlando del concetto di eutanasia, che non mi pare sia illegale in Italia) con un’opinione mi pare un volo pindarico che manco i cinquestelle.

    Che alcuni talebani (di solito quelli che la sera vanno a mignotte) pensino che perfino parlare di eutanasia sia da vietare, vabbè, sono fortunatamente una sparuta minoranza, la maggior parte dei contrari ne parla volentieri.

    Sono contrario al reato di negazionismo, ma qui il paragone non regge.

  6. Ma in un paese dove vige la libertà di opinione si può parlare di tutto anche di idee abovinemoli.Questa è la libertà di opinione che per fortuna non si può difendere solo quando le idee proposte ci piacciono.
    Negare qualcosa di realmente accaduto non è un’opinione è una bugia.

    • ci sono però vari livelli dell’avvenuto. Parecchi negazionisti mettono in dubbio le cifre e l’organizzazione, non il fatto che i nazisti avessero ammazzato un po’ di ebrei.
      E non sono le uniche ‘bugie’ perfettamente legali. Sa quanta gente crede (e fa credere) che gli antibiotici siano un complotto di Big Pharma? Sa quanti bambini sono stati privati dei vaccini (parlo dell’occidente, non del corno d’Africa) perchè i genitori hanno e divulgano teorie complottistiche ai limiti del ridicolo? Eppure nessuno si sogna di arrestare i creazionisti o i vegani, i primi perchè credono che Noè sia esistito davvero, i secondi che l’uomo sia stato progettato per mangiare vegetali, nonostante ci siano molte più prove scientifiche dell’evoluzionismo e dell’alimentazione onnivora dei nostri antenati che dell’avvenuto olocausto.

      Detto ciò, penso che i negazionisti siano delle capre fanatiche.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from società

Al posto di Fabo

Già si sentono i rumori di fondo dell’esercito di fondamentalisti che si
Go to Top