roaming-post

L’abolizione del roaming non è una buona notizia

in economia by

Quando, la scorsa estate, era stato approvato il pacchetto di regole che prevede l’abolizione del roaming entro un anno, il coro patetico degli euro-entusiasti cantava vittoria. Mentre, negli stessi mesi, la stessa classe politica europea cedeva terreno su terreno ai populismi di destra e di sinistra, la cricca autoreferenziale di Bruxelles vendeva al popolino la mancia dell’abolizione del roaming con la stessa retorica dell’abolizione del costo di ricarica del non compianto Bersani. Se ne parlò qui.

Ora, mi rendo conto che è complicato spiegare in dettaglio per quale motivo un provvedimento apparentemente vantaggioso per i consumatori sia, in realtà, solo un ritocco di facciata che nel lungo periodo avrà effetti verosimilmente negativi. Ma proviamo.

Il mercato della telefonia e dei servizi connessi è, ad oggi, prevalentemente nazionale. Le compagnie nazionali vendono servizi specifici, di solito a parte, per chi si trova all’estero e vuole comunque accedere ad Internet o telefonare. In altri casi, esistono compagnie (in Italia credo di no, ma di sicuro in Germania) che offrono piani che includono traffico dati e minuti di telefonate senza distinzioni – cioè, si può accedere a internet in ogni paese UE, e si possono usare i minuti del piano per chiamare qualsiasi prefisso UE. Insomma, sulla scorta della nascente domanda di servizi di questo genere, alcune piccole aziende avevano fatto degli investimenti per cercare di inserirsi per prime nel mercato. Ma non è scontato, ovviamente, che a servire un bisogno del genere, ammesso che continui a crescere insieme alla mobilità degli europei, sia un servizio tradizionale: il ritardo delle tlc nazionali avrebbe potuto lasciare aperto lo spazio per piattaforme di altro genere.

Ma quello che dico io è tutto ipotetico, non noto, non pianificato. Questo tipo di cose non piace ai burocrati, e men che meno a Bruxelles: la logica di fondo, in questi ambienti, è che (1) loro stabiliscono di cosa ha bisogno il consumatore, (2) loro (con modelli e/o giustificazioni più o meno sofisticate) stabiliscono se il “mercato” è abbastanza efficiente e/o concorrenziale, (3) loro stabiliscono come questo mercato deve funzionare, come deve esservi introdotta maggiore “concorrenza”, e così via. Questo è il caso del recente provvedimento sul roaming.

Impedendo un ricarico sul roaming, le nuove regole tagliano fuori in anticipo tutti gli operatori che hanno provato ad inserirsi nel mercato praticando un pricing differente; allo stesso tempo, poichè verosimilmente l’abolizione delle tariffe di roaming non produrrà una esplosione dei volumi di traffico degli stessi utenti, questo divieto si tradurrà in un aggravio per i consumatori “nazionali”, cioè quelli che non viaggiano e non lavorano in giro per l’Europa. Il solito, ottimo, Robin Hood al contrario che risulta dalla pianificazione.

Ma non hai capito niente, mi diranno i critici: questa operazione serve a creare un mercato unico continentale! E deve essere vero, se, come dice anche il Corriere della Sera:

Cosa succede a chi fa il furbo? Resta vietato comprare una scheda telefonica in un Paese in cui i prezzi sono inferiori per usarla in modo permanente in un altro Paese: si tratta di abuso di quello che Bruxelles ha definito come «uso equo» e si rischia un (salato) recupero dei costi.

Perchè, ovviamente, se voglio servirmi di Deutsche Telekom in Italia sono un “furbetto”. Ah, questi astuti regolatori dalla moralità retta ed esemplare! Al solito, per fortuna che c’è la stampa, vero cane da guardia del potere, ad illuminarci.

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

5 Comments

  1. “(1) loro stabiliscono di cosa ha bisogno il consumatore, (2) loro (con modelli e/o giustificazioni più o meno sofisticate) stabiliscono se il “mercato” è abbastanza efficiente e/o concorrenziale, (3) loro stabiliscono come questo mercato deve funzionare, come deve esservi introdotta maggiore “concorrenza”, e così via. Questo è il caso del recente provvedimento sul roaming.”

    quel ‘loro’ starebbe per una sorta di ‘governo federale’. Vedi Mazzò, se vuoi unire anzichè dividere questi provvedimenti li devi fare, altrimenti qui in Italia per andare Firenze a Pisa vedresti ancora la celebre scena di ‘un fiorino’.

    • E niente, non ce la fai. Devi fare il trombettiere della propaganda, anche quando ti spiegano che non c’entrano una mazza quei principi. Vuoi difendere quei principi? Abolisci il divieto di vendere prodotti tlc oltreconfine!

  2. in che modo l’abbattimento del pagamento del roaming si tradurrà in un aggravio per i consumatori “nazionali”? chi vieta l’uso permanente di una scheda di un Paese EU in un altro? per permanente che tempistiche si intendono? mi sarebbe tanto piaciuto commentare qualcosa sui possibili (e sottolineo possibili) vantaggi comparati dell’abbattimento dei monopoli territoriali delle telecomunicazioni in Europa in quanto esclusi da questo articolo, purtroppo però questo pezzo è parziale ai limiti della chiacchera da bar…peccato, mi sarebbe tanto piaciuto leggere un’analisi ben argomentata contro la retorica comune dell’abbattimento del roaming

    • Sei benvenuta a contribuire, purtroppo io per lavoro faccio altro. Puoi partire dalla comica spiegazione della commissione UE, che dice:

      “In addition, the Regulation includes safeguards that can be used by mobile operators to prevent, where necessary, abusive or anomalous use of roaming services, such as permanent roaming, which otherwise could be the source of distortions on domestic markets.”

      http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-15-5275_it.htm

  3. Luca, mi pare che quanto hai scritto circa l’automatico aggravio per i consumatori nazionali sia smentito (i) dai bilanci degli operatori di telefonia mobile degli ultimi anni e (ii) dall’andamento del costo delle chiamate (almeno in Italia). Dato che l’Eurotariffa è stata introdotta già qualche anno fa, infatti, hai già una bella base dati per capire che hai detto una castroneria.
    Inoltre ti chiederei di farmi un esempio di quale operatore di telefonia mobile italiano abbia introdotto un pricing differente in tema di roaming nel corso degli ultimi 20 anni (e la cui operatività, quindi, è stata compromessa da questa modifica regolamentare).
    In generale, il tuo riferimento al pricing, peraltro, mi porta a pensare che non ti sia del tutto chiaro chi guadagna con il roaming (o, in generale, come funzionano i costi di terminazione).
    Brutalizzando il discorso, il roaming e i costi di terminazione ai miei occhi assomigliano tanto a dei dazi (o dei “pedaggi”) che vengono imposti dall’operatore verso cui viene terminata la chiamata, in ragione del “disturbo” di avere usato anche la sua infrastruttura. L’importo di questi “dazi” era però elevatissimo (ad esempio, se paragonati agli analoghi costi di terminazione per le chiamate Italia su Italia).
    Evidentemente deduco che tu sia un estimatore delle politiche di alti dazi sui traffici internazionali.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*