La voce della senescenza

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Complice un po’ di influenza fuori stagione, negli ultimi giorni ho guardato molta tv, molta di più di quella che guardo di solito (partite di pallone, serie tv, documentari e il canale 200 di Sky sino a perdere i sensi).

Mi sono reso conto, miei cari amici, che ancora oggi, dopo tanti anni, non solo esiste, ma prospera, Striscia la Notizia. Non seguendo più la tv con costanza, l’avevo come rimossa. E invece esiste ancora, eterna e immutabile.

Ed è proprio questo il gravissimo problema di Striscia la Notizia, l’immutabilità, ovvero il fatto che Antonio Ricci (che dio lo maledica), è invecchiato malissimo, così come, ad esempio, il suo amico Beppe Grillo. O Roberto D’Agostino. Ormai questi personaggi non hanno più un solo briciolo di quella che fu la creatività che li travolse e li rese famose negli anni ’80. Sono diventati, semplicemente, vecchi. Dicono cose da vecchi, si lamentano delle stronzate come i vecchi, dicono sempre più frequentemente “ai miei tempi…”, etc. Un po’ come Paolo Villaggio, ma almeno Paolo Villaggio da moltissimi anni ha fatto ben capire a tutti il seguente concetto: “sì, sono vecchio, la cosa mi diverte tantissimo, e quindi la sfrutterò fino alla fine facendo una cosa che mi diverte ancora di più, cioè diventare ancora più grottesco e fetente”.

Esempio relativo ad Antonio Ricci: è ancora fermamente convinto che montare la faccia di un politico su un altro filmato sia una cosa divertente (ho avuto modo di vedere un filmato in cui Putin si cimentava nelle arti marziali e aveva, come sparring partner, un tizio con la faccia di Renzi motata sopra). Ma, cosa ancora più grave, è ancora convinto che l’Avvocato Agnelli faccia ridere. Mi è rimasta davvero molto impressa questa cosa. Gianni Agnelli è morto 11 anni fa, ma per Ricci è una cosa sensata e divertente, in uno di quegli assurdi servizi tipo Speteguless o I Nuovi Mostri, far intervenire Agnelli mediante un filmato di repertorio doppiato da un imitatore. Nel 2014. Ripeto, 11 anni dopo che Agnelli, come Amedeo Nazzari, È MORTO!

Il passaggio di Agnelli è, come dicevo, solo un campanello d’allarme: in realtà, tutta Striscia la Notizia è permeata da un senso di stantio, di vecchio, di antico. Che non sarà certo lo scimmiottare la presentazione e il monologo iniziale di Letterman a rinfrescare. Perché quel monologo lo fa Ezio Greggio, che due minuti dopo ci regalerà l’ormai trentennale “badaben, badaben, badaben…!”. O, al massimo “è lui o non è lui? Cerrrto che è lui!”.

Già, cerrrto che è lui. Purtroppo.

Nato e cresciuto tra la provincia di Napoli e quella di Salerno, amo i loro lati positivi e odio quelli negativi. Dice: e grazie arcangelo. No no, provate a parlare con chi ci vive. Dal 2000 mi trovo stabilmente a Roma, dove ho cambiato idea diverse volte, credendo che sia questa la vera chiave. Vi amo tutti.

23 Comments

  1. Dimentichi che Canale 5 è una rete commerciale, e che quindi la scelta di tenere il format strabollito di Antonio Ricci è una scelta commerciale, per non dire la riprova che la tv generalista ormai se la guardano solo quelli che ridono ancora di Gianni Agnelli. Ossia i vecchi.

    Molto meglio guardarsi le clip di “Last week tonight” su Youtube. Sono gratis, in inglese e fanno ridere da matti.

  2. Anch’io quella sera, facendo zapping, mi sono imbattuto in quel filmato di Agnelli ed ho pensato la stessa cosa. Però penso che in generale Striscia sia comunque un programma decente, almeno per quanto riguarda i servizi. Sulla comicità però, ci sarebbe bisogno di una svecchiata.
    Ci tengo a sottolineare che lo stronzo di Chiambretti non è una svecchiata. E’ solo uno stronzo. Mi sta sui coglioni. Ha una comicità imbarazzante. Ed è anche molto brutto.

  3. è il pubblico di canale 5 che è invecchiato….
    come quello di italia uno che negli anni 80 faceva bimbumbam e adesso adam kadmon…
    mediaset ha risposto creando un canale apposta per i bambini Cartoonito… che oggi fa i baby loony toones e tra 15/20 farà i porno!

  4. Più o meno condivisibile tutto il resto, imbarazzante l’incipit. Ma certo, tu sei un intellettuale raffinato, mica guardi la TV. Sei stato costretto, poverino, “complice un po’ di influenza fuori stagione”. Se non era per il malanno coltivavi bonsai, leggevi Martin Heidegger in lingua originale o suonavi i capricci di Paganini. La prossima volta che te la prendi con i vecchi che guardano la tivvù che incipit t’inventi? “Complice un meteorite che ha distrutto la mia biblioteca di incunaboli?”

    • Ciao Stepback, quando hai finito di fare il coglione che non ha capito un cazzo di niente, ti invito a leggere questo mio post di un annetto fa, così magari capisci che l’intro descriveva semplicemente le cose che io faccio con la televisione di solito, senza voler sottendere alcun tipo di giudizio morale etc.

      http://libernazione.it/dico-a-voi/

      • ma mi chiedo, se non ti piace striscia cosa l’hai guardata a fare? voglio dire, con il digitale terrestre la scelta per il telespettatore è diventata infinita…piuttosto di scrivere un articolo così non facevi prima a cambiare canale?

        • caro Raffaele, ti spiego. Non vedevo Striscia la Notizia da moltissimi anni, e quindi quando mi si è parata davanti ho avuto molta curiosità (ben conscio che non sia mai stato un prodotto eccezionale). Ripeto, ero curioso di vedere di cosa parlasse oggi.

    • Bè certo, perché se uno dice “ero malato e ho guardato più tv del solito” allora è un fanfarone che vuole passare per intellettuale immerso nell’iperuranio. Perché le alternative sono due, o guardi tutta la televisione possibile o leggi Heidegger in lingua originale. Che tra parentesi: è tedesco moderno, avessi detto il Bhagavadgītā.

    • Io che non sono un intellettuale, non ho un televisore e mi guardo Last Week Tonight su Youtube come diceva Lorenzo in un altro commento. Non guardare la televisione ha smesso di essere un cliché per intellettuali da Caro Diario in poi.

      La televisione la guardiamo tutti, ma online, dove la scelta si moltiplica nel tempo e nello spazio e possiamo trovare tutti i programmi da tutto il mondo, che siano andati in onda tre giorni prima, la mattina, il pomeriggio o vent’anni fa. Il televisore invece lo guardano solo i vecchi. I bambini lo subiscono quando i nonni non sanno che inventarsi per tenerli buoni.

  5. A me, “Striscia la notizia” ha sempre fatto cagare anche quando era nuovo, adesso è spaventosamente patetico.
    Ma se sopravvive vuol dire che l’ignoranza e la trivialità, in Italia, sono ancora maggioranza (e basta frequentare i social network per poche ore per avere un mare di tristissime conferme).

  6. Sono trent’anni che la donna è puttana con Striscia la Notizia. Però guai a farLe notare che le piace sentirselo dire.

  7. è vero, incredibile ci sia ancora striscia la notizia, incredibile molte persone credano ancora che i servizi sono degli “scoop”, che davvero dicono cose che altri non dicono (lo ha detto “striscia”…) mentre nella maggior parte dei casi sono delle situazioni montate ad arte, per attaccare questo o quello, fare scandalo, per nulla…
    (un po come le iene, e, in parte, anche report – quelle trasmissioni dove prima si danno la risposta, e poi cercano la domanda da fare).

    Per il resto: vero, vecchia roba, ma i più giovani forse le cose le guardano su internet, e a guardare la televisione passano meno tempo. Non so se è un bene o un male, probabilmente neutro.

    • Clo, sono talmente montati ad arte i servizi che quasi sempre dopo di questi intervengono le forze dell’ordine per portare tutti in tribunale… C’è poco da montare visto come va l’Italia..

  8. La cosa drammatica e’ che viene visto come programma di denuncia. Di satira intelligente.
    E chi non l’apprezza non lo capisce.

    Della serie “ah che degrado, ora chiamiamo striscia la notizia”, ma con tono serio.

    Ma il gabibbo c’è ancora?

    • Come è ovvio che sia dato che le cose odiate e quelle amate suscitano le conversazioni più interessanti.
      Immagino che tu, di contro, racconti soprattutto le cose che ti sono indifferenti.

  9. Siccome Ricci non ti piace (“che dio lo maledica”, your words, not mine) allora anche la comicità che fa non ti piace.
    Quindi non sei immune neppure tu dall’atteggimanto di personalizzazione dell’idea e dal pregiudizio; (“Voi che giudicate un concetto non già in sé, ma in base alla persona che lo esprime; quindi se è “amico” ha ragione o ha sbagliato ma va capito, se è “nemico” ha torto.” still your words, not mine!).
    Allora se vuoi parlare del perchè quel tipo di comicità ha successo, chiediti come mai otto milioni di persone continuano a guardare S.L.N…. forse la risposta è che 30 anni di televisione nazional popolar generalista hanno praticato un lavaggio del cervello profondo sulle già di per sè labili menti di una gran parte dell’italica stirpe (e non solo).
    Canimorti ha ragione (anche se spesso per atteggiarsi a quello che deve dirla fuori dal coro scrive anche un sacco di fesserie epiche) quando afferma che un cattivo senso dell’umorismo è deleterio. SLN ne è uno degli esempi emblematici.
    Quindi, esimio D’Auria, il signor Ricci (che per inciso sta un po’ sulle balle anche a me) invecchia un po’ come cazzo gli pare. Punto.
    Che poi lui sia organico a quella macchina da guerra lavacervelli è altro tema che tu neppure sfiori, lasciando intendere che Ricci ha solo perso la creatività che lo portò negli anni ottanta a propinarci il Drive In (alla faccia della creatività, eh!) avviando quel processo di annebbiamento della coscienza che ha condotto prima a Berlusconi e ora a Renzi passando per Leghe varie, per tacer di Casini.
    Accostare poi Grillo e D’Agostino a Ricci significa non avere ben chiaro cosa costoro erano 20 anni fa e cosa sono diventati ora… direi che e come affermare che il primo continua a dire nei suoi comizi “Te la do io l’America!” e che il secondo continua a fare il “lookologo” a Quelli della notte.
    E, per inciso, anche loro invecchiano un po’ come cazzo gli pare neh!

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