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La vittoria di Marine Le Pen – Che succede in Francia?

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Il grande successo del Front National nelle regionali tenutesi ieri in Francia non è da attribuire ai soli fatti di Parigi.

Da anni si cova infatti nel paese un malcontento generale, che ha investito in particolare la presidenza Hollande sin dall’inizio della sua presidenza: in una situazione di crisi economica generale, il presidente socialista è stato accusato di essere poco “deciso” nei suoi interventi di risanamento, soprattutto per quanto riguarda il dato occupazionale. La disoccupazione non hai smesso di crescere negli ultimi sette anni, passando dal 7,1% nel 2008 al 10,2% nel secondo trimestre di quest’anno.

A poco sono servite riforme sociali di stampo liberale (come nel caso del matrimonio gay), o un interventismo militare diffuso di vecchio stampo gaullista (Libia, Mali, Centrafrica, Siria): nel 2013 il presidente francese era riuscito a toccare il record negativo di popolarità, scendendo al 23% dopo un solo anno di mandato. In un paese “tradizionalmente” di destra, il placido Hollande sembra più versato per gli scandali amorosi che per la guida di una nazione in difficoltà, difettando così di quella risolutezza tipica dei grandi leader della Quinta Repubblica.

Sull’altro versante, l’UMP (il partito di centro-destra, recentemente ribattezzato Les Républicains) non se l’è passata di certo meglio: una lotta intestina per la guida del partito durata mesi e mesi ha fatto sì che l’unica soluzione di compromesso possibile fosse il ritorno alla dirigenza di Sarkozy, odiatissimo da buona parte dei Francesi – sebbene non quanto Hollande – per una presidenza considerata troppo mediatica e populista, se non addirittura “berlusconiana”.

In questo clima di sfiducia generale verso i partiti tradizionali, la figura di Marine Le Pen ha assunto un’aura quasi messianica agli occhi di chi ancora sogna un ritorno alla grandeur francese del passato. Rompendo i rapporti con l’ormai senilmente imbarazzante padre, e rinunciando ad alcuni dei toni più estremi della vecchia ideologia del Front National (ad esempio l’antisemitismo), la Le Pen si è presentata come la potenziale leader europea di tutti i movimenti nazionalisti del continente. Con la giovane e bella nipote al fianco, Marion Le Pen, la leader del FN rappresenta il volto nuovo della destra (estrema?) europea: la lotta all’invasione degli stranieri e all’ingerenza di Bruxelles ha ora il suo punto fermo in una donna colta ed elegante.

Vi è poi un dato puramente regionale: le regioni del nord (ad eccezione della Bretagna) così come quelle del sud (soprattutto la Provenza) sono ormai da anni nelle mani del FN, e, da questo punto di vista, i recenti risultati non dovrebbero sorprendere. Quel che sorprende invece è che buona parte degli elettori di destra del meridione di Francia sono italiani e arabi di seconda o terza generazione. Insomma, figli e nipoti di immigrati.

In tutto questo, bisognerà dunque capire quale sarà il peso effettivo del Front National a livello nazionale alle elezioni presidenziali del 2017, in un clima generale di sfiducia nelle istituzioni e tendenze islamofobe. D’altronde il tempo è ancora tanto, e le carte in tavola possono cambiare in maniera radicale da un momento all’altro. Recentemente i sondaggi hanno premiato Hollande, per la prima volta dall’inizio della presidenza, per la reazione decisa nei confronti dell’ISIS subito dopo gli attacchi di Parigi. Dall’altro lato, Sarkozy sta pian piano ricostruendo il suo partito, mantenendo però questa volta un profilo basso sul piano mediatico per non incorrere nelle pesanti critiche del passato – meno Carla Bruni, più politica.

Tutto questo basterà a riportare la bilancia sul bipartitismo tradizionale francese, escludendo così il rischio ballottaggio nel 2017 col FN? On ne sait pas, staremo a vedere.

Nato nella Somalia italiana nel 1909, si dedica giovanissimo all'antropologia lombrosiana e alla frenologia. Dopo aver contribuito alla fondazione di Latina, nel 1938 fugge in Argentina con Ettore Majorana poiché non condivide la linea morbida di Mussolini sul banditismo molisano. Rientrato in Italia negli anni '70 in seguito a una scommessa persa con Cesare Battisti, si converte allo stragismo mafioso e alla briscola chiamata. Tra i fondatori occulti di Grom, oggi passa la maggior parte del suo tempo refreshando la pagina facebook di Marco Mengoni.

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