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La vera guerra non è tra religioni, ma tra religione e secolarizzazione

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Vediamo di capirci: al netto delle differenze che pure esistono e che sarebbe stupido negare (prima tra tutte, il radicale cambio di prospettiva intervenuto col Nuovo Testamento, che è fondamentale e dall’altra parta manca del tutto), la differenza tra noi e quelli dell’Isis non sta nel cattolicesimo, ma nella secolarizzazione; con ciò dovendosi intendere, in estrema sintesi, il fatto che dalle nostre parti la religione diventa sempre più ridotta alla sfera privata degli individui e corrispondentemente sempre meno importante nella vita pubblica.
Il punto, in altri termini, non sta nel fatto che la nostra religione sia più pacifica, più tollerante, più dispensatrice di amore rispetto alla loro, ma nella circostanza che per noi la religione conta molto meno rispetto a quanto conti per loro: il che, evidentemente, sposta la prospettiva dalla fin troppo spesso evocata “guerra tra religioni” ad una (secondo me assai più appropriata) “guerra tra religione e secolarizzazione”.
Se si accetta questo punto di osservazione, l’importanza della specifica “religione” di cui si parla tende a sfumare: e insieme ad essa si rivelano meno chiari e utili i confronti, che di questi tempi sembrano andare per la maggiore, finalizzati a stabilire quale libro sia più compassionevole tra Bibbia e Corano; mentre diventa sempre più nitida la percezione del fatto che i veri problemi siano il modo in cui e lo scopo per il quale quei libri vengono usati.
La questione non mi pare secondaria, e porta con sé alcune angosciose riflessioni.
Prendete le polemiche sui canti natalizi a scuola, tanto per fare un esempio. Basandosi sul modello Islam vs. Cattolicesimo gli strenui difensori delle tradizioni italiche, quelli che si stracciano le vesti per il “no” di un preside a “Tu scendi dalle stelle”, dovrebbero essere annoverati nell’esercito “amico”, vale a dire dalla “nostra parte”; al contrario, seguendo il modello che individua il discrimine nel diverso grado di secolarizzazione, essi appaiono (se non altro concettualmente) molto più vicini al “nemico”.
Il che non equivale a dire, naturalmente, che saranno i residuali bigotti che abitano l’occidente a spalancare materialmente le porte a Daesh: piuttosto, indica un metodo di scontro che è intrinsecamente perdente, perché utilizza le stesse armi del nemico con una potenza di fuoco molto più ridotta. In altri termini, se il terreno di scontro diventasse questo avremmo perso la guerra in partenza.
Riflettiamoci, prima di renderci protagonisti, sia pure involontari, di intelligenza col nemico.
Il resto mi pare la solita polemicuccia, che tra l’altro da qualche tempo va in scena ogni anno, qua e là, con poche varianti.
Terrorismo o non terrorismo.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

14 Comments

  1. Però, se è vero come è vero che le religioni del mondo non sono beni perfettamente sostituti, non si può non convenire che diverse religioni hanno diverse prese sulla società, indirizzandone tempi, modi e opportunità di muoversi verso la secolarizzazione (che è un punto d’arrivo, su questo mi sembra che siamo d’accordo).

    • Può darsi. Anzi, senz’altro è così. Però, come ho cercato di spiegare, mi pare che il fronte sia un altro.

      • Ok, ma sembri voler dire che nella battaglia tra religione e secolarizzazione si possa prescindere dalla sostanza della religione. Ecco, su questo punto non sono d’accordo, e non specificarlo rende l’analisi che fai non meno condivisibile, ma incompleta.

        • a me pare che la differenza tra cattolicesimo e islam è SOLO che il cattolicesimo non ha più potere temporale… lo stato vaticano ha potere economico ma se cominciasse a parlare di guerra e di sterminio degli islamici perderebbe molte delle fonti di reddito… il cattolicesimo ha dimostrato che avendo potere temporale è in grado di comportarsi ESATTAMENTE come l’isis… ieri i cattolici metttevano al rogo gli omosessuali esattamente come oggi l’isis li butta dai palazzi…
          in sostanza le religioni sono tutte uguali perchè tutte hanno lo stesso scopo: il controllo delle masse

  2. nella sostanza concordo con il post, con tre precisazioni:
    – è vero che la battaglia è tra religione e secolarizzazione, ma è anche vero che non tutte le religioni sono ugualmente pericolose; l’islam in questo senso, oggi, è oggettivamente un problema, anche se non ho soluzioni facili da proporre
    – se la storia insegna qualcosa, quella tra religione e secolarizzazione è una battaglia che può durare per generazioni: resto convinto che l’arma migliore contro i musulmani e contro i religiosi in genere sia far studiare le loro figlie, più e meglio che si può
    – non tutte le scelte possono essere fatte in punta di principio, ci sono ragioni di sensibilità e opportunità oltre che di logica: un preside che vieta i canti natalizi cattolici in Italia più che un laico rigoroso mi sembra un imbecille ansioso di comparire sui giornali

    • l’islam è un problema? e perchè? la percentuale di terroisti su più di un miliardo di islamici quanto è?
      e la percentuale di estremisti cattolici anche violenti (taggati come disturbati mentali per minizzare il loro legame con la religione) quanto è?

      consideriamo poi che i terroristi islamici e isis hanno ucciso molti più islamici che cristiani… ma percchi di più!

    • Il preside non ha vietato I CANTI NATALIZI A SCUOLA: ha vietato ad una squadra di mamme volenterosamente rompicoglioni di andare a scuola durante il pranzo ad insegnare le canzoni ai bambini – ma solo a quelli cristiani.
      In questo ha fatto benissimo. E le suddette mamme volenterose hanno dimostrato ampiamente che il lavoro femminile è una cosa positiva per l’educazione della prole, meno tempo hanno certe mamme ansiose per far danni meglio è.

  3. l’incidenza di fondamentalisti e terroristi tra gli islamici è più alta che tra i cristiani: lo è senz’altro oggi e lo è stata spesso anche in passato. questo non significa naturalmente che non ci siano fanatici tra i cristiani o che non ci siano stati periodi in cui il cristianesimo ha dato vita a forme di fanatismo pericolosissime. ma oggi il cristianesimo non è più un problema da questo punto di vista, mentre l’islam lo è, eccome. il fatto poi che i fanatici islamici abbiano ucciso più islamici che cristiani è da un lato irrilevante (perchè il problema dovrebbe essere minore se i morti sono in maggioranza musulmani?) dall’altro normale: anche i cristiani storicamente hanno sfogato il loro fanatismo soprattutto su altri cristiani, in europa le guerre di religione hanno prodotto due secoli di massacri, sempre tra cristiani.

    • “l’incidenza di fondamentalisti e terroristi tra gli islamici è più alta che tra i cristiani” hai contato gli stati africani che promulgano leggi che condannano a morte o all’ergastolo gli omosessuali? quelli sono cattolici…
      “perchè il problema dovrebbe essere minore se i morti sono in maggioranza musulmani?” se si parla di guerra tra religioni e i morti sono dalla stessa parte dei terroristi è al limite una guerra “civile”

  4. D’accordo con tutto l’articolo (tranne con le parole “la nostra religione”). E’ su questo tema che ci ha cara la laicità dovrebbe “battere” più forte per fare capire che l’obiezione al presepe nasce da questa prospettiva.

  5. Resta il punto che il programma principale del califfo, dell’ISIS o Daesch che dir si voglia, non è religioso: è politico e soprattutto economico. La religione, spinta all’alto grado di fanatismo che stiamo vivendo oggi, è solo il mezzo con il quale il tipo e la sua organizzazione stanno perseguendo il loro programma. (Come fai altrimenti a convincere una persona a farsi saltare in aria???).
    Quindi, se vogliamo, non c’è nemmeno bisogno di parlare di religione. È la solita retorica religiosa, facile strumento per muovere le masse ai propri fini (altri).
    Sono perfettamente d’accordo con chi qua sopra dice che la soluzione è l’educazione, non solo delle femmine, ma di tutti quanti. È evidente che da quelle parti c’è una grandissima lacuna in questo senso, e mi pare pure evidente che la nostra più o meno acquisita secolarizzazione è frutto dell’educazione.

  6. Sono tutti mascherati meno il primo che, invece, ne avrebbe guadagnato.
    Ma e’ vera quella barba?
    E’ armato di machete. Una terribile arma di distruzione di massa suppongo, visto i successi che hanno contro eserciti di 80 paesi super tecnologici . Russia ed Usa compresi………….

  7. Il Capriccioli è in errore. Il cristianesimo è un retaggio del passato, a cui non credono più nemmeno i sedicenti “credenti”, nella maggior parte dei casi. Ma il vuoto non è rimasto incolmato. La vera religione in vigore in occidente, quella a cui tutti credono veramente, per cui si adoperano e per la quale rischiano la vita, e in nome della quale si comportano come degli animali, quella c’è ancora. Si chiama denaro. Sostituite denaro a cristianesimo e vedrete che tutto torna.
    P.S: un commercialista è come un chierichetto di questa religione.

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