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La tana del lupo

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Supponiamo che io sia un uomo, cresciuto come cattolico e che incidentalmente io sia pure affetto da disturbi del desiderio sessuale. In particolare mettiamo che io abbia una preferenza erotica per soggetti che non hanno ancora raggiunto la maturità sessuale e sia del tutto disinteressato ai rapporti con persone adulte. Insomma, mettiamo che io sia un pedofilo, nella definizione psichiatrica del termine. Non tutti i pedofili compiono molestie verso i bambini, alcuni si rendono conto di  essere affetti da una devianza sessuale che se messa in pratica provocherebbe un danno al prossimo. Mettiamo il caso che io non sia uno di quei pedofili che riesce a controllare i propri impulsi, e sia interessato a una posizione nella società in cui posso avere contatti con molti bambini, una posizione che gode di molto rispetto e che mi assicura completa fiducia da parte dei genitori di questi bambini. Mettiamoci pure che, visto che a me gli adulti non picciono, mi sarebbe utile una posizione per cui posso evitare di sposarmi con un adulto senza che nessuno si faccia delle domande. Infine, mi piacerebbe che l”istituzione che mi dà questa posizione, anche se in principio contraria ai comportamenti dettati dalla mia condizione psichiatrica, sia per statuto obbligata ad assolvermi nel caso io mi penta e che sia molto propensa a non renderli pubblici. Mettiamo che questa istituzione esista e si chiami Chiesa Cattolica . Questo naturalmente non vuol dire che tutti i preti sono pedofili né che tutti i pedofili si nascondano tra i preti. Sarebbe però utile che la Chiesa Cattolica riconoscesse in tutta onestà di  essere un”ottima tana per persone come quella appena descritta e prenda potenti misure in merito. Il pentimento in confessione e la promessa di non farlo più non bastano, come non basta trasferire i lupi ad altra parrocchia. Se non lo vuole fare per i bambini molestati, almeno lo faccia per tutti i preti che scelgono la vita religiosa per dare la prossimo e basta.

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Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

10 Comments

  1. sarebbe bello che la chiesa cattolica facesse ciò che auspichi. sarebbe giusto e caritatevole. ma la chiesa (cattolica e non) non mi sembra giusta e caritatevole.

  2. è una riflessione che circola da un po’, ovvero che non è il sacerdozio a portare alla pedofilia (in termini statistici le percentuali sono più alte) ma piuttosto “se fossi un pedofilo, mi farei prete”, per cui discorsi sulla castità e il matrimonio dei prelati non c’entrano un tubo.

    certo, se i preti potessero condurre una normale vita sessuale, sarebbe più facile individuare le mele marce. Comunque, libera chiesa in libero stato, i regolamenti interni loro non mi interessano. Se però continuassero a imboscare i pedofili in qualche convento in un’altra nazione, farei tante belle nuove brecce di porta pia…

      • intendevo solo la castità del clero. Se un prete infrangesse la legge dovrebbe essere perseguibile come qualunque cittadino. E il condizionale non è lì per caso.

        • Ma io non ho detto che dovrebbero cambiare la regola, non sono cattolica e dunque non essndo una cosa che viola la mia legge, non mi riguarda. Dico solo che le legittime regole interne rendono la chiesa un posto a rischio e il fatto che la chiesa stessa lo neghi rende la lotta al fenomeno piu’ difficile per tutti.

  3. @Anna
    non potrebbero mai ammetterlo. Per loro la vocazione è la chiamata di Dio, non la scelta di un uomo. E’ come per il conclave, il Papa lo sceglie Dio, non i cardinali. Dio non può sbagliare.
    Il fatto che l’Onnipotente abbia scelto nei secoli chi ha giustificato, promosso o addirittura realizzato guerre, roghi, schiavitù e genocidi è un particolare irrilevante.

  4. Spero possa far piacere la riflessione di uno che cerca di essere un buon cattolico.
    Inutile ripetere quanto la pedofilia sia qualcosa di spregevole, dannoso e tutto il resto (non liquido la cosa per sembrare per qualunquista ma perchè si è detto tanto e non è questo il fulcro della mia riflessione).
    La Chiesa a cui appartengo ha gestito la cosa in maniera indifendibile. Non sono mai stato in grado di darmi una spiegazione, soprattutto per il fatto che conosco moltissimi di quei religiosi che Anna ha citato a fine post e mi resta difficile immaginarmi una realtà che mi è stata raccontata ma che non ho mai vissuto.
    Il Papa emerito ha preso posizioni ben precise sull’ argomento, e la mia speranza è che il Clero che verrà avrà il coraggio di seguire le linee dettate.
    Noi possiamo comunque, per quanto ci compete, sporgere regolarmente tutte le denunce che riteniamo di dover sporgere nei confronti di chiunque abbia violato una o più leggi dello Stato.
    Il più delle volte infatti vittime e parenti delle vittime si sono lasciate persuadere dallo sporgere denuncia.
    Altra cosa che non mi sono mai spiegato….

    • immagino tu volessi dire che le vittime si sono fatte dissuadere. spesso le vittime di molestie non hanno nemmeno bisogno di essere dissuase, non denunciano e basta perché si sentono in colpa. credono di aver fatto qualcosa di sbagliato, di aver provocato in qualche modo l’offesa. il motivo è che la vittima, in questi casi, è spesso l’elemento debole, incapace di reagire nel momento della molestia e a maggior ragione dopo. su questo contano i molestatori.

      • Mi trovi perfettamente d’ accordo.
        Io però volevo focalizzarmi su un altro aspetto e mi scuso se non sono stato sufficientemente chiaro.
        Prendendo come esempio alcune delle inchieste pubblicate da vari giornalisti per dire che i genitori delle vittime si sono rivolte direttamente ai carnefici, o ai loro superiori, minacciando denunce per poi lasciarsi persuadere.
        La mia perplessità riguarda un padre vittima anch’ egli della violenza subita dal figlio, che anziché incontrare un magistrato incontra un prete.

        Non mi rivolgerei mai al mio carnefice per cercare giustizia (quella legale, s’ intende), e tanto meno mi lascerei mai convincere a non sporgere regolare denuncia.

        Ma ho come l’ impressione che stiamo, un pochino, andando fuori tema.

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