un blog canaglia

La solitudine delle militanti

in società by

Siccome di solito non si finisce in Parlamento un giorno improvvisamente senza essersi mai interessati di politica prima*, vorrei rivolgere le seguenti domande alle deputate in bianco e a tutti quelli che si lamentano in questi giorni per le mancate quote di genere:

– Che percentuale di ragazze c’è nelle associazioni studentesche e tra i rappresentanti degli studenti nelle scuole e univeristà?
– Che percentuale di ragazze c’è nelle organizzazioni politiche giovanili?
– Che percentuale di ragazze c’è alle manifestazioni?
– Che percentuale di donne c’è tra i militanti e iscritti ai partiti politici?
– Che percentuale di donne c’è tra gli ascoltatori di Radio Radicale?
– Che percentuale di donne c’è tra gli ascoltatori della Zanzara?
– Che percentuale di donne c’è tra gli iscritti ai sindacati?
– Che percentuale di donne c’è tra autori e lettori di blog poltici?
 – Etc, etc, etc.
No perché nel mio gruppo all’università le ragazze erano in netta minoranza, com’erano in minoranza tra i rappresentanti eletti. Anche quando mi è capitato di collaborare gruppi giovanili c’erano soprattutto maschi. Al netto delle manifestazioni sulla 194 o sul “femminicidio”, a qualsiasi altra manifestazione ho sempre visto più maschi. Tra i militanti adulti ho poi ritrovato gli stessi che giravano tra i giovani: stesse facce, nessun aumento della percentuale femminile (al netto dei cambi di sesso). Quando ascolto Radio Radicale o la Zanzara, che sono luoghi di aggregazione per chi si diletta di poltica, gli interventi delle ascoltatrici sono la minoranza. Infine, dei 42 post in questo momento nella homepage di Libernazione, blog che parla molto di poltica, solo quattro post sono firmati da donne (una delle due autrici di questi post sono io) come sono soprattutti di maschi i commenti.**
Cari sostenitori delle quote, siete proprio sicuri che il motivo per cui senza quote vengono elette meno donne che uomini sia la bieca discriminazione delle donne in politica? Non vi viene nemmeno per un momento il dubbio che il numero delle elette siano più o meno proporzionali al numero delle donne nella base? E se così è, pensate davvero che la questione sia risolvibile attraverso l’imposizione della presenza femminile per legge? Davvero?
* A meno di non essere nel M5S.
** Posso assicurare ai lettori che Libernazione non è un blog avverso alla presenza femminile: è semplicemente stato fondato da persone già interessate alla politica, che si sono guardate intorno e hanno coinvolto persone con interessi simili.

 

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

4 Comments

  1. Imporre la presenza femminile è sbagliato in quanto non si valorizza il potenziale del candidato ma il suo sesso. Da qui a dire che le donne elette sono in numero inferiore rispetto agli uomini ne passa. La differenza è che manca una spinta alla politica nella donna comune, che gli uomini invece posso facilmente trovare in una tradizione consolidata di militanza.

  2. E però uno sta nella base se ha possibilità di entrare in politica.

    Reverse causalities are a brutta bestia.

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