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La settimana dell’Illuminismo

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E così, meno di una settimana fa, qualcuno decide che per non urtare la sensibilità del primo ministro iraniano Rohani, in visita in Italia, vale la pena coprire le statue di nudi nei musei capitolini.

Scoperto il fatto, l’italiano non ci sta. Denuncia l’attacco ai valori occidentali, alla libertà, alla laicità. Lancia strali contro l’oscurantismo islamico che censura le tette e i culi. Di più: si inorgoglisce leggendo (e ripostando sui social) i filosofemi dei polemisti nostrani, i quali veementemente argomentano che piselli e capezzoli allegramente esibiti stanno ai diritti e alle libertà occidentali come burqa e Corano stanno all’oscurantismo e alla violenza delle dittature confessionali. In prima fila, vessilliferi del rinato spirito illuminista, noti paladini della laicità e dei diritti civili quali Daniela Santanché o Matteo Salvini.

Poi, visto che l’indignazione è fine a sé stessa finché non prelude a iniziative concrete, ecco che nell’arco di pochissimi giorni si susseguono sul suolo patrio gli eventi, le manifestazioni, i semplici fatti di cronaca che dimostrano che questo paese possiede anticorpi in abbondanza per rispondere alla sfida anti-modernista e reazionaria del Moro puzzone.

Vale la pena di stilare una piccola antologia di alcuni di questi fulgidi segnali di libertà che solo nell’ultima settimana hanno costellato le cronache nostrane. E infine, con meritato narcisismo, specchiarci dentro cotanto illuminismo e risparmiare così i soldi della prossima doccia solare.

Family Day
Quale modo migliore per dare corpo all’ondata di sdegno e di rivolta contro le religioni censorie se non raggruppando in fretta e furia un nutrito numero di liberi pensatori (almeno 300mila) al Circo Massimo a Roma? Tra i novelli John Toland in piazza e sul palco, personaggi dall’autentico pedigree liberale, tipo Mario Adinolfi, Giorgia Meloni, Maurizio Gasparri. Uniti contro il ddl Cirinnà, il riconoscimento dei diritti alle coppie omosessuali, la stepchild adoption, la maternità surrogata, la fecondazione eterologa, i preservativi, le pippe, la depilazione genitale, il modo in cui sono disegnati i maiali in Peppa Pig (a forma di cazzo, fateci caso). Come striduli fischi nei timpani degli odiatori della Cultura occidentale, risuonano ancora al Circo Massimo un paio di frasi memorabili che si candidano a spodestare, per portata simbolica, i discorsi di Martin Luther King. “Il sesso non è piacere, è procreazione” (Massimo Gandolfini, medico). “Questo è il family day, non è l’handicappato day” (Gasparri).

Padre Pio
Altra manifestazione spontanea, popolare, in difesa della cultura occidentale contro ogni superstizione retrograda e medievale. La salma di Padre Pio, icona razionalista del secolo scorso, viene trasportata a Roma da San Giovanni Rotondo. Misure di sicurezza imponenti, a dimostrazione che quando entrano in gioco i simboli della libertà lo Stato c’è e non bada a spese. Doppia scorta della Polizia di Stato e no-fly zone su San Giovanni Rotondo e Foggia, il tutto grazie al gentile contributo di 100mila euro da parte della Regione Puglia. Le spoglie del martire per la libertà riposano su materassi ammortizzanti per contrastare le vibrazioni, all’interno di una doppia teca di vetro che manco Lenin. Nugoli di appassionati giuspositivisti seguono la processione, invadendo e bloccando caselli autostradali. Alcuni cinefili si attardano sulla teca nel tentativo di scattare un selfie col santo, grazioso omaggio a una pellicola indimenticata degli anni ‘80: “Weekend con il morto”.

Lotteria pedofilia
Storie belle, storie di rivincita e di giustizia questa settimana. La Curia di Napoli stacca un profumato assegno di ben 250 euro e lo consegna nelle mani di un trentanovenne di belle speranze. La discreta sommetta, si legge, vale a titolo di risarcimento per certe birichinate nelle quali sarebbe incappato, circa venti anni fa, un membro distinto della curia napoletana, Don Saverio Mura, ai danni del beneficiario del ricco obolo. Il prelato, infatti, avrebbe abusato sessualmente, ripetutamente e nell’arco di tre anni, del giovane che all’epoca aveva tra i 13 e i 16 anni. Nonostante il reato fosse caduto in prescrizione, la Chiesa napoletana ha voluto in ogni caso manifestare la concreta vicinanza alla vittima dell’abuso (che parolone!) con un risarcimento da capogiro.

W Radio Maria
Dai microfoni di Radio Maria, emittente libertaria nata da una costola radicale di Radio Londra nel secondo dopoguerra, il direttore Padre Emilio Fanzaga ha commentato la notizia dell’imminente, si spera, approvazione in parlamento del ddl proposto dall’onorevole del PD Monica Cirinnà con parole di misericordia e compassione: “Arriverà il funerale anche per lei. Stia tranquilla!”.

Misure esemplari contro i preti pedofili
Brillanti novità sul caso di Padre Roberto Elice, ex parroco di Palermo e reo confesso di molestie nei confronti di alcuni bambini che frequentavano la sua parrocchia. Tornando sul caso, l’arcivescovo della diocesi siciliana Monsignor Romeo ha rivendicato la scelta coraggiosa e controcorrente di non denunciare il prete pedofilo. “La Chiesa ha i suoi procedimenti ecclesiastici, che non sono meno gravi di quelli penali”. Ammazza! Tipo? “[Don Roberto ] è stato rimosso dall’ufficio che ricopriva e invitato a seguire un percorso particolare in una clinica di Roma specializzata in questo tipo di situazioni. A don Roberto è stato anche vietato di celebrare messa in pubblico”. Severo ma giusto.

Uomo dalle convinzioni granitiche, nell'arco della stessa giornata oscilla tra la difesa dell'anarco-capitalismo e il vagheggiamento del socialismo reale, per lo più sulla base della propria convenienza. Nemico di tutte le religioni, ispira la sua condotta morale a due imperative categorici: “viva la merda” (R. Ferretti) e “l’amore vince sempre sul'’invidia e sull'odio” (S.B.). Viene da un posto caldo e malsano, ma ora vive in un posto freddo e salubre. Aspira a vivere in un posto caldo e salubre, ma teme che finirà in un posto freddo e malsano.

1 Comment

  1. straordinario sbeffeggiamento della falsa laicità tutta italiana e della libertà di pensiero in un paese dove una salma di prelato ormai ammuffita diventa fonte di lucro in quel di Puglia e viene visitata come una santa reliquia di cui Papa Giovanni XXIII ebbe a dire che si trattava di una vuota superstizione ridicola

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