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LA PREVALENZA DEL VEGANO

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Eurisko rende noti alcuni dati sul profilo del  Vegano: e’ donna (58%), vive al Nord-Ovest (36%), in una grande citta’ (13%), e’ in possesso di una laurea (17%), ha una posizione da dirigente (25%) ed e’ tra i 45 e i 54 anni (28%). Si tratta in sostanza di una signora- per comodita’ la chiameremo la Dottoressa- che dopo essersi presa la sua laurea in Economia alla Bocconi e aver scalato posizioni nella filiale Italiana di Unilever o Palmolive fino a diventare direttore Marketing o responsbile Ricerche di Mercato, alle soglie della menopausa ha cambiato radicalmente il suo approccio al cibo, facendone una ragione non soltanto di vitto, ma di vita. Al pari dei gay, che fanno della loro inclinazione per il sesso anale una questione politica, la Dottoressa  tende ad affermare la  superiorita’ socio-culturale che l’abuso di Tofu le conferisce, attraverso sottili violenze psicologiche nei confronti dei poveri consumatori di arrosticini di pecora. All’inizio non e’ una questione etica, la sua, ma di gusti: la carne, dice “ha tutto lo stesso sapore, lo stesso retrogusto disgustoso che mi impedisce fisicamente di mangiarla”.Con questa affermazione,  la Dottoressa forse sta suggerendo che noi amanti del cheeseburger siamo in realta’ dei palati rozzi e mononeuronali, incapaci di distinguere la differenza tra un carpaccio di manzo e una melanzana alla parmigiana mentre lei, delicatissima e raffinatissima, coglie sfumature a cui solo gli eletti hanno accesso. Il pregiudizio alimentare diventa quindi una voce sul curriculum, un indicatore sicuro di eleganza, raffinatezza e un po’ di snobismo.

Da una semplice questione di gusti si passa quindi ad un primissimo discorso etico: la nostra simpaticissima bocconiana infatti, si rifiuta di cibarsi di un cadavere. La caccia ora come ora e’ uno sport, a detta di alcuni un po’ vigliacco ma a detta di altri- se se ne rispettano le regole- molto nobile. Chi lo spiega meglio di tutti e’ Robert De Niro, ne Il cacciatore, con la sua teoria di “un colpo solo”. Per estrema sintesi, non c’e’ nulla di vile in una sfida alla pari tra animale e uomo, anzi nulla come la voglia dell’uomo di dominare la natura ha contribuito all’evoluzione della specie. Se poi qualche idiota paga 50.000 dollari per sparare con un AK-47 ad un vecchio leone, ecco, la soluzione non e’ il veganesimo, perche’ a quanto mi risulta il latte di soja non guarisce dalla stupidita’. In ogni caso, la caccia rappresenta una parte trascurabile di tutta la carne che arriva in tavola, venendo la maggior parte da macellazione industriale e allevamenti intensivi di polli, maiali e altri animali da carne da macello. A questo aspetto quantititivo si aggiungono anche aspetti qualitativi a proposito della manipolaione dei polli da batteria con l’uso di estrogeni, alla somministrazione di mangimi all’ocratossina e all’abuso di nitrati nei bovini allo scopo di indurre ritenzione idrica (e’ per questo che quando la vostra bistecca di manzo messa in padella caccia acqua vuol dire che e’ una carne di merda). Su questo aspetto qualitativo sono d’accordo al 100%: no alla carne di merda. Per dire, l’ambiente ideale per quella che diventera’ la mia bistecca e’ Kobe, dove la mia simpatica mucca beve birra e Sake’ mentre le mani sapienti di un lottatore di Sumo in pensione le massaggiano i glutei. Ma come facilmente intuibile, il problema del pollo in batteria gonfio di estrogeni  non  si risolve col Veganesimo. E’ infatti un problema legato alla mancanza di scrupoli e all’avidita’ di persone che lucrano sulle necessita’ alimentari della povera gente, proponendo carne scadente a prezzi da svendita. Se improvvisamente tutti diventassimo vegetariani o vegani (fatto peraltro insostenibile, ma su questo ci torniamo piu’ tardi) potete star certi che gli stessi individui senza scrupoli che siedono nei consigli di amministrazione delle multinazionali e che decidono la qualita’ del cibo di massa, troverebbero il modo per intensificare la coltivazione della soja attarverso l’uso di pesticidi o per sofisticare il Tofu con l’aggiunta di olio di palma idrogenato. In ogni caso, la battaglia per la difesa della qualita’ della carne e’ sacrosanta ma, ripeto, nulla ha a che fare con le scelte alimentari di base.
Andando avanti nel suo percorso passivo-aggressivo, la responsabile comunicazione di Procter&Gamble potrebbe dirci che mangiare carne fa male alla salute, sorretta in questa dalle (poche) conoscenze di scienze di alimentazione che ha appreso quando sfogliava il blog “By bye salsiccia” con il suo iPhone 6S, magari  mentre aspettava dal parrucchiere che i colpi di sole le coprisserro la frezza bianca in mezzo alla testa che le ricorda gli anni che passano. Se e’ vero che mangiare ciauscolo tutti i giorni non e’ proprio un toccasana per le arterie, e che la carne rossa in eccesso e’ stata effettivamente correlata all’aumentato rischio di alcuni tipi di cancro (colo-rectal cancer), e’ altrettanto vero che si dovrebbero avventurare in questo tipo di discorsi solo coloro che ne hanno cognizione di causa.
Per dire, ho sentito con queste mie orecchie-giuro- addetti all’impaginazione di Free Press che avevano conseguito il diploma attarverso un corso serale on-line, sostenere l’alimentazione priva di carne con argomenti tipo” i carnivori come la tigre hanno l’intestino corto, l’uomo ha l’intestino lungo QUINDI (lo metto maiuscolo perche’ e’ la parola chiave in questo ragionamento) la carne gli fa male”. Tralasciando per un momento l’ansia di tutti i vegetariani di tenere in ordine il proprio colon, anche qui il diritto di parlare di un argomento complesso come il cancro e’ qualcosa che ci si deve meritare (per dire Veronesi puo’ farlo, il grafico di Leggo no). Per semplificare comunque, possiamo certamente dire che una corretta informazione alimentare che tenga conto di tutti gli elementi senza focalizzarsi ottusamente su un singolo aspetto, e’ da salutarsi piu’ che benevolmente. Per inciso, il tutto si puo’ riassumere con quanto segue: carne rossa, una volta al mese. Carne bianca, una volta a settimana. Uova, una volta settimana. Pesce, due volte a settimana. Latticini, quanto basta. Carne processata, il meno possibile. Frutta e verdure fresche e di stagione, tutti i giorni. Dolci, solo ai compleanni. L’uomo e’ in cima alla piramide alimentare e come tale, a prescindere dalla lughezza del suo intestino, necessita di assumere con l’alimentazione tutto quello di cui ha bisogno. Che poi sia un predatore cosi’ abile e ben organizzato da potersi approvviggionare di cio’ di cui abbisogna sui banchi del supermercato anziche’ uscendo da una caverna armato di clava e vestito di pelliccia, beh e’ una conseguneza dell’evoluzione, la stessa che ha prodotto l’Iphone 6S, le serie TV americane e il fotovoltaico. Quella stessa evoluzione peraltro ha prodotto sciagure come l’animazione nei villaggi turistici, alcune serie Tv americane e  il Veggie Burger.
Un altro argomento, che si ricollega a quanto detto sull’allevamento industriale, che la Senior Brand Manager del Colgate potrebbe mettere sul tavolo della discussione e’ il rispetto dell’ambiente. Partiamo subito da una verita’: le mucche, che hanno quattro stomaci e consumano enormi quantita’ di erba, scureggiano. Scuregge di metano, responsabili pare del 7% delle emissioni di Metano. a loro volta deleterie per il surriscaldamento globale. Paradossalmente, l’allevamento bovino incide sul surriscaldamento globale piu’ dei  voli transoceanici dei Boeing 747. La soluzione che ad oggi e’ stata trovata e’ stata quella di tassare le scuregge della mucche. Chissa’ cosa ne pensano ai vertici della Vokswagen. Il problema e’ che se all’improvviso diventassimo tutti Vegani, lo scenario sarebbe apocalittico. Bisognerebbe infatti trasformare i pascoli in coltivazioni intensive di lenticchie, riso basmati, soja, soja e soja. Dal punto di vista dell’ecosistema, questo semplicemente non e’ sostenibile e avrebbe conseguenze sull’equilibrio planetario ben piu’ catastrofiche delle scuregge delle mucche. Sta per uscire un libro fatto di tabelle che spiega nel dettaglio perche’ a cambiare i pascoli dell’Oregon in piantagioni di Soja, a rimetterci sarebbe tutto il pianeta. (la soja peraltro contiene fito estrogeni, utilissimi per contenere le vampate  da menopasua della Dottoressa ma meno efficaci per tenere vivo il desiderio del suo compagno, che gia’ fa fatica a desiderarla adesso che ha passato i quarantacinque).
Per tornare all’unico elemento che realmente mi interessa, cioe’ quello relativo al gusto, vorrei concludere con un’immagine, relativa all’imminente lancio sul mercato del Vegorino, definito come “il primo alimento vegetale, fermentato, crudo,con probiotici di calcio e magnesio”. Pur chiedendomi cosa voglia dire “probiotici di calcio e magnesio” (calcio e magnesio sono Sali minerali, i probiotici organismi monocellulari responsabili di processi fermentativi), mi pare evidente la voglia del popolo Vegano di prevalere non solo dal punto di vista dell’etica, della salute e dell’impegno sociale ma anche da quello del gusto. Ora, tenendo bene a mente che il Vegano ha cominciato a smettere di mangiare di carne perche’ “ha tutta lo stesso gusto”, con quale aromentazione adesso propone questo prodotto vegetale che vuole competere con il pecorino romano, quello stagionato che si mette sull’amatriciana o con cui si assembla la carbonara?
Allora cara Dottoressa, perdiamoci di vista, che e’ meglio. Mentre io staro’ probabilmente affettando la mia tagliata di manzo danese, tu probabilmente starai passeggiando per il pianeta Seitan alla ricerca del sapore peduto. Come dire, viviamo in pianeti diversi, ma ecco, credo di sapere quale sia quello dove ci si diverte di piu’.

Presidente fondatore, nonchè socio unico, del FLNRPABMB-Il Fronte di Liberazione Nazionale dalla Rucola-Pachino-Aceto Balsamico-Mozzarella di Bufala, amo invitare alla mia tavola bevitori di sangue, collezionisti di sogni infranti e consumatori di aria fritta. Guardo con egual sospetto vegetariani, amanti della carne ben cotta e assassini seriali. Da sempre mangio per piacere e mai per necessità.

16 Comments

  1. “Al pari dei gay, che fanno della loro inclinazione per il sesso anale una questione politica”
    Ma ti rendi conto della cazzata che hai scritto? Hai preso dei soldi almeno per farlo, o sei solo stronzo?
    Peccato, il resto dell’articolo era anche passabile.

      • Peccato. Beh, allora fai le cose come si deve, argomentami la frase che ti ho citato, se hai 10 minuti da spenderci. Mi interessa. Se pensi che qui sia Off topic, la mia mail la avete, oppure facci un articoletto.

        • É off-topic, decisamente. Una provocazione giusto per dare un po’ di colore alle polpette. Comunque provo a sintetizzare: l’omosessualità-vale a dire accoppiarsi con soggetti dello stesso sesso, che nel caso degli uomini si concretizza attraverso rapporti anali per ovvie ragioni anatomiche- é un qualcosa che parte come espressione di un bisogno primario. Al pari della necessitá di mangiare infatti, il sesso é una funziona biologica base che ha la sua principale destinazione d’uso nella procreazione e molto poco secondariamente nella soddisfazione psico-fisica di chi lo esercita. In entrambi i casi quindi trovo assurdo farne temi di dibattito socio-politico sia di discriminazione che di integrazione, così come mi danno l’orticaria tutte i tentativi di attribuire particolari tratti della personalità ai rappresentanti di categorie molto teoriche.

          Insomma, te lo spiego con un esempio: é come se ad un certo punto qualcuno fondasse una associazione dell’orgoglio del cesso alla turca, in difesa dei diritti del cacare accovacciati, lanciando anatemi a sfondo salutista contro quelli che cacano seduti.

          • Lungi da me il volere andare off topic e spostare l’attenzione dal tema che hai proposto, la faccio breve. La tua mi sembra un pensiero (nemmeno opinione) da barzelletta, tracotantemente sciatto e puerile, tipico di chi non conosce e nemmeno vuole conoscere. Che non tiene conto di quello che il movimento rainbow è (un insieme di persone, non un establishment), di cosa desidera (diritti dovuti, e non privilegi o potere) o di cosa rivendica (il diritto ad amare e ad essere orgogliosi di se stessi, e non soltanto la gioia in un atto sessuale). Spero di aver modo di dimostrarti lungamente quanto ti sbagli nelle sedi appropriate, non voglio sottrarmi al confronto con la scusa dell’OT.

          • Erano anni che aspettavo di vedere usato il termine “tracotantemente”, complimenti. É probabile che la mia opinione sul tema abbia il peso di una pernacchia, perché piú o meno di quello si tratta. Il punto é che per me il tema non esiste più di quanto non esiste un orgoglio per cacare accovacciati o dormire col materasso ortopedico.

          • (riprovo…)

            a andy, questo spera ” di dimostrarti lungamente quanto ti sbagli nelle sedi appropriate”.

            al proposito ti offro come consiglio una citazione da un testo (a me) sacro:

            “ma l’anselmo, previdente,
            fin le brache avea d’acciar”

          • Ok ma non dimenticare la direzione dei rapporti causa-effetto. Fidati che esisterebbe anche il movimento dell’orgoglio di cacare accovacciati se fosse in vigore da sempre una legge che impedisce a chi ha il cesso alla turca di sposarsi.

            Per tornare on-topic, sono d’accordo che è ridicolo promuovere il veganesimo buttandola sul gusto (“la carne ha tutta lo stesso sapore”. dai. dai. seriously) ed è un po’ bambinesco difendere una propria scelta di vita con la linea “è meglio in tutto, IN TUTTOOOO SONO MEGLIO IN TUTTOOO”. Una tale foga getta anche un po’ di sospetto sulle reali motivazioni della scelta.
            Però, anche qui: il vegano di Facebook, il vegano “politico” che tanto ci ha spaccato i maroni, è il vegano -visibile-. Il vegano medio è un tizio qualunque (magari una sciura dottoressa qualunque). Se allarghiamo lo sguardo al mondo, il vegano medio è tipo un indiano della periferia di Delhi che lavora in cantiere. Il vegano politico, quello che vorrebbe che tutto il mondo fosse vegano, è un fenomeno che ha la stessa matrice di quello che vorrebbe che tutto il mondo fosse religioso, o ateo, o eterosessuale, o omosessuale. Per me l’oggetto della discussione non conta neanche più, io me la prendo proprio con la persona: quelli che vogliono cambiare gli altri per renderli simili a sè (come li vogliamo chiamare? anche solo estremisti?) hanno abbastanza rotto il cazzo. Specialmente se l’argomentazione è che essere simili a loro è meglio in tutto IN TUTTOOOOO

          • Ma difatti Simone, direi che cogli pienamente il punto. La prevalenza del Vegano (o di tutte le altre categorie che citi, di quelli che vogliono cambiare a propria immagine e somiglianza il mondo) altro non e’ che la Prevalenza del Cretino.

  2. ultimamente su libernazione pare essere sbocciata la stagione dei provocatori arguti. a parte il paziente esercizio della ragione da parte del lodevole capriccioli, o la franchezza liberale di mazzone, il resto è una parata di intelligentoni che ha reso questo blog talmente intelligente da apparire quasi noioso

    • Ciao minimamoralia, non sai che fatica convincere il correttore automatico di iPad a scrivere il tuo nick. Questo post comunque, escludendo la battuta sui gay, non vuole essere provocatorio ma anzi é tendenzialmente un post fact based. Se hai voglia, di quello mi piacerebbe parlare.

  3. Sul tema non c’è molto altro da aggiungere, quanto è scritto è in buona sostanza la realtà (una precisazione sulle emissioni dei bovini, in realtà più che scoregge sarebbero perlopiù eruttazioni dalla bocca mentre ruminano. Oltretutto, pensate se non venissero allevati più animali: i campi come li concimiamo? Ovviamente con fertilizzanti minerali, risorsa esauribilissima).
    Venendo alle conclusioni:
    Qualsiasi approccio ideologico all’alimentazione è – per definizione – antiscientifico. Rivendicare con orgoglio che “ce piace ‘a carnazza” non rende un onnivoro meno ridicolo di un vegano che lo fa. Conosco 3 persone vegane e 5 vegetariane, e come tutte le persone di cui tendo a circondarmi, sono persone squisite e per niente assillanti: e rimango convinto che chi strilla più forte sia una minoranza. Che la dieta più salutare e sostenibile sia grossomodo quella di cui parla Andy nell’articolo è acclarato da decenni. Con un argomento come questo, di cui sono già stati scritti fiumi di parole, è difficile risultare originali.

  4. Bhe, dopo che hai dato del coglione a chiunque non sia un oncologo e dica che la carne rossa faccia male, te ne esci con una cazzata abominevole con cui dimostri di non aver capito la differenza tra buco nell’ozono ed effetto serra.
    Il metano e’ responsabile dell’effetto serra, non c’entra con l’ozono.

    Personalmente non mi sento di criticare uno che non capisce na mazza che dice che e’ meglio non mangiare la carne perche causa il cancro o che l’allevamento di bovini buca l’ozono. Il messaggio e’ quello giusto. Se poi non e’ uno scienziato che problema c’e’.

    Mi piace meno quello che critica un poveraccio che almento ha delle idea buone in testa e poi ne capisce tanto quanto.

    • Ciao Riccardo grazie per la segnalazione, ho corretto. La prima frase mdiceva “… pare responsabili del 7% di emissioni di metano” etc. e poi c’era la cazzata sul buco nell’Ozono (O3). Ecco, la parola chiave di quella frase era PARE, messa li’ proprio perche’ l’inquinamento atmosferico non e’ la mia materia (mentre il cibo lo e’), tant’e’che mi limtavo a citare un’informazione Copia-incollata da fonte generica (Corriere della Sera, non New England Journal of Medicine, per dire). La presenza del link, che sbugiardava a portata di click la mia affermazione sul buco dell’ozono, e’ prova di buona fede. E’ peraltro una dimostrazione di quanto affermato altrove, che se cioe’ ci si avventura in argomenti che non si conoscono, ripetendo a pappagallo o Copia-incollando da altrove, si finisce facilmente a sparare cazzate.

      Poi. Le scuregge delle mucche, sia che causino il surriscaldmanto globale sia che buchino l’ozono, non hanno un impatto diretto sul nostro stile di vita. O meglio, e’ molto difficile che modificando il nostro stile di vita si possano limitare le scuregge delle mucche (questo avverrebbe solo se TUTTI smettissimo di mangiare carne bovina. Da qui, la becessita’ del vegano di diffondere la propria dottrina vegetariana con la motivazione aggiuntiva della tutela ambientale.).

      A livello individuale invece, se si decidesse di eliminare completamente la carne dalla propria dieta (perche’ di questo stiamo parlando, mentre siamo tutti d’accordo nel limitare il consumo di carne rossa- l’unica certamente correlata ad un aumento di rischio del Colo-Rectal Cancer, un tipo di cancro ben specifico quindi e non “il cancro” in generale) bisognerebbe farlo con cognizione di causa, ben sapendo a cosa si va incontro e non limitandosi a ripetere a pappagallo le fanfaluche di un nutrizionista ayurvedico che si e’ diplomato in un Supermarket.

  5. Ridicolizzate l’impegno altrui perché probabilmente, oltre a scrivere sciocchezze da precari con troppo tempo libero, vi rode che ci sia gente che con sacrificio e disciplina riesca a dare quel contributo concreto che voi non riuscite a dare 😉

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