un blog canaglia

La partita più assurda della storia del calcio

in sport by

Il 27 gennaio 1994, al Barbados National Stadium di Saint Michael, si tenne il match di calcio Barbados – Grenada. Perché mai parlare di un match di calcio valevole per il turno preliminare della Coppa dei Caraibi tenutosi venti anni fa? Perché questo match è conosciuto dagli addetti ai lavori come La partita più assurda del storia del calcio. Per farla breve: verso il finire della partita, i calciatori di Barbados hanno segnato deliberatamente un autogol. Quelli di Grenada, a quel punto, hanno provato a segnare a loro volta una rete nella propria porta. Come è stato possibile un tale rovesciamento logico? Andiamo con ordine.

Tutto nasce dal regolamento della Coppa dei Caraibi di quell’anno. Tale regolamento prevedeva, inizialmente, 6 gruppi da 3 o 4 squadre, che si sarebbero incontrate in partite secche. Al termine, la prima classificata del girone avrebbe passato il turno. In caso di parità, si sarebbe guardato alla differenza reti. Fin qui tutto bene.

Ma, appunto, fin qui. Perché gli organizzatori, in un momentary lapse of reason, inserirono altre due regole relative allo svolgimento delle partite. Innanzitutto, stabilirono che le partite non potevano finire in parità. Pertanto, in caso di parità alla fine dei tempi regolamentari, si sarebbero dovuti giocare i tempi supplementari con la regola del golden gol, ovvero chi segna il primo gol durante i tempi supplementari ha automaticamente vinto, e la partita finisce lì. La regola del golden gol in sé non è peregrina, fu adottata per qualche anno anche in manifestazioni molto più importanti (la Francia vinse un Europeo nel 2000 grazie a tale regola contro l’Italia). La cosa che lascia interdetti è il suo utilizzo in partite che non sono ad eliminazione diretta, partite che per definizione possono finire anche in parità.

Ma non è certo questo il problema. Il vero problema, il comma del regolamento che ha trasformato Barbados – Grenada nella partita più assurda di sempre, è un altro: l’eventuale gol segnato nei supplementari, non si sa bene per quale imperscrutabile motivo, sarebbe valso doppio. Quindi, se per ipotesi una partita fosse finita ai tempi regolamentari sull’1-1, e poi un team avesse segnato durante i supplementari, la partita sarebbe finita 3-1. Con tutto ciò che ne consegue, soprattutto in termini di differenza reti.

Orbene, fatta questa doverosa premessa, veniamo al nostro match, che fu l’ultimo di un girone che comprendeva Grenada, Barbados e Porto Rico. La partita tra Porto Rico e Barbados terminò 1-0. La partita tra Grenada e Porto Rico terminò 2-0 dopo i tempi supplementari (quindi, in realtà, 1-0. Ma per quella folle regola succitata, formalmente fu considerato 2-0). A quel punto guidava la classifica Grenada con tre punti in una partita e differenza reti +2, seguita da Porto Rico con tre punti in due partite e differenza reti -1 e Barbados con zero punti in una partita e differenza reti -1. I più attenti di voi avranno già notato che, per passare il turno, Barbados avrebbe dovuto vincere contro Grenada con due (o più) gol di scarto. Vincere con un solo gol di scarto avrebbe sì portato Barbados anch’essa a tre punti, ma con differenza reti zero, inferiore a quella eventuale di Grenada (+1).

Il match si mise subito bene per Barbados, avanti per 2-0 nel primo tempo: a passare il turno sarebbe stata quindi Barbados. All’83mo minuto, però, Grenada accorciò le distanze portandosi sul 2-1. A quel punto, sarebbe stata Grenada a passare il turno. Quindi Barbados si lanciò disperatamente all’attacco alla ricerca del gol del 3-1. Questo però fino all’87mo minuto, quando Barbados ebbe la più grande idea dopo il big bang, che mi piace immaginare sia nata così:

– riga’, qua c’avemo solo du minuti per fa’ un gol, se mette male.
– senti un po’, e se invece ci facciamo un autogol?
– ma sei cretino?
– no, ascolta. Noi ci facciamo un autogol, andiamo sul 2-2 e quindi andiamo ai supplementari. A quel punto abbiamo 30 minuti, e non più 3 più recupero, per segnare il gol che ci serve. Perché, ti ricordo, che il gol nei supplementari vale doppio. La partita a quel punto finirebbe 4-2 e noi saremmo qualificati.
– BELLO CHE SEI, VIENI QUA, FATTI DARE UN BACIO IN FRONTE!

e così avvenne.

Al minuto 87 il difensore di Barbados Sealy tirò fortissimo verso la propria porta, portando il match sul 2-2. A quel punto, però, i giocatori di Grenada capirono la strategia di quelli di Barbados, e fecero una riflessione che mi piace pensare sia stata fatta così

– anvedi ‘sti bastardi, cor 2-1 passavamo noi, mo invece se dovemo fa’ pure i supplementari, cor rischio che ‘sti stronzi vincono 4-2 segnando solo un gol!
– senti un po’, e se invece ci facciamo un autogol?
– ma sei cretino?
– no, ascolta. Facciamo come hanno fatto loro. Perché si sono fatti un autogol? Perché per loro pareggiare è meglio che vincere con un gol di scarto. Appunto. Facciamoci anche noi un autogol, la partita finirebbe 3-2 per loro ma saremmo qualificati noi.
– BELLO CHE SEI, VIENI QUA, FATTI DARE UN BACIO IN FRONTE!

e così avvenne.

I calciatori di Barbados, a quel punto, si resero conto che stavano per subire lo stesso trattamento che avevano riservato a quelli di Grenada poco prima, e quindi, invece di difendere la propria porta e di attaccare verso la porta di Grenada, cominciarono a difendere la porta di Grenada. Tutto qui? No, perché, se ci pensate bene, a Grenada andava bene non solo l’autogol, ma anche il gol, perché a quel punto, vincendo 3-2, avrebbe chiuso ogni tipo di discorso qualificazione portandosi a quota 6 punti in classifica.

Dopo il 2-2, quindi, Grenada provò a farsi un autogol, ma i calciatori di Barbados glielo impedirono. Allora Grenada provò a segnare, ma i calciatori di Barbados glielo impedirono. Insomma, gli spettatori assistettero allo spettacolo più assurdo mai avvenuto su un campo di calcio: una squadra (Barbados) difendeva entrambe le porte e un’altra (Grenada) attaccava entrambe le porte. Lisergico.

Per la cronaca: ai supplementari Barbados riuscì effettivamente a segnare, la partità finì 4-2 e Barbados passò il turno.

Nato e cresciuto tra la provincia di Napoli e quella di Salerno, amo i loro lati positivi e odio quelli negativi. Dice: e grazie arcangelo. No no, provate a parlare con chi ci vive. Dal 2000 mi trovo stabilmente a Roma, dove ho cambiato idea diverse volte, credendo che sia questa la vera chiave. Vi amo tutti.

2 Comments

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from sport

Cattivi maestri

In tutta la vicenda dello scontro tra Valentino Rossi e Marc Marquez,
Go to Top