un blog canaglia

La partita di Bergoglio

in società by

Poi, a un certo punto, ti viene il dubbio.
Perché l’elezione di papa Francesco, a onor del vero, l’avevi salutata come una mossa di marketing pura e semplice: adesso eleggiamo il papa “de sinistra”, così recuperiamo un bel po’ dell’empatia smarrita con quel catafalco del tedesco e li freghiamo tutti un’altra volta.
Senonché, succedono delle cose.
Succedono cose, tanto per dirne una, tipo l’ormai celeberrimo passaggio dell’intervista a Civiltà Cattolica a settembre dell’anno scorso:

Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi. Questo non è possibile. Io non ho parlato molto di queste cose, e questo mi è stato rimproverato. Ma quando se ne parla, bisogna parlarne in un contesto. Il parere della Chiesa, del resto, lo si conosce, e io sono figlio della Chiesa, ma non è necessario parlarne in continuazione

Dopodiché, a seguire, le epurazioni: via dalla Congregazione per i Vescovi l’ultraconservatore Raymond Burke, che aveva commentando le dichiarazioni di Bergoglio sui gay con un inequivocabile “questo è uno scandalo, una contraddizione, è sbagliato”, e sull’esortazione “Evangelii gaudium” si era addirittura spinto fino a dichiarare “ciò che posso dire è che non mi pare possa essere considerato parte del magistero papale”; via il conservatore Mauro Piacenza, pupillo di Bertone; via Angelo Bagnasco, supporter di Scola al Conclave; via Mariano Crociata dalla CEI.
Poi una commissione sullo IOR e un’altra sui preti pedofili, con la parola d’ordine “massima severità” e, soprattutto, con l’esplicito richiamo alla promozione dei “procedimenti dovuti nei confronti dei colpevoli”: e la significativa risposta della CEI, roba del tenore di “nessuna responsabilità, diretta o indiretta, per gli eventuali abusi sussiste in capo alla Conferenza episcopale italiana” e “il vescovo, non rivestendo la qualifica di pubblico ufficiale né di incaricato di pubblico servizio, non ha l’obbligo giuridico di denunciare all’autorità giudiziaria statuale le notizie che abbia ricevuto in merito ai fatti illeciti”. Per la serie: France’, sii bravo, vedi di non farla fuori dal vaso.
Il tutto, tanto per movimentare la situazione, tra gli strali dei cosiddetti “intellettuali cattolici” più tradizionalisti e conservatori come Gnocchi e Palmaro (“questo papa non ci piace“), De Mattei (“un approccio infelice“), Ferrara (“la sposa infedele“).
E così via fino ad oggi, fino ai cinque cardinali “dissidenti” che ce l’hanno con Bergoglio sulla questione della comunione ai divorziati, e tanto per cambiare lo contraddicono, manco fosse uno qualunque, senza troppi giri di parole: “Queste non sono regole inventate dalla Chiesa: esse costituiscono la legge divina e la Chiesa non può cambiarle”.
Insomma, non lo so: magari l’elezione di papa Francesco è stata davvero una scelta di marketing, come blateravano quelli come me nei giorni immediatamente successivi; ed in tal caso si direbbe che la scelta stia inesorabilmente scappando di mano a chi l’aveva compiuta. Oppure no, l’argentino ha semplicemente vinto e basta, in base ai meccanismi semisconosciuti ai più (me per primo) che governano il Conclave e alle guerre politiche interne che ne costituiscono il presupposto.
Sia come sia, sta di fatto che Bergoglio si è rivelato decisamente scomodo, e di brutto, per parecchi di quelli che in teoria dovrebbero essere dalla sua parte: e ho come il sospetto che l’avversione non ci metterà molto, ammesso che la cosa non stia già avvenendo, a trasmettersi come l’influenza aviaria a una (cospicua) parte del “gregge”; quelli, per capirci, che hanno esultato festosi il giorno dell’elezione perché che bello, il papa che torna a una Chiesa diversa e povera e umile, ma si ritrovano sempre più spesso con lo stomaco che gli brucia a forza di sentirsi dire che non l’avevano mica capito bene cosa vuol dire essere cattolici. Oppure che a forza di essere cattolici si erano dimenticati di essere cristiani.
Perché è questo, a ben guardare, il messaggio indigeribile che trapela, forse spesso un tantino flebile ma sicuramente per la prima volta in bocca a un papa, da quanto va dicendo l’argentino: guarda, cicciobello, che gli omosessuali, le donne che abortiscono, i divorziati e compagnia cantando non sono mica peggiori di te, e soprattutto tu mica sei meglio di loro; guarda che sono loro, il prossimo da “amare”; e guarda che amare e fare finta, amare e giudicare, amare e promuovere crociate non sono mica la stessa cosa, neanche un po’.
Ecco, io credo che la partita di Bergoglio si giochi qua: sulla proporzione tra la parte di “popolo” che riuscirà a portarsi dietro e quella che rischia, in un modo o nell’altro, di rivoltarglisi contro; con buona pace di quelli come me, che a marzo di due anni fa hanno gridato all’operazione di marketing ma sono disponibili, ove necessario, ad ammettere di aver sbagliato.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

14 Comments

  1. questo è marketing all’ennesima potenza!
    è l’evoluzione della reglione per mantenere viva la menzogna sull’esistenza di dio!
    per amare il prossimo non c’è bisogno ne di dio, ne del papa ne del vaticano!
    infatti di ridurre il costo della chiesa a carico dello stato italiano non se ne parla neanche di striscio!
    mentre papa bergoglio, in arte francesco, parla si continua ad aumentare il costo degli insegnanti di religione, delle scuole private, dei rave a base di ostie e apparizioni

  2. ma davvero si può pensare che venga messo a capo della più potente organizzazione del mondo uno che la pensa diversamente dai vertici? e come ci arriva? volando?

    • Ovvio che ci arriva volando!
      E’ il rappresentante di Dio in terra e scende dai cieli!
      O penserai mica che sia arrivato in treno?
      Dall’Argentina, poi, hai idea di che giro avrebbe dovuto fare?

  3. il magistero su gay, temi etici e compagnia cantante non è cambiato di una virgola. bergoglio è un simpatico chiacchierone, ma si guarda bene da modificare la posizione ufficiale della chiesa su qualsiasi cosa. quando si insinua in temi più profondi, capisco lo smarrimento dei cattolici più esigenti, perchè è di una pochezza disarmante e non poche sono le castronerie che gli ho sentito attribuite.
    la chiesa è quella che è, ieri, oggi e domani, finchè, come tutti i fenomeni umani, non scomparirà anch’essa. credere che un papa voglia e possa operare uno scossone ad un marchingegno oliato, massiccio e inscalfibile che contraddistingue da sempre quell’enorme impostura sociale, vuol dire che l’effetto marketing ha pescato e bene anche tra i laici.

    • Minimamoralia, uno dei dogmi della chiesa è l’infallibilità papale, quindi in teoria nessuna delle parole che escono dalla bocca di Bergoglio è una “chiacchiera” ma dovrebbe di diritto entrare in dottrina.
      La visione monolitica della Chiesa cattolica come un organismo immobile nei secoli, che sia frutto di ignoranza o di ideologia anticlericale, non aiuta a capire cosa sta succedendo in occidente, dove la Chiesa è un fatto profondamente politico, oltre che sociale.

      • l’apparenza può non essere immobile nei secoli (alcuni dogmi se li sono inventati il secolo scorso) ma il forziere è sempre quello e sempre più pieno!

      • La Parola del Papa è infallibile solo quando parla ex cathedra, cioè quando aggiunge un nuova dogma o dichiara che una determinata dottrina è rivelata. Mi sembra che fino ad ora se ne sia tenuto ben lontano, dalla cathedra. E’ tuttavia positivo che abbia messo in discussione le pratiche dello IOR e tutto il resto, purtroppo ha un nemico enorme non solo in alcune aree della CEI, ma anche in altre potenti organizzazioni che della religione prendono in prestito la fede per scopi turpi e di esercizio del potere secolare

  4. Mi piace quello che hai fatto.
    Mi piace leggere parole oneste che rivedono il proprio pensiero.
    A prescindere dai commenti e dagli ulteriori approfondimenti, che non mi sento di fare in quanto sicuramente ignorante, trovo il tuo articolo interessante e degno di lettura.
    In articolo che, comunque, dovrebbe portare a delle riflessioni.
    A prescindere.
    🙂

  5. “Queste non sono regole inventate dalla Chiesa: esse costituiscono la legge divina e la Chiesa non può cambiarle”
    Questa mi fa morire!

    – Astinenza sessuale per i preti: nessuna notizia prima del IV secolo
    – Celibato per i preti: XII secolo
    – Confessione: di nuovo XII secolo
    – Infallibilità papale: 1870(!)

    “legge divina”, certo, “non sono regole inventate dalla chiesa”, come no!

  6. per me il Papa capisce che su alcuni di questi temi (sopratutto su divorzio, aborto e uso del profilattico) le gerarchie clericali sono scollegate rispetto al gregge che ormai ha accettato e metabolizzzato le questioni sopracitate come dati di fatto non modificabili

  7. Bergoglio è un bravo signore che dice cose di assoluto buon senso, anche un tantinello banali.

    Non mi risulta, però, che abbia detto che le tasse sugli immobili le debbono pagare tutti, anche e soprattutto la Chiesa, che dispone di uno sterminato patrimonio immobiliare praticamente esentasse.

    Non si dà pensiero, il buon Bergoglio, delle famiglie messe in croce da IMU, TASI, TARI e altre schifezze scaricate su di loro, mentre i potenti-la Chiesa in testa-se ne sbattono di tutto e non pagano un euro?

    E come mai i pannellidi, urlanti e starnazzanti fino a qualche anno fa contro il “Vaticano talebano che non paga l’IMU”, ora tacciono, profondissimamente tacciono, vigliaccamente tacciono, anche perché il Grande Capo vuole prendere la cittadinanza vaticana e perciò guai a chi fiata?

  8. Hej Agneta!Vi vill hemskt gärna att du och din väninna besöker oss så att vi får till en bättre blandning av åldrar än vad det kanske har varit eftersom det är ett av våra uttalade mål Så ni är båda varmt välkommna på våra araangemrng, hoppas vi ses!

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from società

Al posto di Fabo

Già si sentono i rumori di fondo dell’esercito di fondamentalisti che si
Go to Top