un blog canaglia

La lobby di Pavlov (complottismo, ton amour)

in società by

Quell’adorabile cazzone di Fox Mulder è stato probabilmente il primo complottaro a godere di fama mondiale. Nonostante poi avesse quasi sempre ragione lui , ed effettivamente si il complotto c’era e gli alieni, gli esperimenti, l’uomo che fuma e così via, non credo si sia mai davvero scrollato di dosso l’etichetta di svampito che cammina con gli occhi al cielo, cercando U.F.O.,  e prendendo un palo in mezzo agli occhi. Come ricorderete, il vecchio Fox arredava il suo ufficio con il famoso poster con il disco volante e la scritta “I want to believe”.

Sui muri delle officine di tutti gli ufologi

i-want-to-believe

Il succo di ogni discussione con un complottista, se ci pensate bene, sta tutta qui: puoi portare quante prove vuoi, dimostrare la scelleratezza di ogni strampalata teoria, ma se uno ci vuole credere non riuscirai mai convincerlo: lui continuerà a sentirsi Fox Mulder, e tu per lui sarai sempre di più l’uomo che fuma.

Non esiste complotto o cospirazione che schiere di giornalisti o divulgatori scientifici non abbiano analizzato e sezionato fino a dimostrarne l’inconsistenza. Quasi tutti nascono per burla (come le scie chimiche), per errore (come la storia di Wakefield e i vaccini che provocano l’autismo), o addirittura affondano le radici in pericolose teorie razziste create ad hoc per giustificare persecuzioni e pogrom. Eppure tutte godono di ottima salute, e qualcuna continua a produrre i suoi preoccupanti effetti. Non credo sia solo per vanità, o per secolarizzazione del presente che tutto questo accade: credo che, al netto delle capacità individuali, internet ha dato ai figli di una generazione orfana di X Files la possibilità di sentirsi Fox Mulder per un’ora o due al giorno. Di lottare come Mulder: eroico agente dell’FBI che da solo affronta C.I.A., esercito, governo ombra.

Lo schema è lo stesso.

L’impari lotta tra uno-di-noi e la grande multinazionale (dei farmaci, del cibo, del trasporto aereo) è un artificio retorico di sicuro effetto che genera grandi consensi. L’ostinata purezza di chi denuncia con un video su youtube il prossimo piano del governo per istallarci microchip sottopelle è commovente, nella sua dabbenaggine. Quello che conta è che eroe sia, e solitario, perché serve sempre lo stesso personaggio per continuare nella rappresentazione donchisciottesca della lotta del piccolo risparmiatore contro la finanza mondiale, del medico squattrinato contro le Big Pharma, del politico-uomo-della-strada che rimette in riga l’Europa delle banche: tutto questo noi crediamo, a tutti loro noi diamo ascolto.

La semplice costatazione che esistono argomenti complessi, non sempre riassumibili in una dicotomia giusto/sbagliato e bene/male, è un’imperdonabile fisima intellettualoide per un popolo abituato a rispondere pavlovianamente a stimoli quali “banche”, “lobby” ,“Kasta”, “scienza ufficiale” “grande industria farmaceutica”.

Quella dei complottisti è una società cupa e misterica, quasi medievale: in ogni ambito della sua vita il cittadino è solo, alla mercè degli interessi di gruppi finanziari e società segrete che continuamente tramano per danneggiarlo. Il progresso, anche quando è reale e tangibile, viene guardato con sospetto e non si ha alcun reale interesse a comprenderlo. La verità rivelata viene comodamente servita a scapito della “verità ufficiale”, e non importa sapere se chi parla è davvero in buona fede o, più semplicemente, competente in materia.

Importa che sia controcorrente, perseguitato, fuori dai giochi,  meglio ancora se squattrinato. Che non abbia interesse economico in quello che fa. Che sia costantemente ostacolato nel suo cammino di rivelazione da occulte ma potentissime entità. Proprio come Fox Mulder.

La verità è la fuori, ma fa ridere.

21 Comments

  1. Caro Dracula,

    sono d’accordo al 99% con il tuo articolo, tuttavia devo farti un’osservazione:

    quando dici “quasi medievale” secondo me ti affidi ad una rappresentazione ideologica: infatti fintanto che l’accesso alla Verità con la V maiuscola era affidata all’interpretazione del Clero, le spiegazioni non erano in mano al popolo, ma ai vertici ecclesiastici che interpretavano i misteri teologici

    è il protestantesimo a ben vedere che instaurando il rapporto diretto del singolo con il divino spalanca le porte alle interpretazioni personali della verità, il grande sviluppo dei testi alchemici ed esoterici è post rinascimentale,

    in fondo, l’ingenuità protestante che permette a chiunque di interpretare i misteri del creato e la volontà del divino è la stessa ingenuità di chi oggi, di fronte ad una realtà complessa, cerca di interpretare a suo modo fenomeni macro-economici, scientifici, di potere etc…

    inoltre, nella misura in cui si assiste all’individualizzazione della società attraverso la progressiva disgregazione di forme di socializzazione intermedie (famiglia, piccole comunità, etc) l’individuo, lasciato solo nel rapporto con la verità ultima, è libero di dare le spiegazioni più fantasiose, senza affidarsi agli “esperti”

    per quanto vessatoria, almeno la funzione dell’istituzione ecclesiastica ha avuto il merito di imbrigliare il non-senso della complessità in una struttura teologica più o meno “universale”…

    trovo che l’individualismo che caratterizza sia lo sviluppo del protestantesimo che del capitalismo sia naive così come lo sono infatti le teorie del complotto …

    se mi si passa il termine, come diceva qualcuno, dal momento in cui abbiamo smesso di credere in Dio (e mi riferisco ad una entità non confutabile scientificamente non personale e puramente astratta, diciamo alla Godel), crediamo a qualsiasi cazzata!

    • “se mi si passa il termine, come diceva qualcuno, dal momento in cui abbiamo smesso di credere in Dio (e mi riferisco ad una entità non confutabile scientificamente non personale e puramente astratta, diciamo alla Godel), crediamo a qualsiasi cazzata!”

      questa in realtà è la tesi dell’altro articolo di Capriccioli, che mi trova molto più d’accordo

    • @Gutto. Per medievale intendevo esattamente questo: una società che presuppone uno “spiegatore” e un “ascoltatore”, quest’ultimo con scarsa conoscenza dei meccanismi del mondo che lo circonda.

      Ora ci sarebbero gli strumenti per orientarsi un pò meglio…

      • forse, ma in una società medievale il pensiero dell’ascoltatore sarebbe stato piegato alla verità ufficiale, la devianza eradicata tramite la terribile inquisizione, e le teorie del complotto non sarebbero fiorite

        inoltre gli ignoranti sono milioni anche oggi e gli strumenti ci sono, per chi ha un po’ di educazione, ed aimè, siamo ancora troppo pochi… se così non fosse non potrei spiegarmi il successo del gioco d’azzardo e tante altre cose del mondo contemporaneo

  2. Condivido le tesi di Capriccioli, mi sembra che tuttavia complottismo e internet siano inevitabilmente legati. Possiamo dire che la leggenda urbana è diventata globale grazie a internet e, mattoncino dopo mattoncino, utente dopo utente, la bufala è cresciuta fino a diventare (pare) invincibile. Si è globalizzata diciamo, e con il minimo sforzo da parte degli utenti (una condivisione, un like, un post).
    Il parallelo con la religione secondo me è sbagliato o quantomeno limitante. Credere in una religione ha un senso per molte persone, (è una cosa che non mi permetto di giudicare), e genera valori morali e credenze in grado di modellare per intero una società (penso al dibattito sulle radici giudaico-cristiane dell’Europa..).
    Ostinarsi a credere in un complotto per nasconderci l’esistenza degli UFO è una sciocchezza, ed è una credenza non “crea” nulla. Non è trascendenza, non è una spiegazione del mondo e del destino dell’uomo. E’ semplicemente un fatto, e pure falso.

    • anche qui non so se ci si riferisce al mio commento o alla tesi di Capriccioli: nel mio commento parlo della religione riferendomi al fatto che l’interpretazione della verità era demandata ad una equipe di esperti, l’ecclesia, mentre nel protestantesimo è lasciata all’interpretazione individuale

      è una questione di rapporto mediato o immediato tra “individuo” e “verità”

  3. giusto un appunto, il caso di Wakefield non è stato un errore, ma una frode. con tanto di conflitto d’interessi (lo studio era finanziato dalla casa farmaceutica che produceva vaccini separati e voleva mettere in cattiva luce il trivalente). Wakefield è stato radiato dall’ordine e condannato per frode scientifica. di recente è stata condannata anche una madre che aveva testimoniato il falso sull’autismo del figlio.

  4. un’altra cosa: nella mia modesta opinione, imho, la “globalizzazione” di internet è una forma di ricostruzione di una comunità virtuale che parte sempre dall’individuo solo davanti al proprio tablet, pc o cellulare…

    Internet in effetti è un meccanismo che permette di “bypassare” l’interpretazione della verità della comunità in cerca di altri individui che virtualmente condividono la propria personale interpretazione, generando così la polarizzazione intra-gruppi, che è un fenomeno crescente della società globale

    è cmq un fenomeno complesso, onestamente, mi limitavo a criticare l’espressione “quasi medievale” perchè secondo me il mondo del complottista è molto più esoterico ed individualista, molto più da protestantesimo-rivoluzione scientifica ed industriale, più che medievale… ma si tratta di opinioni

  5. Troppo semplice e troppo accademico come ragionamento… Non sono il Fox Molder di turno, semplicemente cerco di guardare in modo obiettivo: cosa causa il complottismo? Forse la scarsa qualità delle informazioni?

  6. A me pare che tu dica l’esatto opposto del complottismo ma in sostanza anche la tua é ignoranza.
    I vaccini non fanno male e la moda anti vaccino nasce da un errore, anzi da un errore colposo, ma allo stesso tempo esistono grandi industrie farmaceutiche che hanno la loro ragion d’essere non nella cura delle persone ma nel mero guadagno.
    Ne ha parlato nel 2013 una puntata di Report (o presa diretta) e ti assicuro che non esprimeva concetti difficili e tecnici, ma era noiosa e magari quel giorno c’era una partita o yuoporn.
    Anche la grande finanza esiste, non credo che faccia riunioni per decidere di sfoltire la popolazione mondiale con l’ebola e non credo che faccia video con simboli massonici per chissà quali ragioni ma credo che si muova in maniera spregiudicata e utilizzi leggi e istituzioni in maniera poco chiara e anti democratica.
    Anche su questo sono stati pubblicati numerosi articoli su l’internazionale questa estate, anche questi noiosi, meglio passare il tempo a scrivere roba inutile su un blog che leggere e informarsi.
    Insomma la realtà è la fuori, fa urlare i complottisti e fa ridere gli stolti.

      • No è abbastanza evidente ma trattandosi di salute pubblica è onere di una società democratica, vigilare che la logica del guadagno non porti ad abusi ed illeciti.
        Questa vigilanza manca.
        Questa è la noiosa e semplice tesi dell’articolo, che non era della Gabanelli e che non era diretto a me.
        Ma il succo non è questo, il succo è che la realtà è noiosa e accademica, non è la tesi edulcolorata si un complottistista ma nemmeno le facili battute di un pigro ignorante.

        • @IO le facili battute del pigro ignorante sono le tue? non solo scrivi cose non attinenti, ma ostenti un atteggiamento saccente di una persona che non sta scrivendo niente.

          Illuminami: in che misura la vigilanza sulle case farmaceutiche è rilevante nello spiegare il fenomeno del proliferare delle teorie del complotto ?

  7. Mah.
    La fragola è rossa e non blu fintanto che la maggioranza chiamerà quel colore rosso.
    Io non ci vedo nulla di male nelle teorie complottiste che restano minoritarie.
    Quando dovessero diventare maggioritarie allora assurgerebbero al ruolo di verità e realtà, ma è probabile che ciò accada solo se si raggiunge la soglia critica di dimostrabilità e convincimento di un’ampia fetta dell’umanità. Tipo:
    – è la Terra che gira intorno al Sole e non il contrario
    – le malattie infettive sono causate da microrganismi non visibili ad occhio nudo e non dai miasmi
    – non esiste la crescita economica infinita (ops! su questo ci dobbiamo ancora arrivare)

    Allora se un tipo su internet parla di complotti del governo per installare microchip sotto la pelle, anche se ha 100.000 like e 2 milioni di visualizzazioni, resta minoritiario e, quindi, non credibile.
    E resterà tale fino a quando una ragionevole maggioranza di noi non si accorgerà eventualmente di un piccolo taglietto sulla pelle giusto dietro l’orecchio destro. Allora magari quella teoria troverà sempre più accoliti e sempre più prove della sua veridicità.

    “Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus”

    • “resta minoritiario e, quindi, non credibile.”

      Giorgio, quello che dici non è corretto: il Sapere, o Episteme, si differenzia dalla Opinione, o Doxa, non per il numero di persone che condividono il pensiero, ma per il metodo con cui si è arrivati a quella informazione.

      Il metodo scientifico infatti NON è democratico, e si basa sul principio della sperimentabilità e confutazione,

      quindi è del tutto irrilevante se una teoria complottistica è minoritaria o maggioritaria: non rispetta alcun canone di scientificità e non prevede procedure di revisione o confutazione.

      infatti è mera opinione, e in quanto tale è presa dal complottista di turno come un dogma di fede

  8. La fotografia posta in testa all’articolo, quelle scie di condensazione (mica siamo complottisti!) dimostra la poca trasparenza che alimenta le teorie più (o meno) fantasiose. Quelle scie non possono essere di aerei civili, perché le rotte civili non seguono traiettorie tanto bizzarre, o comunque non in un periodo talmente breve da poter essere fotografate tutte insieme. Allora la domanda che sorge spontanea è: chi le ha prodotte? aerei militari? voli VIP? dove andavano tutti, quel giorno lì? anzi, in quelle poche ore, visto che le scie di condensazione non rimangono più di tanto… Perché seguivano rotte tanto ravvicinate ma non uguali? da dove provenivano?
    OK, nessuno ci irrora, ma sarebbe perlomeno corretto che qualcuno ci spiegasse non COME si formano le scie, ché senz’altro sono semplici vapori di condensa, ma CHI sono questi aerei, che non possono essere normali voli comerciali sennò si vedrebbero con regolarità e su rotte non tanto divergenti, vanno a spasso tutti insieme a spese del contribuente.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from società

Al posto di Fabo

Già si sentono i rumori di fondo dell’esercito di fondamentalisti che si
Go to Top