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La giovinezza e l’idiozia

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C’è un fortissimo hype attorno al video di Michelle Jenneke, una centometrista ad ostacoli australiana, che ha spopolato la scorsa settimana allo IAAF (World Junior Championships in Athletics) di Barcellona. L’enorme rumore mediatico non riguarda però la sua performance atletica, che ad un profano come me è apparsa notevole, o per lo meno tale da surclassare le altre concorrenti. Quanto dalla singolare routine di riscaldamento messa in scena da Jenneke prima della competizione. Prima di gareggiare, Michelle ha ballato e saltato in modo delizioso, dimostrando come, sotto quella macchina da corsa che è il suo corpo muscoloso, si agiti ancora una bambina piena di allegria.

L’autore del video, però, sperabilmente dopo aver acquisito il consenso dell’interessata, ha rallentato il video e lo ha rimontato aggiungendo come colonna sonora uno dei brani più mefitici della disco italica anni Ottanta. Ed ecco che sulla rete sono apparsi commenti assolutamente impropri sulla “danza sexy” della Jenneke. Peccato che in quel video delizioso vi sia tutto fuorché sensualità ed ammiccamenti, cui invece sembra grevemente alludere l’autore del video nel suo sgradevole “remix”.

Certo Jenneke è bella e giovane in modo sinceramente commovente, ma secondo me non è questo che ha reso il filmato un piccolo capolavoro: la ragazza appare piena di vita e di simpatia, basti considerare come abbia salutato i suoi fan (genitori, amici, fidanzato… chi sa) che la guardavano dagli spalti, prima e dopo il suo trionfo. O come abbia abbracciato alla maniera anglosassone (direi americana, ma non conosco le abitudini australiane) altre due concorrenti alla fine della corsa.

All’inizio, nella sequenza che ha creato il panico su internet, più che di fare la bambola provocante, Michelle mi ha dato l’impressione di voler stemperare il comprensibile nervosismo che precede la sfida agonistica prendendo e prendendosi un po’ in giro. Nella sequenza è evidente come il suo entusiasmo e quel suo modo di essere in generale “carismatica e divertente”, come si scrive molto bene qui contrasti con la seriosità delle altre concorrenti e delle ragazze certamente con qualche incarico formale per me incomprensibile, che si trovano dietro di lei, le cui espressioni facciali sono improntate ad una fissità impressionante.

Non che erotismo e sport non possano per definizione essere interconnessi (il sottoscritto ad esempio ricorda una partita di tennis tra due giovani donne, cui ha assistito oltre cento anni fa, come uno degli spettacoli più erotici della sua vita), anzi. Ma non in questo caso: a meno che non si pensi che una ragazzina con le gambe e le braccia in vista non possa essere altro che un oggetto sessuale.

 

(FIORI DI SANGUE) Impiegato dell’anno, drogato dalla parola e dai suoni. E’ insicuro, non necessariamente gentile. Da quando scrive su Libernazione, si è convinto di essere Adam Clayton degli U2. Sperabilmente invecchierà e morirà felice.

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