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La fortuna di avere un Salvini, la iattura di non saperlo usare

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Immaginate di sostenere convintamente qualcosa. Qualsiasi cosa. Che ne so, la superiorità dell’acqua frizzante su quella liscia. Poi supponete, come del resto accade spesso, di avere un avversario che cerca di propagandare il punto di vista diametralmente opposto al vostro. Ipotizzate, infine, che il vostro avversario sia uno che ama spararle grosse: tanto grosse da diventare paradossale, grottesco, una specie di caricatura di se stesso. Che ne so, roba del tipo l’acqua frizzante provoca la crisi economica, mette in pericolo la convivenza civile, fa venire l’AIDS.
Ebbene, una situazione del genere dovrebbe senz’altro rallegrarvi: giacché l’enormità di quanto il vostro avversario va blaterando dovrebbe spingere naturalmente verso le vostre posizioni gente che magari, di suo, ci si avvicinerebbe molto meno volentieri: tipo, a me l’acqua frizzante fa cagare, però suvvia, dire che bevendola si perde a burraco mi pare un po’ troppo, a tutto c’è un limite.
Insomma, un avversario così sarebbe una vera e propria manna caduta dal cielo: e quindi, ne sono sicuro, qualunque individuo ragionevole lo coccolerebbe con grande cura per assicurarsi i suoi involontari servigi il più a lungo possibile.
Ecco, Matteo Salvini è un avversario di questo tipo: e il fatto che ci si indigni per lo spazio che gli viene dato sui media, invece di aprire una bottiglia di quelle buone ogni volta che la sua faccia appare in televisione, dice almeno due cose.
La prima, di carattere ormai pressoché storico, è l’endemica incapacità della cosiddetta “sinistra” italiana di affrontare i propri avversari, tantopiù quando si tratta di cabarettisti più che di esponenti politici, opponendo alle loro fregnacce la politica, anziché la semplice indignazione; perché l’indignazione è una cosa seria, da adoperare con parsimonia e soprattutto da spendere nei confronti di chi la merita, per evitare che diventi, paradossalmente, uno strumento di legittimazione; è successo per vent’anni con Berlusconi, sta accadendo di nuovo, pari pari, con Salvini.
La seconda, di ordine più strettamente politico, è che evidentemente la cosiddetta “sinistra” italiana non ce l’ha mica davvero, tutta ‘sta passione per l’ acqua frizzante; anzi, in molti casi la preferisce liscia pure lei, proprio come il suo avversario, dal quale si differenzia esclusivamente per i toni più lievi, soffusi, a volte perfino subliminali, ma non certo per la sostanza, che scava scava rimane, a spanne, la stessa.
Ecco il motivo per cui un personaggio come Salvini, che in linea astratta dovrebbe essere una benedizione, finisce per diventare una iattura: perché fin troppo spesso non rappresenta ciò che si combatte, ma è lo specchio riflesso di quanto non si è capaci di fare, non si è convinti di fare, non si vuole fare.
Vediamo di pensarci, la prossima volta che ci verrà il mal di pancia facendo un giretto sulla sua bacheca.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

6 Comments

  1. non fosse che gli italiani si bevono tutto, compreso che l’acqua frizzante fa perdere a burraco se chi lo sostiene ha sufficientemente faccia tosta ( e ai vari piazzisti italiani questa caratteristica non manca)

  2. Concordo solo in parte e manca la considerazione più importante: che ai bevitori piace assai l’acqua liscia per cui chi strilla contro l’acqua frizzante sembra avere tanto consenso quanto più le spara grosse contro l’acqua frizzante.

  3. Salvini afferma che siete voi gli assassini dalle mani pulite nel momento in cui sostenete le sanzioni ad Assad di una Siria libera e sovrana, sostiene anche che i comunisti dovrebbero lottare per i diritti degli africani in Africa e non in Italia perche’ l’esodo cagiona abbassamento delle soglie dei diritti di tutti . C’e ‘ da esultare che questo pallista sia inefficace tanto noi non siamo ipocriti non puo’ scalfire nessuno.

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