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La famiglia tradizionale è morta

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La vicenda che ha coinvolto il marito di Alessandra Mussolini (e la relativa gogna social alla quale quest’ultima è stata sottoposta) ha riaperto l’antico discorso sulla famiglia tradizionale. A questo proposito, alcuni hanno dantescamente parlato di contrappasso, mettendo l’accento sulle colpe politiche della deputata, rea di aver strenuamente difeso il ruolo fondativo di un certo tipo di famiglia, quella composta da un uomo, una donna e possibilmente dei figli. Il fattaccio dimostrerebbe, secondo costoro, in maniera lampante l’ipocrisia della retorica conservatrice, il torto ostinato e ostentato dello slogan ‘Dio, patria e famiglia’. Ma occorreva davvero lo spirito umoristico della sorte per dimostrare la vuotezza di certi argomenti, per sancire l’inconsistenza storica della locuzione ‘famiglia tradizionale’? Vediamo in breve perché no.

Dal 1972, nel nostro paese i matrimoni sono in costante diminuzione. Tra il 2007 e il 2011 questa tendenza si è accentuata notevolmente (-4,5%, a fronte di -1,2% rilevato negli ultimi 20 anni); questo calo ha interessato tutte le regioni, ed anche quelle del sud, che nell’immaginario collettivo sono considerate più legate a certi valori famigliari (ad esempio la Campania, in cui si rileva un calo del 6,9%). A diminuire sono soprattutto i matrimoni tra persone entrambe di cittadinanza italiana (-82% nel triennio 2008-2011), ma anche i matrimoni misti (-17%); fatto questo che dà un’ulteriore conferma del declino generalizzato dell’istituzione. Nel 2011 sono state celebrate 39 mila nozze con rito religioso in meno rispetto al 2008; mentre i matrimoni civili subiscono una flessione ridotta grazie a quelli che riguardano cittadini stranieri.

I dati relativi alle separazioni e ai divorzi vanno nella stessa direzione. Se nel 1995 per ogni 1.000 matrimoni si potevano contare 158 separazioni e 80 divorzi, nel 2011 si raggiungono le 311 separazioni e i 182 divorzi. Ben il 72% delle separazioni e il 62,7% dei divorzi hanno coinvolto coppie con figli avuti durante il matrimonio. E ben il 90,3% delle separazioni di coppie con figli hanno poi fatto ricorso all’affido condiviso. Il numero delle separazioni giudiziali (15,2% il dato medio nazionale) è più elevata nel Mezzogiorno (19,9%) e nel caso in cui entrambi i coniugi abbiano un basso livello di istruzione (21,5%). Questo smentisce un altro stereotipo, e cioè che a separarsi siano soprattutto persone con un livello d’istruzione elevato (e dunque uno stile di vita più borghese e secolarizzato).

Ora, alla chiara luce di questi pochi dati, mi pare che si possano trarre delle piccole conclusioni. In primo luogo, il declino numerico dell’istituzione ‘matrimonio’ dice che vi saranno sempre meno nuclei famigliari ‘tradizionali’. Ciò significa che il futuro sarà futuristico e non tradizionale. In secondo luogo, la crescita delle separazioni e dei divorzi dice che la famiglia ‘tradizionale’ si sta sfaldando e che i figli sono sempre più abituati a vivere una situazione di disunità famigliare e sempre più spesso a confrontarsi con la presenza di nuovi compagni o coniugi dei genitori. In terzo luogo, il rito religioso è scelto da un numero sempre minore di persone; dunque la tradizionalità intesa come adesione alla religiosità traballa notevolmente.

Insomma, per tagliare corto, scoprire adesso che le pappardelle propagandistiche di Alessandra Mussolini fossero soltanto pappardelle propagandistiche fa un po’ sorridere. E fa un po’ sorridere che si porti ad esempio il suo caso personale per confutare i suoi argomenti politici. Bastava dare una letta ai dati per rendersi conto della loro inconsistenza. Ma, si sa, accanirsi e trovare nell’accanimento un modo di rivalsa politica costa molta meno fatica che portare ragionamenti convincenti.

1 Comment

  1. ” scoprire adesso che le pappardelle propagandistiche di Alessandra Mussolini fossero soltanto pappardelle propagandistiche fa un po’ sorridere”

    Non credo che nessuno lo stia scoprendo.
    Chi la pensava diversamente, utilizza una cartuccia in più, corretto o meno che sia, dal dubbio effetto.
    Chi la pensa ancora così, continuerà a pensarla così, proprio perchè queste cose non provano nulla.

    Interessanti invece le piccole conclusioni, concordo sul fatto che bisognerebbe riesumarle un po più spesso e a ragione.

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