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La famiglia ammuffita!

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Cari Matteo Renzi e Pierluigi Bersani, ultimamente mi sono un po’ distratto e non ho fatto granché attenzione ai vostri programmi.

Gironzolando per il web, però, ho sbattuto contro questo grafico che riassume i programmi dei candidati alle primarie del PD sul tema della famiglia omosessuale.

Solo Laura Puppato e Nichi Vendola dichiarano di volere il matrimonio omosessuale, sanando una discriminazione – mi ripeto – inaccettabile ed incostituzionale nel 2012.

Voi invece ci proponete una ricetta simile: un unione diversa dal matrimonio e soprattutto SOLO per coppie OMOSESSUALI.

In questo modo riuscite in un solo colpo a proseguire nella discriminazione degli omosessuali, cui verrebbe ancora una volta negato il diritto di accedere allo status di coniuge, e ad impedire agli etero di usufruire di un’unione civile diversa dal matrimonio.

Non è difficile capire qual è la logica con cui avete scelto questa soluzione:

(a) non possiamo negare ancora un qualunque schifo di riconoscimento a questi scassacazzi gay: la chiesa cattolica magari si incazza ma noi potremo dire “abbiamo difeso la sacralità del matrimonio ed il principio che solo tra uomo e donna si può costituire una vera famiglia”;

(b) abbiamo dovuto dare il contentino ai gay ma per evitare che la chiesa cattolica si incazzi davvero vietiamo agli etero di usufruire dell’unione civile: “la famiglia etero passa solo dal matrimonio”, diremo.

Si tratta di una soluzione ancora più vecchia dei DiCo e dei Pacs: un regresso del regresso.

E voi vi candidereste a guidare un partito progressista? Specialmente tu, Renzi, che ci trifoli i coglioni col cambiamento, la rottamazione, il rinnovamento? Quando si tratta di rinnovare davvero la società ci proponi una soluzione da sacrestia, uguale a quella del vituperato Bersani?

Bene amici! Le vostre primarie del cazzo non vi serviranno a nascondere un dato grande quanto una casa: siete vecchi! Pensate vecchio! Sapete di vecchio! Una riverniciata non basta, amici! La casa è ammuffita! Santè

 

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

4 Comments

  1. Post centratissimo! Mi domando come fanno Renzi e Bersani a non capire l’evidenza. Le coppie etero ci sono, esistono e sono tante. Devono per forza
    essere condannate al matrimonio? Non sarebbe più semplice e logico instaurare un semplice patto davanti ad un notaio e parificarlo, per gli effetti di legge, al matrimonio civile? Non si può fare altrettanto con le coppie gay? E che la chiesa s’incazzi pure.

  2. Per una volta – iun qualità di ateo anticlericale, chiariamo 😉 – devo dire che questa è una delle cose su cui non vi seguo minimamente. Lo stato italiano ha un istituto – laico – previsto dall’ordinamento attraverso il quale due persone si presentano alla società come coppia e non più come singoli, assumendosi dei doveri e ottenendo dei diritti, reciproci e pubblici. Un istituto che può essere sciolto. Si chiama matrimonio civile. Non vedo perché mai ce ne dovrebbe essere un altro, di istituto, che fa le stesse cose ma si chiama in modo diverso. Quello degli omosessuali è un problema diverso: per me si dovrebbe dire che il matrimonio è per tutti, etero e non: ma non inventarsi nuovi istituti, del tutto inutili, solo perché c’è chi vuole dire “non sono sposato, che istituto vecchio” e avere gli stessi diritti (e magari non tutti i doveri?). Che poi il tempo per il divorzio sia troppo lungo, è un altro problema: totalmente d’accordo che si dovrebbe approvare il divorzio breve (tempo zero se non ci sono figli, magari un anno se ci sono): ma appunto, non giustifica l’idea balzana che si debbano sdoppiare gli istituti giuridici sulla base del nulla.

  3. Una qualsiasi legge che permettesse un patto legale simil matrimonio solo a persone gay sarebbe dichiarata subito ANTICOSTITUZIONALE. Giustamente

    • Non necessariamente. Il presupposto è stabilire se un patto simile possa essere contratto solo da persone specifiche – così come altri istituti giuridici. Un minorenne non può diventare tutore legale di qualcun altro, per esempio. Se per esempio si dicesse (non che condivida, eh, penso solo che sia possibile):
      – Due persone di sesso diverso possono unirsi in matrimonio ecc.ecc.
      – Due persone dello stesso sesso possono unirsi in X, ecc.ecc. (pari diritti e doveri con il matrimonio)
      Semplicemente avresti due istituti diversi che regolano due situazioni diverse.

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